venerdì 30 dicembre 2016

31 Dicembre 2014


Si chiude un anno che non  ha eguali,
miserie, pestilenze e tradimenti
il nemico non l’han visto, ora è di fronte

 avanza minaccioso all’orizzonte
con seguaci ancor più numerosi
a lor promette  paradisi inesistenti.

Il vento ha flagellato a lungo l’onde
vittime innocenti tante ne ha travolte
trascinate nel suo insaziabile ventre.

E chi non ha lavoro s’è inventato
un nuovo modo e non un mondo nuovo:
perché  costruir fra rovine
se non hai più diritti da vantare?

Ma alzando gli occhi vedi che le stelle
sono ancor lì, mai stanche di brillare
il cuore allora s’apre alla speranza
forse è possibile ancor ricominciare.


Sellia Marina 31 Dicembre 2014

giovedì 29 dicembre 2016

LIBERO E' IL VENTO


                               


Sibila il vento tra le rocce
rose da marosi e da salsedine,
tra mare e cielo come in un dipinto

i colori nell’acqua si rifrangono.
Solleva l’onde il vento dispettoso,
cresta di spuma bianca che s’innalza

per ricadere nuovamente stanca.
  Tra le forre dei monti corre il vento,
     s’insinua e indugia sopra i verdi pini,

      colpisce i rami, spegne il suo tormento,
     spezza ogni foglia e fugge via
      dalla valle che lo vuole prigioniero.

E’ forte il vento, ulula, solleva
  ogni farfalla che incontra per  la via
   ma scherzar vuole e  sul fiore la riposa.
Così nel lento scorrere dei giorni
osservi come  varia la natura
si manifesta, e i tuoi non conti.
                                              I  giorni del passato ormai son morti,                                                         i dì che verranno son più corti
    E il  vento porta a me i suoi ricordi!

martedì 27 dicembre 2016

C'ERA UNA VOLTA


C'era una volta una grande famiglia,
una mamma, un papà, sette figli,
e c'era il nonno alto e segalino
non disdegnava un buon bicchier di vino.

Quanto amore intorno a quella mensa
preceduta dal segno della croce
consumata quasi in silenzio religioso,
nessun che si lamenta se il pane è poco.

Poi, come tanti rondinotti
son volati via ad uno ad uno
prendendo altre strade ed altri cieli.
Secondo, dopo aver sofferto tanto

all'aura dei cipressi se n'è andato
a ritrovar la mamma ed il papà
lasciando un vuoto che mai s'è colmato
ma la sua voce, se lo pensi, senti cantar.

Altri cresciuti come giunchi al vento
che il ruscello abbevera alla riva,
 perduti nei ricordi del passato
o nel rimpianto di un destino avverso

che ti ha piegato ma non ti ha mutato.
Alcuni son felici, altri contenti
d'esser rimasti a rimembrare il tempo
quando sedevan tutti a quella mensa

sempre più grande, con bambini nuovi
che saltano sul letto della nonna
( quante molle hanno rotto), quanti giochi,
quanti litigi sopra le lenzuola, quanti lacrimoni...

Quella è la stanza della mia memoria!

Sellia Marina, 5 Marzo 2010
( Da "Vorrei…"Aletti Ed. 2010 )





venerdì 23 dicembre 2016

MADRE SENZA PECCATO

;


A Te basta una nicchia,
non ti serve un altare
per pregare,

come umile serva
t’inchini a un Superiore.
Se le stelle t’incoronan,

spade han trafitto il cuore,
Madre senza peccato
figlia del tuo Signore,

accogli nel tuo manto
l’umile peccatore,
consola, Tu che puoi

chi ama e chi dispera
di rivedere un’alba migliore.
Adesso è sera.
Sellia Marina 8 Dicembre 2010
Premio Letterario Internazionale II Classificata= Academy International Switzerland, 2016





martedì 20 dicembre 2016

PIOVONO VIOLE

"FILI DI SETA"

 Dentro un cerchio racchiusa forse pensa
un  mondo intero che l’aspetta fuori
dove nascono fiori sopra  muri
sgretolati, arsi dal sole

piovono viole sul terreno molle!
I desideri chiusi dentro il cuore
gonfiano di sospiri le sue spalle…
ma ha chiuso il cerchio, senza far rumore!

Fili di seta ha posto per legare
fra i suoi capelli una farfalla e un fiore,
qualche petalo cade, qualche illusione
forse, rinascerà, se pioveranno  viole.
 
Sellia Marina, 11 Maggio 2015
 ( A. Oriolo “ Fili di seta “)

venerdì 16 dicembre 2016

ANIME DI LUCE



Cadono come petali, al terreno
 si confondon con le foglie
 stanche d'ingiallire sopra rami
 che tanta ombra offerta hanno.

 Fra l'erba le raccogli
 come ambrati acini d'uva
 chicchi di melograno che confusi

 ancora appesi vedi
 e stanno lì, come sospesi.
Anime di luce racchiuse
in un piccolo guscio...di noce.

Sellia Marina, 5 Novembre 2016
Pubblicata in "Ciò che Caino non sa"Vol. III Amore e Psiche"

giovedì 15 dicembre 2016

ALLE PORTE DEL CIELO


 
Quando la notte alzerà il suo velo
scoprirai in un istante quel che cela
un manto stellato od un’aurora
perchè sei giunto alle porte del cielo

ov’è splendore e non finisce il giorno
non un mattino nè mai un tramonto,
 alle porte del cielo son sovrane
le melodie e i cori,  suoni arcani...

Guardare dalla riva il sol che muore
mentre indugia a baciare l’acqua cheta
 coi suoi raggi inebriar di colore
solo uno spicchio  a questa gran distesa,

veder che l’orizzonte si congiunge
 con cielo e nuvole ormai smorte
ridona pace ad anime consunte...
All’alba il sole riaprirà le porte!.

 Sellia Marina, 8 Settembre 2012

lunedì 12 dicembre 2016

I SILENZI DELL'ARTE-II

Ogni carrozza ferma, ogni destriero
ritorna nella tela ov’era  chiuso,
ogni fiore in cornice si riforma
né spande profumi più nell’aria,
quei caduti a Proserpina ora son passi,
Zefiro gentile li raccoglie e libra oltre,
quel grido non accoglie né l’appassionato ardore
del Re degli Inferi può vincer la paura della morte,
silenzio scende ove dorme l’Arte.
Or sotto i colonnati e i capitelli
di vetusti  palazzi, ampi musei,
che imbellan cupole alle chiese ed agli altari,
da lungo tempo è suggellato un patto, 
sorregger l’arte ed ornarne il fronte
perché memoria resti nel futuro,
decor di fregi in sculture e d’oro
simbolo dove l’ombra quando è sera
sfiora volti umani oppur di fiera,
gigli raccolti o filar di vite,
torri e tante corone sopra stemmi
usi più a memoria che per storia.
Ogni gargoyle piange quando il cielo  
riversa sulla terra la sua furia,                                              
urla alla luna chiusa in un’alcova
dove l’amor consuma ma non paga
e di sangue imbratta le lenzuola,
nella stanza scende adagio la sera
ed il sipario chiude nel silenzio
di un’Arte che non era forestiera. 

Sellia Marina, 28 Novembre 2016

giovedì 8 dicembre 2016

MADONNA PELLEGRINA


Madonna Pellegrina che nel mondo
ove Tu  passi  le ginocchia pieghi,
s’affida al Tuo ogni cuore, lascia gli affanni,
ogni nube disciogli e  rassereni.

Madonna Pellegrina che ogni strada
hai percorso e raccolto nel Tuo manto
i dolori che attraversan tutto il mondo
seminando fiori, asciugando il pianto,

Vieni ancora a consolare quanti
non hanno pane e le bende
fascian ferite strette intorno ai fianchi,
dormono sotto ponti semibui

E dentro il mare che ci dona vita,
la morte trovan senza Te accanto.
Madonna Pellegrina ascolta il pianto
di tanti bimbi che non han la mamma

Dei vecchi che son soli e senza amore
la mano tendono, nessun che doni un fiore,
neppur quelli sbocciati nei giardini del dolore,
una casa dona, ad ogni famiglia un tetto

E dentro che vi sia, l’immagine Tua
a proteggere chi crede e chi s’affida
chi cerca ancora la strada della fede
Madonna Pellegrina, Ave Maria!
  

 Sellia Marina, 13 Maggio 2015