sabato 16 dicembre 2017

ANCOR MI MANCHI


Ogni tuo sguardo parea una carezza
come petalo scorreva, si posava,
 lieve farfalla sopra ad  una rosa.

Ali di vento  le tue mani
come la spuma che solleva l’onda
né mai si posa altro che alla riva
dove la sabbia il passo tuo conserva.

Suono di rosignolo la tua voce
che a mente recitava tante strofe
né mai era stanca d’una rima nuova,
dolce il silenzio quando alfine posa.

Cielo senza confini la tua mente
cuore senza mai orizzonti chiusi
arcobaleno sempre ad arco acceso.

Cuor di fanciullo, falco mio riposa
nello scrigno del cuore ove respiro
le tue carezze miste alla tua voce
e mi perdo nei tuoi sguardi, Amore.
Sellia Marina, 12 Aprile 2013
"Note di Profumi "
Antologia"Alda nel cuore"-insieme a "Signor D'Antico Stampo", III Edizione Premio Merini, Segnalazione Speciale, 2015;
Targa d'argento per "Ti leggo di me", Recital di Poesie a Tiriolo, 24 Aprile 2017 





“Il componimento poetico di Tagliani - ha scritto Mario Cosco - altro non è che un palcoscenico esistenziale sul quale il deserto di un’assenza viene fecondato da emozioni che richiamano dinastie di sentimenti corroborate da sintesi di memorie. Vi sono rappresentate scene di un perenne presente emozionale affacciate sul futuro come lampade che regalano pieghe di luce per colmare i giorni e le ore di pienezza e sapienza”.

venerdì 15 dicembre 2017

PREGA PICCOLO MIO


“LA MAGIA DEL NATALE”
Vi sono  bimbi che han le facce smunte
vuote le guance…ma tu piccolo mio
a cui nulla manca
ringrazia il buon Dio che ti circonda
d'affetto e ti colora di Sua luce
in questa Notte Santa.
Pregalo tu, per tutti quei bambini
che la guerra colpisce, ferisce
pregalo, per chi non ha una mamma

che li stringa al cuore
consoli il loro pianto e le paure.
Prega piccolo mio, prega il Signore.


Sellia Marina, 07 Novembre 2014
(Al Dipinto di Caterina Rizzo)

martedì 12 dicembre 2017

MIRABILE MISTERO


Come annunciare al mondo
oggi distratto e muto
che in una grotta misera
tra gli animali e il fieno
è nato Il figlio del Mistero.

Dottori illuminati han per secoli,
cercato a lungo, proni su testi sacri
quel che la fede sola

può rendere  mirabile.

Pastori e genti umili
seguirono una stella
giunsero alla capanna
prima dei Re d’Oriente,
mentre sui lor mantelli

cadeva forte la neve,
e gli angeli suonavano
lenta una ninna nanna
piangeva il Dio bambino

conosceva il suo destino.
La madre dentro il manto lo cullava
(il gelo dell’inverno non scemava),
s’assopì il Re dell’Universo
fra cori angelici  e belati degli agnelli.

Sellia Marina, 25 Settembre 2015
Pubblicata in “La Campana di Ombriano”, 
mensile parrocchiale-Marzo 2015 



lunedì 11 dicembre 2017

VEGLIA LA VERGINE

Veglia la Vergine 

L’azzurro  tuo velo distendi
avvolge il divino bambino
che dorme…beata innocenza!

Forse sogna anche lui come i bimbi
di giocare in un prato, nuotare nel mare,
ginocchia sbucciate nei prati a rotolare,

ma la piega sua amara alla bocca
ci fa dubitare.
Vede bimbi feriti ed uccisi,
quelli persi in un mare agitato

e bambini che imbraccian fucili
kamikaze in angoli del mondo,
poveri anch’essi e  senza un tetto,
una mamma, una famiglia, un amico,

un dottore per lenire le ferite
e medicine ancora buone, buttate
fra montagne di rifiuti.

Ma veglia la Vergine quel sonno
e il cielo è azzurro, proprio come il velo,
foriero sarà di nuova vita
luce nuova ad ogni anima smarrita.


Sellia Marina, 20 Dicembre 2016 

martedì 5 dicembre 2017

GOCCE DELLO JONIO

Preziosi monili creati, cesellati
con paziente cura, con arcana fede,
chino sin quasi a notte e fondere
stelle preziose e dentro, un po' di mare.

Gocce dello Jonio luccicanti
porteranno oltralpe una missiva,
trentasei topazi azzurri
racchiusi nell'oro della filigrana.

Pregava che la mano non tremasse
mentre ad una ad una deponeva
centocinque perle del diadema.

Piccoli angeli in preghiera
sorreggon  la corona, lieve al bimbo,
ma più grave sarà in mente alla Regina
or che il suo genetliaco s'avvicina.

Oh! Voce di due popoli in preghiera
unisce due madonne nere, esulta,
supplica e ancor spera, Maria

che i diademi creati da Affidato
inondino di luce le Nazioni, le accomuni,
le allieti ed  una sola voce risuoni,
(da Crotone a Czestochowa gemellate)

Ave Maria! Nei secoli, così sia.

Sellia Marina, 22 Maggio 2017
Al Maestro Affidato: diademi creati per la Madonna nera di Czestochowa, e il gemellaggio con la chiesa di Crotone. 

Componimento che commuove Gocce dello Jonio. I versi conducono il lettore in un viaggio reale e allo stesso tempo contemplativo. Dai lidi ionici alla terra lontana di Czestochowa, un viaggio d’amore e di speranza, che vede dei missionari d’eccezione, le gocce dello Jonio luccicanti, i diademi creati da Affidato. Sono i preziosi monili a portare oltralpe una missiva. E il componimento si fa preghiera che contempla una realtà tanto sperata, l’unità dei popoli, per cui esulta, supplica e ancor spera la Regina – spera che anche questi trentasei topazi azzurri inondino di luce le Nazioni, le accomuni, le allieti ed  una sole voce  risuoni, Ave Maria!
Gocce dello Jonio, come le gemme preziose sul capo della Regina, come i versi commossi della poetessa.
 ( Dott. Maria Spagnuolo )






sabato 2 dicembre 2017

MADONNA PELLEGRINA



Madonna Pellegrina che nel mondo
ove Tu  passi  le ginocchia pieghi,
s’affida al Tuo ogni cuore, lascia gli affanni,
ogni nube disciogli e  rassereni.

Madonna Pellegrina che ogni strada
hai percorso e raccolto nel Tuo manto
i dolori che attraversan tutto il mondo
seminando fiori, asciugando il pianto,

Vieni ancora a consolare quanti
non hanno pane e le bende
fascian ferite strette intorno ai fianchi,
dormono sotto ponti semibui

E dentro il mare che ci dona vita,
la morte trovan senza Te accanto.
Madonna Pellegrina ascolta il pianto
di tanti bimbi che non han la mamma

Dei vecchi che son soli e senza amore
la mano tendono, nessun che doni un fiore,
neppur quelli sbocciati nei giardini del dolore,
una casa dona, ad ogni famiglia un tetto

E dentro che vi sia, l’immagine Tua
a proteggere chi crede e chi s’affida
chi cerca ancora la strada della fede
Madonna Pellegrina, Ave Maria!
  


 Sellia Marina, 13 Maggio 2015


giovedì 30 novembre 2017

SENZA IL TUO LUME



E chi ritrova al canto tuo la pace
e ti racconta, Madre, ogni sua pena
quando il cuore è gonfio e al Tuo s’affida
l’anima che accogli dentro il manto, rasserena.

Le stelle, Tua corona e nostro faro,
illuminan la via che percorriamo
qui, valle di lacrime ove stiamo
senza pietà o dolore per chi muore

ogni dì, quasi in silenzio ormai.
 Non fa rumore, il pianto dei  bambini 
che non hanno un seno colmo che li sfami

rivoli di latte a fiume son gettati in vasche
dove nuotano,  pesci avari di condivisione.
E noi siam persi Maria, senza il Tuo lume.

Sellia Marina, 8 Maggio 2015

martedì 28 novembre 2017

NOVELLA EOS


E fu luce quando apristi gli occhi
a questo mondo,
Luce al mio cuore, gioia per le braccia
che hanno accolto il primo mio tesoro.

Madre novella ed orgogliosa sposa
nel mostrare ogni cosa che sai fare,
tutto hai appreso, tanto... a tue spese
ma pronta ogni dì a ricominciare.

Di questo mamma non si scorda mai,
l'affetto, l'amor che la circonda
e se di abbracci tu sei stata parca,
novella Eos splenderai a me sempre!

Sellia Marina, 27 Ottobre 2011        

Pubblicata anche in "Viaggi di Versi"Nuovi Poeti contemporanei-N°21

mercoledì 22 novembre 2017

ANTICA GLORIA DI CITTA'


      L'800 di  Caterina Rizzo

La nobiltà che ammiro nei palazzi
di fregi adorni, di sculture, stemmi,
antica gloria di città oggi sepolta
tra vicoli bui ove si perde la storia.

Palazzi signorili e chiese vuote,
un tempo il frastuono d’ogni via
era scandito  dal  rumore delle ruote
passo di cavalli per stare in compagnia.

La bella città non è cambiata
rivive nella tela che l’amica
con cura ha ricreato, dipinto, colorato
ogni balcone, ridato forma ai tetti

e a sera, presto accenderà il lampione.

Ferrara, 15 Ottobre 2016
"Catanzaro l'800"" di Caterina Rizzo, Calendario 2017

martedì 21 novembre 2017

PACE AI TUOI GINOCCHI

Sulle ginocchia madre
appoggerò il mio capo,
sentirò la tua mano                                                              

sfiorare i miei capelli
pettinarli con le dita
e sciogliere con loro

anche il nodo della gola.
Ascolterò la tua voce                                                            
che una nenia mi canta

piano, con voce lenta
che quasi mi addormenta.
Che pace ai tuoi ginocchi!

Ascoltare e non sentire
ma è stato solo un sogno…
vorrei, e non puoi tornare 

Sellia Marina, 2 Gennaio 2012

Premiata con Attestato di Merito e inserita nel Calendario d'Arte e Poesia  2017 dell'Accademia dei Bronzi- Motivazione della Commissione:
Io ti scrivo madre, perché tu mi possa ascoltare...questo è il messaggio intenso, straordinario che la poetessa vuole dedicare alla propria mamma. "Pace ai tuoi ginocchi" è una poesia d'amore, un amore grande che lega in modo indissolubile, che non si scioglie. L'immagine di una bimba che appoggia il capo sulle ginocchia della mamma, è bellezza ed emozione che non si dimentica, è gentilezza dei modi in un tempo che affretta i gesti, che non permette di soffermarsi...Ascoltare la voce è come una ninna nanna che concilia il sonno di una bimba...Non si scorda la voce di una madre, si può solo pensare che "lei" sia ancora lì a guardare quel capo chino, nel silenzio di un giorno passato, nel desiderio che strazia perché il ritorno non può avvenire. (Dott. Maria Concetta Giorgi )


Rivista Santa Maria del Bosco: Aggiungo che le immagini, esplicitate nei versi dell'amica Caterina, hanno una loro precisa identità, un'asciuttezza espressiva come uscito dallo scrigno del cuore, per mostrare una capacità d'amare viva, gioiosa, partecipativa. E' poesia-amore!. L'amore, nella sua essenza più vitale e più pura è il filo conduttore tra l'ieri e l'oggi in un sogno che non può e non deve svanire. La madre è amore.
(Prof.Mimmo Stirparo)



giovedì 16 novembre 2017

MADRE DIVINA

Sfiora con la mano il bel diadema
prezioso dono per una Regina,
lo sguardo è intenso e forse pensa
quanto sarà grave  questo  serto 
a lei che legge dentro i cuori,
che conosce tutti i dolori
lei che dispensa serenità  e gioie.

Madre del Redentore ancor sorregge
l’infante tra le braccia, lo protegge,
non sarà il diadema di Affidato
che chiude fra le stelle i bei topazi
azzurri come il mare, quando il sole
all’alba stende un velo sopra il mare,
ma una corona di spine poseranno,

feriranno il picciol capo del bambino.
A questo pensa l’orafo cristiano
mentre la mano sfiora la corona
ma  tutte le perle che ha donato
leniranno  il pianto alla Regina,
Madre divina, intenerito a Lei s’inchina.

Sellia Marina, 28 Luglio 2017
Al Maestro orafo crotonese Michele Affidato per la creazione dei diademi alla Madonna di Czestochowa e il Gemellaggio con la chiesa di Crotone e Jasna Gora. 

martedì 14 novembre 2017

"SCARPETTE ROSSE"



Saliva un fumo nero dal camino
si dipanava fra le nubi e il cielo
e Oswiecim avvolse di mistero.

Calò il sipario e accese la memoria
di chi lasciò nei forni la sua storia
corpi all’addiaccio a bruciare nudi

Spogliata umanità sempre in cammino
alla ricerca di nuova identità,
 in campi sterminati ha avuto asilo
dettato sol dall’odio e avidità.

Quante “scarpette rosse” consumate
dal lungo camminare fra la neve
ora sono sepolte insieme a quelle
che in grandi mucchi son gettate

E senza quelle v’accolse il cielo azzurro
perché lassù ove adesso tutti siete
non vi servono più per camminare

ma solo ali avete per volare
 perché la memoria
di chi lasciò nei forni la sua storia
 mai si potrà né dovrà cancellare.




Sellia Marina, 27 Gennaio 2014