giovedì 19 gennaio 2017

L'ULTIMA VITA

Ora dal cielo non cadon fili tesi
fiocchi s’imbriglian sopra rami nudi
mani s’aggrappan senza forze ai muri
cadon graffiate e gonfie ancor di sangue.

La tela tesse il ragno senza posa
fili d’argento come seta
il baco l’ha lasciata lì, sospesa                                                 
come l’ultima vita al ramo appesa.
  

Ho rubato alla notte un giglio
son discese le stelle a consolare
l’ultima vita appesa ad un lampione.

Sellia Marina, 15 Gennaio 2017

SOTTO QUESTO CIELO


La sera avvolge nella sua mantiglia
tutte l’ore trascorse nella veglia
fra bruma che nasconde e dopo imbriglia
rami caduci, giovin primavere.

Volavan nella notte piume nere
eran d’augelli all’ultimo stormire
come nubi folte di chimere
passan né sanno dove andare.

Così di buio sotto questo cielo
mi par che risuonino nell’aria
pianti di bimbi, rumori di  mitraglia.
Sulla tovaglia non si versa il vino

non c’è convivio se la mensa è vuota
ma passi risuonan sulla ghiaia,
lontano un treno fischia nella notte
corre senza fine su un’unica rotaia.

Sellia Marina, 16 Dicembre 2016


Premio "Filoteo Omodei"-Luglio 2016-Accademia Internazionale "Il Convivio"-Castiglione di Sicilia  


martedì 17 gennaio 2017

"SCARPETTE ROSSE"



Saliva un fumo nero dal camino
si dipanava fra le nubi e il cielo
e Oswiecim avvolse di mistero.

Calò il sipario e accese la memoria
di chi lasciò nei forni la sua storia
corpi all’addiaccio a bruciare nudi

Spogliata umanità sempre in cammino
alla ricerca di nuova identità,
 in campi sterminati ha avuto asilo
dettato sol dall’odio e avidità.

Quante “scarpette rosse” consumate
dal lungo camminare fra la neve
ora sono sepolte insieme a quelle
che in grandi mucchi son gettate

E senza quelle v’accolse il cielo azzurro
perché lassù ove adesso tutti siete
non vi servono più per camminare

ma solo ali avete per volare
 perché la memoria
di chi lasciò nei forni la sua storia
 mai si potrà né dovrà cancellare.




Sellia Marina, 27 Gennaio 2014

lunedì 16 gennaio 2017

TANTI PASSI

Nel silenzio e nella quiete s'alza l'alba
e l'affronti con coraggio e con costanza,
come i molti che al mattino prima che l'aurora
inondi ogni anfratto con la luce che  allevia il cuore a molti,

t'incammini senza meta e sgombri il cuore
d'ogni  ombra che la notte avea posata.
Sono in tanti a camminare dove scorron le rotaie,
tanti passi silenziosi in corsie d'ospedali.

Suona forte una sirena che non è di un'ambulanza,
è la fabbrica che chiama gli operai anche a distanza.
Le campane della chiesa, già per tempo hanno squillato
e più adagio senti ancora, anche quella della scuola.

Tutto intorno si ridesta,  un altro giorno è cominciato
ed a sera tutti a casa fan ritorno pel riposo
tutti stanchi. Tanti ...soli !
 Sellia Marina, 17 Settembre 2011
Concorso indetto dalla Pubblica Assistenza di Ravenna:" Solidarietà, dammi una mano per uscire dal buio" e che ha pubblicato questa mia poesia, un grazie di cuore. Senza volontariato e cuore, quanti infelici in più avremmo. A tutti coloro che a vario titolo e in ogni campo si prestano a favore dei più deboli e di chi ha bisogno, dedico questa mia poesia.




domenica 15 gennaio 2017

E PACE SEMPRE IL NOME TUO M'ISPIRA

MADONNA
DI ANTONELLA ORIOLO

Tanto comune eppure tanto breve
non trovo che vi sia nome più bello
che possa esser eguagliato al Tuo, Maria!

Corona di stelle sul tuo capo,
così T'hanno scolpita in mille forme,
mani aperte a donare o strette al cuore
che stringono le spade del dolore.

Regine l'han portato indegnamente
ma Tu con l'umiltà che Ti distingue
al tuo sovrano "Si" hai detto sempre.

Come vorrei con Te poter pregare
nel frastuono che intorno ci circonda
e come Te sapere perdonare
a chi chiede un poco di clemenza...

e lungo la via ha perso ogni speranza!
E pace sempre il nome Tuo m'ispira!
Dentro il cuore un petalo depone

asciuga il pianto, cancella ogni timore
sussurrando appena il labbro un nome, Maria,
fa che il domani sia migliore e Cosi sia!

 Sellia Marina, 20 Luglio 2012
Premio Letterario Internazionale Universum Academy Switzerland- Lugano 2016
( alla carissima M.I.Mauro)

venerdì 13 gennaio 2017

...E IL SIPARIO CHIUDE




 Il pagliaccio maschera la faccia
e spalma con cura il suo cerone
disegna il riso sopra la sua bocca 
 una lacrima dipinge sopra il viso,

così l’applauso scroscia prorompente.
Quando alla fine il sipario chiude
torna a pulire il viso dietro le tende,
quel viso bianco ogni sera intriso

di amara tristezza e di paure
ma  ha fatto divertire tanta gente
che nulla vede della maschera che porta.
Batton le mani prima di andar via…

resta il pagliaccio solo per la via…!

Sellia Marina, 15 Gennaio 2013




giovedì 12 gennaio 2017

MARI DA SOLCARE


Non ci saran più inverni o primavere
per il gigante che ha solcato l’onde
sfidando ogni tempesta, ogni bufera,

Non ci saran più mari da solcare!
Non sfiderà più il vento che la prua,
 fendendo l’onda inargentata e calda

solleva gocce d’acqua ormai spezzate,
non vi sarà più inverno né estate!
Ora giace tra la sabbia e la scogliera,

la ferita aperta al cielo che l’osserva,
impavido ha creduto tener testa
alla morte che la sua agonia beffa.

Non ci saran più mari da solcare,
non più inverni o altre primavere,
sogna un’isola il gigante, riposare.

Al Giglio è giunto, ma solo per morire!

Sellia Marina, 18 Gennaio 2012

lunedì 9 gennaio 2017

FRA I GABBIANI



Volerà alto il pensiero e fra le nubi
si perderà,
scioglierà del vento ogni sussurro
che lieve porta,
aprirà luce nel sole che s’affaccia e ride
mentre i raggi
imbeveran la terra meretrice.
Fra i gabbiani dove terso è il cielo
v’è spazio
e specchiarsi in mare dove l’onde si baciano
e sussurrano
ancora, dolci melodie d’amore.
Non sentirai più nulla da lassù
dove s’incontrano
a notte tutti i sogni dei poveri mortali,
scuoteran nembi
con fragore, per tornare all’alba al chiuso,
soli!

Sellia Marina, 6 Dicembre 2011

NEMICI...ANCORA




Una luce argentata risplende nel cielo turchino
appesa a quel velo che copre una terra irredenta,
s’affaccia la luna a guardare chi dentro il suo ventre
ora dorme, forse sogna o s’illude che pace sia sempre.

Il nemico orgoglioso che avanza,  innalza baldante bandiera,
 alla spalla un fucile, non saluta e preciso un colpo ti spara.
Steso guardi la luna che ride e non vedi  neppure l’amico
 a te accanto, vicino ai tuoi piedi e ancor pensi che lesta

 dovea esser  tua mano, più chiaro lo sguardo nel buio,
 più ascolto ad ogni rumore che il vento e il silenzio trasporta
 nel cuor della notte pietosa che accoglie ogni  passo
che scende la via. La tua mano ora strappa

nell’ultimo anelito un filo d’erba... Sei tornato alla terra!

Sellia Marina, 16 Novembre 2012  


domenica 8 gennaio 2017

PONTI E...CARTONI



C’è tanto freddo e il calicantus
spande col vento il suo profumo intenso
e rannicchiati sopra i rami, i fiori

sembrano tesi, attendono che il sole
ravvivi un poco i petali avvizziti.
Il gelo la sua coltre ha ben disteso

sull’acqua del fiume che non scorre
 sotto il ponte, il povero meschino
riposa stanco sotto il suo cartone.

Slaccia scarponi che non sono suoi
per liberare i piedi che son gonfi
il gelo li ha induriti e insanguinati...

Chi passa sopra i ponti non si ferma
chiude gli occhi sopra quel dolore
per non sentir rimorder la coscienza...

Solo i  ponti  pietosi ospitan cartoni!

Sellia Marina, 9 Febbraio 2013
(Da"Il Silenzio delle Onde")