martedì 22 agosto 2017

REGINA MADRE


Come un fabbro ha forgiato monili,
cesellato, inciso quadri preziosi
ed or s’appresta con il capo chino

sopra diademi che saran corona
alla Madre Regina che intercede
per tutti noi e per chi non ha fede.

Ferite profonde ha la sua tela
non le ha curate il tempo o l’artigiano,
sanguina ancora il cuore della Madre
che non disdegna chi a Lei s’affida.  
                                                    
Ora nuovi diademi alla sua fronte

brillano, come il sole dentro il mare,

come le stelle all’albero di Natale…

anch’io m’inginocchio per pregare.



Sellia Marina, 16 Dicembre 2016



Al Maestro Michele Affidato- Creazione dei nuovi diademi alla Madonna 
di Czestochowa


lunedì 21 agosto 2017

NOVELLA EOS


E fu luce quando apristi gli occhi
a questo mondo,
Luce al mio cuore, gioia per le braccia
che hanno accolto il primo mio tesoro.

Madre novella ed orgogliosa sposa
nel mostrare ogni cosa che sai fare,
tutto hai appreso, tanto... a tue spese
ma pronta ogni dì a ricominciare.

Di questo mamma non si scorda mai,
l'affetto, l'amor che la circonda
e se di abbracci tu sei stata parca,
novella Eos splenderai a me sempre!

Sellia Marina, 27 Ottobre 2011        


Pubblicata in "Viaggi di Versi"Nuovi Poeti contemporanei-N°21

domenica 20 agosto 2017

A TE CHE PASSI


Lapidi informi stese in verdi prati
non nomi sul marmo, il tempo cancellato
ha molte date, sembrano tarlate…

Il sole inonda qualche tomba all’ombra,
il temporale quando infuria
odor di morte ancor effonde da lapidi divelte.

Appassito è l’alloro e sui cipressi
non vi son che nidi vuoti d’uccelli,
solo ratti  che fuggono al fragore
di tozzi bicchieri senza fiori.

Vi son croci amorfe ma in qualche effige
par che ancora balugini un sorriso
al cielo forse volto o a te che passi
sopra il terreno incolto dove speranza

divina ancora alberga, stesa fra il cielo e l’erba.

Sellia Marina, 17 Agosto 2017

sabato 19 agosto 2017

I SILENZI DELL'ARTE- PITTURA

Ogni carrozza ferma, ogni destriero
ritorna nella tela ov’era  chiuso,
ogni fiore in cornice si riforma
né spande profumi più nell’aria,
quei caduti a Proserpina ora son passi,
Zefiro gentile li raccoglie e libra oltre,
quel grido non accoglie né l’appassionato ardore
del Re degli Inferi può vincer la paura della morte,
silenzio scende ove dorme l’Arte.
Or sotto i colonnati e i capitelli
di vetusti  palazzi, ampi musei,
che imbellan cupole alle chiese ed agli altari,
da lungo tempo è suggellato un patto, 
sorregger l’arte ed ornarne il fronte
perché memoria resti nel futuro,
decor di fregi in sculture e d’oro
simbolo dove l’ombra quando è sera
sfiora volti umani oppur di fiera,
gigli raccolti o filar di vite,
torri e tante corone sopra stemmi
usi più a memoria che per storia.
Ogni gargoyle piange quando il cielo  
riversa sulla terra la sua furia,                                              
urla alla luna chiusa in un’alcova
dove l’amor consuma ma non paga
e di sangue imbratta le lenzuola,
nella stanza scende adagio la sera
ed il sipario chiude nel silenzio
di un’Arte che non era forestiera. 

Sellia Marina, 28 Novembre 2016

mercoledì 16 agosto 2017

I SILENZI DELL'ARTE-LA MUSICA


Le eburnee  braccia di Morfeo
ti cingano, Calipso ancora incanta,
danzano ninfe nei ruscelli
come farfalle al suono d’Euterpe
note si diffondono nell’aere,
silenzio e ascolto mentre intorno
Calliope scorre fra le dita
non delle Parche il filo
ma quello della vita scrive,
scivola sopra alberi che  Zefiro
culla con le sue labbra e lo trascina
pungon le dita, spine travolte con le foglie.
Pan ora dorme! Lo zufolo ch’empiva
un firmamento, posa tra l’erba,                                                   
nessuno più lo suona,                                                                   
nessuno lo raccoglie.  
Silenzio eterno
quando dorme l'Arte.                                                  
                                                                                                                    
Sellia Marina, 21 Febbraio 2017

lunedì 7 agosto 2017

EMOZIONI

EMOZIONI
Per Alda
Sereno è lo sguardo che cela
dolori profondi che al mondo
sveli nei versi commossi,
gridati, sommessi, turbati
da affanno che il cuore sommuove.

Occhi grandi han cantato l’amore,
la pazienza davanti al dolore,
l’ingiustizia subita
l’arroganza  di chi non possiede

e non dona, se non vuote parole.
Emozioni ancor susciti, Alda
in chi cerca seguire la via,
una sola felice la tua,
quella della poesia.


Sellia Marina, 24 Maggio 2017
Al dipinto "Emozioni"di Antonella Oriolo

domenica 6 agosto 2017

COME UNA BIBLIOTECA



La sera scende e avvolge col suo manto
l’aurora che a giorno distendeva
luce su campi arati e prati verdi,
sull’onda del mare che d’estate brilla

come diamante, luce della luna.

Avvolge il cuore di pensieri amari
che pungon gli occhi e come per magia
rivedi portici, androni scintillanti,
vetrine aperte su serrande chiuse,

speranze non ha più chi dentro muore.

C’è intorno chi solfeggia una canzone,
batte sopra un tamburo senza pelle,
ha un suono cupo, come ninne nanne,
quelle che non si cantano ai bambini

e non t’ho mai regalato burattini!

Sempre solo libri ove consumi
ogni ora che passa e la tua vita
è  diventata una grande biblioteca
dove in un  libro raro è scritto 

che hai scelto di restare a me vicino.

Sellia Marina, 27 Ottobre 2015

sabato 5 agosto 2017

I SILENZI DELL'ARTE III- LA POESIA

Regina che incorona ogni cimento
di chi affida alla parola il sentimento,
la condivide o nascosta resta
fra pagine ingiallite e consumate
da chi a lungo fra le mani le ha tenute.
Libri di testo, tesori ancora ignoti
in bella mostra o dentro gli scaffali
quelli troppo aperti o sempre chiusi,
difficile anche alla più eccelsa memoria
trattener d’ogni volume la sua storia,
in lor vi son tesori di sapienza,  scienza,                                         
storia, atlanti che non son per la fortuna
eredità per un popolo senza memoria.
Ma s’affanna ancora a sera il mio poeta
non vede che Selene s’è affacciata,
guarda Astolfo  in groppa al suo ippogrifo
né ode piover sopra i mirti in fiore,
cavalcar la radura un cavaliere,
è senza macchia e  non ha paura
d’affrontar i suoi  nemici a schiera,
lo guida un angelo che una coppa sacra ha lasciato.
Silenzio cade dove dorme  l’arte!
Virtù antica che l’uomo d’ogni tempo
ha lasciato fra le righe d’un quaderno,
conservato, trascritto, rilegato
in picciol libri o volumi ponderosi
perché ogni verso, sonetto, inno o madrigale
possa dispiegar l’ali e continuare a volare.

Sellia Marina, 6 Dicembre 2016

lunedì 31 luglio 2017

MADRE DIVINA

video
Sfiora con la mano il bel diadema
prezioso dono per una Regina,
lo sguardo è intenso e forse pensa
quanto sarà grave  questo  serto 
a lei che legge dentro i cuori,
che conosce tutti i dolori
lei che dispensa serenità  e gioie.

Madre del Redentore ancor sorregge
l’infante tra le braccia, lo protegge,
non sarà il diadema di Affidato
che chiude fra le stelle i bei topazi
azzurri come il mare, quando il sole
all’alba stende un velo sopra il mare,
ma una corona di spine poseranno,

feriranno il picciol capo del bambino.
A questo pensa l’orafo cristiano
mentre la mano sfiora la corona
ma  tutte le perle che ha donato
leniranno  il pianto alla Regina,
Madre divina, intenerito a Lei s’inchina.


Sellia Marina, 28 Luglio 2017
Al Maestro orafo crotonese Michele Affidato che ha incoronato la Madonna di Czestochowa

lunedì 24 luglio 2017

L'ARTIGIANO

E’ l’alba e quando tutto ancor si tace
gli usci son chiusi, deserte ancor le strade,
(l’aria che lo circonda infonde luce e pace)

scivola silenzioso per la via,
apre i battenti alla bottega e attende,
risuona nel cielo “Ave Maria”,

recita silenzioso e già la mano
sfiora l’argenteo metallo, un’anfora nasce
o forse una collana intessuta a filigrana.

Il capo solleva ogni tanto, ascolta, mormora,
l’occhio è stanco di fissare rubini od un topazio,
una lacrima cade talvolta su una perla rosa.

E’ stanco a sera l’artigiano
e quando il Vespro suona e l’orologio
i suoi rintocchi scocca, come il cuore

che sempre batte e non si ferma mai,
chiude i battenti alla bottega e attende
mormorando ancora  “Ave Maria”.

Sellia Marina, 19 Luglio 2017
Al Maestro  M. Affidato 

domenica 23 luglio 2017

TI DONERO' I MIEI OCCHI


Ti donerò i miei occhi e la lor luce
sarà faro al tuo cammino errante,
vedrai, anche nel buio della notte
brillare stelle appese nella volta.

Ogni petalo ancor carezzerai
e il lor profumo sparso nel giardino,
dentro i miei occhi il bianco gelsomino
rifletterà, spanderà  luce sul  tuo viso.

Vedrai con me sorgere il sole,
l’aurora che incede, precede l’alba,                                          
la natura che intorno ti risuona
e con il cuore ogni giorno ringrazierai.

Tutto questo ed altro più vedrai 
con i miei occhi,  
gli occhi ch'io ti donai!

Sellia Marina, 10 Aprile 2017

lunedì 17 luglio 2017

SENZA TERRA


Calpesta terra il cadenzato passo
ed ogni sasso rotola e sbadiglia
fra pietre di torrente e una conchiglia.

Ogni monte fu amico, ogni morena
scivolò più a valle, sospesa nell’attesa
ove posare più sicuro il passo.

Ogni duna a me parve collina,
vicina al cielo, lembo degli eroi,
ogni granel di sabbia mi fu patria

sparsa di rovi e petali ogni calle,
deserta di viandanti ma ogni via
ancor non era mai la terra mia.

Ogni abisso del mare navigai
ascosi mostri fermi come il tempo
che non cancella mai i tuoi ricordi,
nella clessidra  non ti ritrovai…

vagai a lungo ma senza terra restai.

Sellia Marina, 16 Luglio 2017
"Gocce dello Ionio" 

giovedì 13 luglio 2017

LACRIME DELLA LUNA



 Sempre ti cercherò, nei battiti del cuore
di questa terra che ancor langue, muore
per un destino che non ha creato
ed un futuro non previsto mai.

Ti cercherò, fra palpiti di zolle
dove l’aratro ormai non passa più
e l’erba alle radici avvolge
lacrime della luna quando stinge.

Ancor ti cercherò, nella voce del mare
che lamenta, dolore ai remi che più non s’inabissan
nell’onda, il sole ancor l’indora,
l’inonda ma piatta è l’acqua dove è più profonda.

Lassù ti cercherò, fra stelle che si brucian
prima d’esser lucciole nella notte
fiammelle d’una via senza più scia,
lassù mi perderò o troverò

un po’ dell’anima mia.

Sellia Marina, 24 Giugno 2017

martedì 6 giugno 2017

RUGIADA DENTRO L'ONDE


Lo sguardo all’orizzonte fiso,
il sole attende e mentre sorge
l’acqua ancor balugina di luna,
rugiada dentro l’onde che trascina

a riva, rotola fra i rupi e la renella
scompone mentre torna al mare,
mia regina, i sogni son fatti per sperare,
castelli in aria creo,  tu  non badare

la vita ora sta per cominciare,
le nuvole son alte sopra il mare,
si specchian come te, per respirare
l’odore di salsedine e tornare

come prima nell’empireo, a volare.


Sellia Marina, 5 Giugno 2017


lunedì 5 giugno 2017

GOCCE DELLO JONIO

Preziosi monili creati, cesellati
con paziente cura, con arcana fede,
chino sin quasi a notte e fondere
stelle preziose e dentro, un po' di mare.

Gocce dello Jonio luccicanti
porteranno oltralpe una missiva,
trentasei topazi azzurri
racchiusi nell'oro della filigrana.

Pregava che la mano non tremasse
mentre ad una ad una deponeva
centocinque perle del diadema.

Piccoli angeli in preghiera
sorreggon  la corona, lieve al bimbo,
ma più grave sarà in mente alla Regina
or che il suo genetliaco s'avvicina.

Oh! Voce di due popoli in preghiera
unisce due madonne nere, esulta,
supplica e ancor spera, Maria

che i diademi creati da Affidato
inondino di luce le Nazioni, le accomuni,
le allieti ed  una sola voce risuoni,
(da Crotone a Czestochowa gemellate)

Ave Maria! Nei secoli, così sia.

Sellia Marina, 22 Maggio 2017
Al Maestro Affidato: diademi creati per la Madonna nera di Czestochowa, e il gemellaggio con la chiesa di Crotone. 

Componimento che commuove Gocce dello Jonio. I versi conducono il lettore in un viaggio reale e allo stesso tempo contemplativo. Dai lidi ionici alla terra lontana di Czestochowa, un viaggio d’amore e di speranza, che vede dei missionari d’eccezione, le gocce dello Jonio luccicanti, i diademi creati da Affidato. Sono i preziosi monili a portare oltralpe una missiva. E il componimento si fa preghiera che contempla una realtà tanto sperata, l’unità dei popoli, per cui esulta, supplica e ancor spera la Regina – spera che anche questi trentasei topazi azzurri inondino di luce le Nazioni, le accomuni, le allieti ed  una sole voce  risuoni, Ave Maria!
Gocce dello Jonio, come le gemme preziose sul capo della Regina, come i versi commossi della poetessa.
 ( Dott. Maria Spagnuolo )






domenica 28 maggio 2017

FRANCESCO

Stanco è il tuo sorriso pellegrino!
 Ogni  tuo andare verso un nuovo mondo
è al ritorno sempre un nuovo giorno.

Doni speranze a chi non ha più niente
consoli il peccator che non si pente
ma fida che il suo cuore può cambiare
perché l’anima che illumini è immortale.

E come Saulo anch’io verso Damasco
m’arresto d’improvviso a rimirare
questo dono celeste che il Signore
regala a questa terra peccatrice

Debitori siam tutti e lo sappiamo,
il nuovo Francesco c'hai mandato
non lo meritiamo, ma noi lo amiamo!

Col suo parlare franco e un po’ straniero
ha conquistato anche chi all’altare
tardi s’accosta o non s’accosta mai,

 la sua mano  tesa a benedire
quanti sfiorano la veste che lo copre,
un bacio ad ogni bimbo avvicinato…
un bacio del Papa! Bimbo benedetto e fortunato.

Sellia Marina, 21 Febbraio 2016

domenica 21 maggio 2017

MADONNA PELLEGRINA


Madonna Pellegrina che nel mondo
ove Tu  passi  le ginocchia pieghi,
s’affida al Tuo ogni cuore, lascia gli affanni,
ogni nube disciogli e  rassereni.

Madonna Pellegrina che ogni strada
hai percorso e raccolto nel Tuo manto
i dolori che attraversan tutto il mondo
seminando fiori, asciugando il pianto,

Vieni ancora a consolare quanti
non hanno pane e le bende
fascian ferite strette intorno ai fianchi,
dormono sotto ponti semibui

E dentro il mare che ci dona vita,
la morte trovan senza Te accanto.
Madonna Pellegrina ascolta il pianto
di tanti bimbi che non han la mamma

Dei vecchi che son soli e senza amore
la mano tendono, nessun che doni un fiore,
neppur quelli sbocciati nei giardini del dolore,
una casa dona, ad ogni famiglia un tetto

E dentro che vi sia, l’immagine Tua
a proteggere chi crede e chi s’affida
chi cerca ancora la strada della fede
Madonna Pellegrina, Ave Maria!
  

 Sellia Marina, 13 Maggio 2015