domenica 23 settembre 2012

ANNIVERSARIO



Son trascorsi sei anni e sembra ieri
che sei partito senza salutarci
un viaggio sola andata e dove sei
non si vendono biglietti del ritorno.

Mancano sempre i tuoi brontolii
le risate, le dotte citazioni
la tua voce stonata e un po' stentorea...
Ma non era una voce da  padrone!

Sapeva essere dolce all'occorrenza
spiegare con chiarezza e far capire
anche a chi un poco d'intelletto manca
quello ch'è necessario imparare.

Parlano ancor di te, non t'han scordato
neppure chi è già grande ed ha famiglia
parlano del Maestro che hanno avuto
siam grate, ma non consola noi l'averti perduto.

Forse un poeta saprebbe dedicarti
un elegiaco canto, scriverti
quello che  la mia penna troppo scarsa
sa dirti solo "Caro, quanto ci manchi"!

Sellia Marina, 23 Settembre 2012

sabato 22 settembre 2012

ED E' MUSICA IL MARE

Il mare lambisce i tuoi fianchi
d'azzurro e di cielo ti cinge
e più scuro ove abbraccia le rocce.

Il sole che all'alba vi sorge
t'inargenta e al tramonto poi muore
disegnando nell'acqua un dorato colore,

una scia che l'insegue laggiù, all'orizzonte
 dove acqua e cielo si confonde.
 Sulle rive, stormi di gabbiani

TERRA SELVAGGIA



Le verdi tue valli ti coprono i fianchi
i freschi tuoi boschi ispirano canti,
fra aghi di pino e castagni albergano ancora

le impronte  di qualche cinghiale
e dell’uomo che trova i mirtilli nascosti
tra felci, faggi e  funghi porcini.

L’autunno che avanza riveste di luci e colori
i tuoi viali, ogni foglia che cade e calpesti
offre cibo a una terra ch’è amara...

giovedì 13 settembre 2012

TINTE DI CIELO

Sorridi vezzosa, le ciglia abbassate
leggera la mano solleva i capelli
per porgere al sole un viso radioso.
Sull'umida sabbia l'impronta rimane
l'onda s'allunga, l'afferra, cancella
il tuo piede che segue il cammino.
La riva è raggiunta, gli sterpi calpesti
l'aspra collina sorride a te in fronte...
Il mare d'azzurro del  cielo si tinge!
Sellia Marina 13 Settembre 2012
( a Francesca Rizzo )


mercoledì 12 settembre 2012

LENTO FLUIRE

 


Vagano per le strade senza meta,
li rincorri e non li puoi afferrare,
non sentono il richiamo né fermare
potresti questo loro andare,
 
 
salire, scendere, volteggiare
senza mai posarsi a respirare.
Non hanno orecchi per poter udire
il richiamo di chi è pronto per partire,
 
 
non hanno mani se non per rubare
attimi di gioia già scordati,
non hanno un nome, non li puoi chiamare
 
 
 foglie sparse, ali fragili di vento
lungo cammini amari di rimpianto...
vicini ed or lontani... Vagano né sanno dove andare!
 
Sellia Marina, 11 Settembre 2012