lunedì 29 febbraio 2016

CANTA IL MARE




Canta il mare la sua ninna nanna.

Carezza la sua spuma una sirena
che da uno scoglio canta melodiosa
incanta la sua voce il marinaio

i riccioli scompiglia sulla fronte
   canta il mare dentro la conchiglia
    e te la dona…tu portala a casa.

Se porgi l’orecchio ancora un poco
    il murmure ne udrai, anche se fioco
 del mare che aggrappato alla sua riva

canta mentre dondola la luna.

Sellia Marina, 17 Gennaio, 2013 









sabato 27 febbraio 2016

TU NON SEI SOLO


Certo non  bello come chi nunziò
ad una vergine la novella lieta
ma parimenti  come lui  il  nome porti,
non per caso ma fu scelta oculata.
Hai dolce il viso e quando ti rattristi
una ruga appare sulla fronte
  se sorridi, ti risplendon gli occhi,
la carezza inizia con lo sguardo.
Talvolta mordi un’unghia, pensieroso,
è segno che qualcosa forse turba
l’animo infantile ch’è in te chiuso.

Per questo nel tuo andare vagabondo,
lungo una strada faticosa ed irta,
lo sguardo mai si stanca di seguirti,
ma non sei solo e questo ti consola,
continua a  camminare per il mondo.
Sellia Marina, 24 Marzo 2011
Al mio bel  Gabriele 
                                       

martedì 23 febbraio 2016

E' PRIMAVERA ORMAI


Vermiglia è l’erba del mattino
carca ancor degli umori della notte,
s’odon fruscii tra le foglie rotte
saltella nelle siepi il pettirosso

il melodioso canto d’una capinera ascolto.

E’ primavera ormai ed ogni fronda
scordato ha già l’inverno ed il suo gelo
or ride al sole, occhieggiano le viole

riveste ogni ramo la sua gemma
copre ogni nudità con nuove foglie
ha lasciato al terreno le sue spoglie.

Così l’animo mio che si rallegra
del tripudio di colori  che d’intorno
m’avvolge, m’involve, mi trascina,
vuol elevare un canto a questo mondo.

 Sellia Marina, 21 Febbraio 2016

domenica 14 febbraio 2016

AMORE E'...



“…Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona..”

(Inferno-Canto V-vv.103-105)


                    Nessun poeta ha cantato ed esaltato l’amore in modo così alto come il grande padre Dante e tutta la corrente che permea la sua età giovanile: il dolce “Stil Novo”. Dante  andrà oltre, sia che canti l’amore terreno che l’amore divino e, malgrado i secoli trascorsi, non solo non è  stato superato, ma neppure eguagliato.
Che cosa si può quindi aggiungere quando tutto è stato già detto, scritto, esaltato nelle forme più gentili o più estreme?
E’ grande il desiderio di chiudere gli occhi davanti all’intensità di questo sentimento che, racchiuso in una parola tanto breve “..move il sole e l’altre stelle..”, per significare come l’amore in effetti  è all’origine di ogni nostra azione, ed è l’autore di ogni scelta, che la si compia o meno volontariamente, nel bene o nel male, bramando ardentemente il raggiungimento di ogni desiderio lecito o illecito che sia.
I poeti, fin dagli albori, non hanno mai smesso di dedicare i loro  inni, odi, sonetti o liberi versi, lasciandosi alle spalle ogni forma metrica consolidata e abbandonando ogni pedissequa forma prefissata dalla poesia “ufficiale”, cantando l’amore con l’utilizzo di una sola metrica: quella del cuore.
Per questo forse i poeti ancora oggi sono capaci di commuoversi e commuovere,  di imprimere sulla carta quello che a voce spesso non si dice,  perché un foglio bianco è un invito ad essere subito, magari anche frettolosamente, riempito di segni sussurrati dalla mente e vissuti nello stesso istante col cuore che si commuove e piange d’emozione, che soffre, non idealmente  ma avvertendo il dolore che è quello di tutta una umanità che poche volte ride.
L’emozione che il poeta trasmette a se stesso prima ed al lettore che sfogliando le pagine ritrova un po’ di sé, non è dissimile, perché  l’amore è  un sentimento universale che si esprime forse in modi diversi, ma sempre con la stessa carica di emozione a tutte le latitudini di questo mondo nel quale faticosamente viviamo e al quale vorremmo lasciare “non di tesori eredità ma caldi sensi e di liberal carme l’esempio”.

Sellia Marina, 18 Dicembre 2014

Caterina Tagliani

 "Canto D'Amore alla Luna" S.D.Collezioni

mercoledì 10 febbraio 2016

URLA IL VENTO


Sembrava una carezza, un dolce soffio,
 d’improvviso muta, in vento si trasforma,
il mare urla tutta la sua rabbia
sulla sponda la riversa, graffia la sabbia

trascina a lungo l’onda, spuma s’innalza
al cielo e poi ricade, stanca, mentre un’altra
la sovrasta, rotola, s’avvicina e precipita
sopra la riva e lesta si  frantuma.

Urla il vento, scintille diamantine
si rincorrono inseguite dalla furia,  l’acqua
s’involve, trascina terra rubata dalla riva,

lo smeraldo ha lasciato all’orizzonte
dove un’altra tragedia si consuma.
 Improvviso il silenzio cala, profondo,
sull’eterno Oceano che ha dato vita al mondo

brulicante nel suo grande grembo,
di tesori antichi, sepolti e mai ridati,
di battaglie combattute contro i venti,
crociati e pirati or stanno insieme,
riposano fra mura di corallo e ammalianti sirene.

Sellia Marina, 20 Febbraio 2015


martedì 9 febbraio 2016

LA MASCHERA CHE VEDI


 Maschera seducente ora porto!
Velo lo sguardo accattivante,
trine d'argento, nastro di raso
felci d'oro adornano il mio capo,

il sorriso sulle labbra, solo disegnato.
Sangue sopra gli occhi ho colorato
a questa innocente bellezza del creato
che nessuno ha mai apprezzato

ma con furore è stato profanato
da mani vili, lascive, petti senza cuori
guidati sol dall'odio e da passione
insana e sopra il corpo è disegnata la trama

d'una vita all'ombra delle pietre
che i miei fianchi han colpito, deturpato,
ferito le mie mani  con i chiodi…
per questo il mio viso ora è celato

ora sono la maschera che vedi.
Sellia Marina, 8 Febbraio 2015











lunedì 8 febbraio 2016

domenica 7 febbraio 2016

DAMMI LA MANO




Se mi darai la mano
cammineremo insieme amica mia
parleremo di tante cose, di poesia
e non c’ importa se qualcuno spia

dietro i  vetri d’una finestra
confusa tra le foglie d’una pianta
 e sempre al buio resta.

Nel tramonto c’inoltriamo
fra i tigli e i rossi aceri che coprono
le nostre voci, quella tua e mia...

ma noi siam sole, sole per la via
dove risplendono le luci d’un tramonto
sopra  un tappeto di  sogni  colorati

dalla tua mano e dalla penna mia!

Sellia Marina, 11 Novembre 2012
Dipinto di Caterina Rizzo


giovedì 4 febbraio 2016

IL SOLE SPLENDE SEMPRE


Scende presto la sera perché il sole
stanco di restare in un sol mondo
altrove va a brillare.

Scalda la terra, i panni asciuga,
 gioca col vento e non sta mai fermo.
Indugia alle verande ed accarezza

i fiori che coronano i giardini
bacia la rugiada che la notte
sopra ogni petalo ha lasciato.

Non spegne la sua luce
sempre riscalda coi suoi rai,
t’abbaglia gli occhi, non puoi fissarlo mai.

E quando sorge l’alba, l’acque  inargenta,
beve tutto il mare quando s’addormenta!
La neve al suo tepore si dissolve

le cime dei monti restan nude, spoglie
del manto che le copre e le difende...
Ma lui è buono  e risplende sempre.


Sellia Marina, 20 Novembre 2014

IL FILO DELLE PARCHE



Ora che il filo s’è spezzato
noi tutte siamo qui a ripensare
al tempo quando un sol bicchiere
ti riempiva la giornata di piacere.

Lo so che non è giusto ribellarsi,
il filo delle Parche non si spezza
perché non hai tu in mano la matassa
che lente filano, snodano, tagliano.

Per questo il tuo respiro all’improvviso
dentro il tuo petto si è fatto corto,
non più voce neppure per chiamare
quello vicino a casa, l’ospedale.

Ma non voglio che questo ricordo
resti il solo a languire nel cuore,
una tavola grande io vedo
e noi tutte con te, a cantare.


Sellia Marina, 4 Febbraio 2012
(Da "L'Ultimo Fiore" a mio fratello, Domenico Mario che oggi ci ha lasciato)