lunedì 12 dicembre 2016

I SILENZI DELL'ARTE-II

Ogni carrozza ferma, ogni destriero
ritorna nella tela ov’era  chiuso,
ogni fiore in cornice si riforma
né spande profumi più nell’aria,
quei caduti a Proserpina ora son passi,
Zefiro gentile li raccoglie e libra oltre,
quel grido non accoglie né l’appassionato ardore
del Re degli Inferi può vincer la paura della morte,
silenzio scende ove dorme l’Arte.
Or sotto i colonnati e i capitelli
di vetusti  palazzi, ampi musei,
che imbellan cupole alle chiese ed agli altari,
da lungo tempo è suggellato un patto, 
sorregger l’arte ed ornarne il fronte
perché memoria resti nel futuro,
decor di fregi in sculture e d’oro
simbolo dove l’ombra quando è sera
sfiora volti umani oppur di fiera,
gigli raccolti o filar di vite,
torri e tante corone sopra stemmi
usi più a memoria che per storia.
Ogni gargoyle piange quando il cielo  
riversa sulla terra la sua furia,                                              
urla alla luna chiusa in un’alcova
dove l’amor consuma ma non paga
e di sangue imbratta le lenzuola,
nella stanza scende adagio la sera
ed il sipario chiude nel silenzio
di un’Arte che non era forestiera. 

Sellia Marina, 28 Novembre 2016

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