martedì 29 settembre 2015

IMMEMORE RICORDO



Se penso a te mi chiedo come mai,
una poesia, un sonetto o un verso libero,
tante ne ho scritte e nessuna a te,
forse l'animo tuo poeta m'ha impedito.

Conservo ancora quelle stelle alpine
che dalla Presolana m'hai portato,
ora raccoglierle sai? come per i mughetti, è vietato.
E d'ogni monte eri innamorato.

Se c'era il sole all'alba ci chiamavi
per farci ammirare il Monte Rosa,
lontano, imbiancato sulle cime,                
e ogni giorno era come un'alba nuova.

Come dimenticare quelle sere
quando i Promessi Sposi del Manzoni
ci raccontavi senza mai stancarti
e le Odi, oppure gli Inni Sacri, recitavi.

Che dire poi di Verdi o di Puccini,
Mascagni, Leoncavallo o di Bellini?
Ogni opera sapevi e come fiabe, ogni sera ripetevi
e ci addormentavamo sempre tardi

con negli occhi la visione di Azucena
"Stride la vampa" e il Trovatore alla sua Leonora
"Deserto sulla terra", di nascosto, canta,
o forse è Turiddo che intona "O Lola".

Da quando sei partito, nessuno ha più cantato
ed io conservo immemore ricordo di
" Quel ramo del Lago di Como"
che sapevi fino all'ultimo rigo, a memoria.

Sellia Marina, 5 Luglio 2011

mercoledì 23 settembre 2015

VORREI...

VORREI SRIVERE OGNI GIORNO

         UN PENSIERO PER TE.

           PER TE CHE HAI SEMPRE TUTTI
             COMPRESO

             A TE CHE  HAI  SEMPRE TUTTI         
               PERDONATO

                PER TE CHE NON TI SEI MAI
                 VENDICATO

                    A TE CHE SEMPRE MI HAI AMATA

                         OLTRE OGNI LIMITE UMANO.


 Dalla tua immarcescibile Katia -Sellia Marina 4 Settembre 2007



domenica 20 settembre 2015

PETALI DI GERANI

Petali di gerani paion seminati lungo il viale,
il vento li ha strappati
e or giacciono a terra colorati,
come i tanti petali caduti

del gelsomino, delle rose, mescolato di bianco
e rosso è il viale del giardino.
Sopra quei petali, sopra l’erba molle
vorrei sdraiarmi ed ascoltare il vento

che lieve fa ondeggiar le grandi palme,
seguire il volo di tutte le farfalle
con variopinte ali sopra i fiori.

Anch’io se chiudo gli occhi so volare,
vedere mari azzurri, ciel sereni,
sentire ancora le tue dolci mani
e la voce sussurar teneramente

“che sarà mai se aspettiam domani”.
Apro gli occhi e solo petali ritrovo
e fra le dita qualche filo d’erba,
in alto, uno strepito volo di gabbiani

e il viale, un tappeto di petali gerani.

Sellia Marina, 3 Giugno 2011


sabato 19 settembre 2015

LA NOTTE DORME



Dorme la notte il suo silenzio arcano!
Cavalli scalpitanti come un tuono
son dileguati in nuvole di fumo.

Ascolta in questa pace che ti dono
l’armonia che pervade tutto il cielo,
un manto avrai di stelle per cuscino
coperta il mar che culla ogni destino.


Dorme la notte e ascolta il tuo respiro!
Il monte che s’ammanta di mistero
ha in vetta una croce che da lungi
il viaggio addita ad ogni piè straniero.

Il fianco della luna ti ha mostrato
gonfio di sogni, logoro, strappato,
un velo che riluce quando splende
drappo di morte quando si distende.

Dorme la notte e mentre dorme, geme!

Sellia Marina, 9 Ottobre 2012



giovedì 17 settembre 2015

GIARDINO INCANTATO


Tra spighe dorate come il sole
si celano timidi e slanciati

azzurri come il cielo quando a maggio
l’aere sereno, color di pace spande,

di fiordalisi m’empie e rifiorisce
questo mio eterno e solitario
incantato giardino, ove rifugia
l’anima ed attende nuova alba

al sole che l’acceca e che non muta.

Sellia Marina, 17 Dicembre 2014

martedì 15 settembre 2015

LA SINDONE


Scelse per te Giuseppe, il suo più bel lenzuolo
t’avvolse dolcemente e con lacrime
lavò le tue ferite, baciò i fori
che avean trafitto le tue mani, Signore.

Tolse dal tuo capo la corona
a scherno posata sulla fronte
da chi “non sapea quel che facea”.

Il lino s’impregnò della tua forma,
il sangue si rapprese e conservò
nei secoli a venire la memoria:
resterà eterno come eterna è la Tua storia!

Nata in quel dì a Betlemme
l’ira  che si macchiò del sangue d’innocenti
di chi commosso risuscitò l’amico
e di chi moltiplicò il  pane e i pesci,
entrò mansueto a Gerusalemme e fu tradito.

Questo e molto più racconta il Tuo sudario
steso come la croce, rubato, ritrovato
e ormai sdrucito, Signore:
m’inginocchio e lo adoro, mio Creatore!

Sellia Marina, 27 Agosto 2014
( Concorso Letterario "Riflessioni sulla Sindone "Poesia pubblicata dall'Ass. SS. Sindone -Torino  2015)




domenica 13 settembre 2015

A3

Non è più la stessa quella strada,
alcune deviazioni son scomparse
cresciuti come funghi in gallerie i fari,

 come dentro la pancia a un pesce grande
un falegname aspetta il suo pinocchio
e per  passare il tempo intaglia il legno.

Così infinita appare questa volta
di luci che t'avvolge e all'improvviso
ecco, all'orizzonte, Sicilia,

adagiata proprio di fronte,
i monti l'incoronano di verde
il sol la bacia e l'accarezzan l'onde.
Sellia Marina, 15 Settembre 2012
In ricordo del Simposio sulle cellule staminali e del rinnovo cariche SIBeS




sabato 12 settembre 2015

E PACE SEMPRE IL NOME TUO M'ISPIRA



Tanto comune eppure tanto breve
non trovo che vi sia nome più bello
che possa esser eguagliato al Tuo, Maria!

Corona di stelle sul tuo capo,
così T'hanno scolpita in mille forme,
mani aperte a donare o strette al cuore
che stringono le spade del dolore.

Regine l'han portato indegnamente
ma Tu con l'umiltà che Ti distingue
al tuo sovrano "Si" hai detto sempre.

Come vorrei con Te poter pregare
nel frastuono che intorno ci circonda
e come Te sapere perdonare
a chi chiede un poco di clemenza...

e lungo la via ha perso ogni speranza!
E pace sempre il nome Tuo m'ispira!
Dentro il cuore un petalo depone

asciuga il pianto, cancella ogni timore
sussurrando appena il labbro un nome, Maria,
fa che il domani sia migliore e Cosi sia!


Sellia Marina, 20 Luglio 2012
( A M. Maria Immacolata )


Premiata anche nel 2016 dalla Academy Universum Sitzerland nel "Concorso Internazionale di Poesia 

LA POESIA "VOCE" DELLA FEDE
Prima edizione del Concorso di Poesia
"Parola di Vita-2013"

venerdì 11 settembre 2015

E...RESTIAMO MUTI



Sembravano immuni i giganti.
Svettavan nel cielo ed in cima
la morte li colse per prima.

Tra schegge di vetri divelti
si scorgono visi imploranti
piegati al torto metallo infuocato.

Occhi sbarrati e mani protese
a cercare un appiglio che sfugge
improvviso scomparso.

Ogni muro si scioglie
e c’è ancora chi chiama e chi rassicura
 piangendo, stiam bene, aspettiamo soccorsi.

Ma come la sabbia che vola
alzata da un vento impetuoso
che tutto trasforma e s’acquieta

sol quando la furia è cessata,
così dei giganti è rimasto
sol polvere, cenere, pianto.

E l’eco d’un grande rimpianto
ora avvolge i giganti caduti.
Nessuna parola consola e restiamo muti!

  
Sellia Marina, 9 Settembre 2011