venerdì 24 febbraio 2017

I SILENZI DELL'ARTE-LA MUSICA


Le eburnee  braccia di Morfeo
ti cingano, Calipso ancora incanta,
danzano ninfe nei ruscelli
come farfalle al suono d’Euterpe
note si diffondono nell’aere,
silenzio e ascolto mentre intorno
Calliope scorre fra le dita
non delle Parche il filo
ma quello della vita scrive,
scivola sopra alberi che  Zefiro
culla con le sue labbra e lo trascina
pungon le dita, spine travolte con le foglie.
Pan ora dorme! Lo zufolo ch’empiva
un firmamento, posa tra l’erba,                                                   
nessuno più lo suona,                                                                   
nessuno lo raccoglie.  
Silenzio eterno
quando dorme l'Arte.                                                  
                                                                                                                    
Sellia Marina, 21 Febbraio 2017

giovedì 23 febbraio 2017

DELIRIO


Son le mie notti come questo vento,
turbine di passione che io non celi
come il sole dietro nuvola a giorno.

Non hai speranze se l’amor consuma,
giocando sopra un prato o con la luna
che striscia lenta, allunga il suo bagliore
dentro l’alcova, apposta tra glicini in fiore.

Il desiderio cresce, ardon le labbra,
e come fil di fumo in focolare al vento sale,
così risveglia i sensi lo sguardo tuo
che filtra tra le palpebre socchiuse,                                           

scioglie ogni freno, scuote dal torpore,
ogni fibra urla di piacere, i fianchi stanca
questo desio d’averti ancora accanto,

mirabile padrone del mio cuore.

Sellia Marina, 29 Febbraio 2016 
Menzione d'Onore-"Altre parole d'amore"-10 Settembre 2016


Il delirio degli amanti è tema ricorrente in poesia: la fiamma d’amore che brucia i sensi e il cuore arde fortemente nel pensiero dei poeti che tendono sempre a rendere il sentire come sentimento assoluto, sciolto, cioè, da ogni legame che impedisce all’uomo di andare al di là di una fisicità che potrebbe provocarne un’immediata dissoluzione. Così in questo componimento. Se nella prima strofa il ritmo è incalzante in sintonia con il motivo della passione vento/turbine, in cui la forza del desiderio si esprime attraverso una silenziosa esclamazione (che io non celi), perseguita con insistenza nel successivo paragone (come il sole dietro a nuvola a giorno), nelle quartine centrali lo stesso rallenta quasi a voler prolungare quegli attimi in cui il desiderio cresce, ardon le labbra fino a percepire i sensi come attratti da una forza sovrumana: così come il fil di fumo che il vento attrae a sé attraverso quel focolare che rimanda, come fatto poetico ormai storico, all’idea dell’intimità della casa, della sua parte più interna. Questa forza che si eleva sull’umano la si coglie particolarmente nella seconda strofa in cui la natura stessa si fa complice dell’ardore che coinvolge gli amanti: amore come lusus, gioco, nell’immagine del prato, e amore come nascondimento innanzi al quale solo la luna ha l’audacia di allungare il suo bagliore sino al talamo, eppure anch’essa si arresta tra i glicini in fiore, discreta, quasi rapita dalla sacralità dell’atto risvegliato da uno sguardo, anch’esso discreto (tra palpebre socchiuse), sebbene rapitore, ladro degli amorosi sensi (v. 11): così esso scioglie e scuote, ma se ogni fibra urla di piacere e i fianchi stanca è in virtù di un pensiero che è già desiderio – il desiderio di aver ancora accanto l’amato, quel mirabile padrone di stilnovistica memoria, ma di una memoria  rinnovata: non è l’amata ad essere domina, padrona, ma l’amato. Così l’ultimo verso che chiude il componimento rievoca tutta la classicità di un tema filtrato qui attraverso l’estremo desiderio della donna – non esplicito, non decantato – quello di appartenere al suo dominus, che per essere depositario di tanto ardore è, appunto, mirabile. ( M. Spagnuolo )

martedì 21 febbraio 2017

RIGOPIANO-18 Gennaio 2016


 Giorni tristi d’attesa consumati
ad aspettare una novella lieta
turbina la neve, infuria la tormenta
il ghiaccio che t’opprime

mura dipinte col pennello bianco
intorno ha disteso un grande manto.
Lassù dove il tempo si ferma
quando ogni cima nuda è ricoperta,

lassù ad aspettare che un suono
riveli che vita è rimasta
prigioniera fra rovine di ghiaccio.

Ora, nero ineluttabile circonda,
pesa, una cappa s’è stesa,
circonda ogni probabile discesa

verso le luci che come presepi

appaiono e scompaiono improvvise
come lucciole che a maggio nei giardini
circondan fiori, siepi di gelsomini.


Sellia Marina, 4 Febbraio 2016
( Sull’aereo Lamezia-Roma)

sabato 18 febbraio 2017

NOVELLA EOS


E fu luce quando apristi gli occhi
a questo mondo,
Luce al mio cuore, gioia per le braccia
che hanno accolto il primo mio tesoro.

Madre novella ed orgogliosa sposa
nel mostrare ogni cosa che sai fare,
tutto hai appreso, tanto... a tue spese
ma pronta ogni dì a ricominciare.

Di questo mamma non si scorda mai,
l'affetto, l'amor che la circonda
e se di abbracci tu sei stata parca,
novella Eos splenderai a me sempre!

Sellia Marina, 27 Ottobre 2011        


Pubblicata in "Viaggi di Versi"Nuovi Poeti contemporanei-N°21

martedì 14 febbraio 2017

IL "LARGO" DI HANDEL



Un cuscino di piume poserò
sotto il tuo capo, lo riempirò
di sogni, perché lieve il sonno
a te sia, anima mia.

Udrai ancora un'altra melodia,
la voce mia ti culla dolcemente
con un canto armonioso,  quello nostro
 e già la mente una chiesetta vede

ed un altare, una fede al dito che risplende
l’organo ancora suona come allora
 il Largo di Handel, e ci accompagna
una voce amica “ Prendi l’anel ti dono”,

un brano d’opera antica ed anche il cuore
giurava come noi, eterno amore.
Ma il sonno urge già le ciglia
la voce fa tremare e su quell’Ara

con te m’addormento, anima mia.

Sellia Marina, 13 Novembre 2012


sabato 11 febbraio 2017

SPIRITI AFFRANTI



Or essa è vuota ma  un dì piena  era la casa
risuonava di passi, echi di risate e canti:
nulla ora è più come allora!

Viaggiammo
 pur senza esser noi, spiriti affranti,
la luna di  chiarore c’ inondava
ed ogni stella, quasi scia di sole,
ci seguiva spiando i sospiri che nascosti
e fragili pensieri, l’animo turbava.

Nei deserti incontrati, piccoli semi di speranza
 seminati, tornammo dopo tempo a rivederli
erano quasi oasi diventati.

Solcammo mari tempestosi, l’ onde ghiacciate
ci spruzzava il viso ma l’aurora
quieta ritornava, placava l’ acque
risplendeva d’azzurro l’orizzonte.

Cime aguzze e impervie abbiam scalate
graffiando i fianchi, oltre le murene
per vedere fiorire una genziana,
Salimmo insieme, noi,


spiriti affranti solo di sapere.
Sellia Marina, 27 Marzo 2015

Premiata con "Menzione D'Onore" e Inserita nell'Antologia "Inchiostro e anima" . III Concorso Internazionale dedicato a Mariannina Coffa Caruso- Noto, 7 Novembre 2015 

venerdì 10 febbraio 2017

FRAMMENTI DELLA STORIA


 

Le mani dell’uomo hanno scavato
per lungo tempo, raccolto,  ripulito
miriade di anfore, conservato ciotole, bracciali,
statue mozze talvolta, ampi braceri.

Minuscoli frammenti della storia
giunti  a noi da secoli remoti
e nelle chiuse mura d’un museo
accanto alle fonti del passato

Brillano d’oro puro, i gioielli di Affidato
creati dalla mente che a un’immagine
dà forma, plasma fra le dita il docile metallo
e in prezioso monile lo trasforma.

Sellia Marina, 14 Maggio 2015

giovedì 9 febbraio 2017

AI CONFINI DELL'ANIMA



Forse perchè la sera è così dolce
quando discende lenta nella stanza,
che sogno mondi che non han confini

mari infiniti, ali che il vento impluma,
odo sussurri e sinfonie di suoni,
scendono come balsamo a ferita,

arpe, violini, zufoli s’alternano
una musica infinita che pervade,
suona ogni corda d’anima inquieta.


E in quest’ombra che cala piano piano
non c’è alba, nè sera o mattino
là dove giungi tu...Ai confini dell’anima!
Sellia Marina, 5 Giugno 2012
Da "L'Ultimo Fiore"

giovedì 2 febbraio 2017

NON SERVONO PAROLE


Ora non è più tempo di parole,
le labbra restan chiuse e nella mente
si forman lente, rintocchi dentro il cuore
dove un colloquio inizio con te solo.

Ti racconto ogni mio  sentimento
quello che inseguo che accade e sento
il peso di una speranza che sconfina
lungo sentieri illuminati dalla luna.

Inginocchiata sulla riva attendo
mentre l’onda scava la sabbia, la trascina
e ogni goccia che intorno mi circonda
e m’abbraccia, è sempre più salata.

Ricordi? Quanto timore avevo io del mare!
Or più non mi spaventa, neppure quando infuria
e la tempesta alla porta di casa bussa                                                 

s’arrampica sui muri, infrange i vetri,

l’acqua qualche fessura trova, s’intrufola
scava un’altra ferita e in rivoli dipana, ascosa,
crescerà un po’ di verde che il vento spoglia
o forse un rampicante che nascondermi vuole

ora, che non è più tempo di parole!
Sellia Marina, 21 Settembre 2015

Premiata dall’Associazione Parkinsoniana  “L’Aquilone”, Pordenone 16 Ottobre 2016

mercoledì 1 febbraio 2017

E L'INVERNO STA PER FINIRE


E l’inverno sai? Sta per finire!

Con fredde mani è giunto
e sopra i monti ha lacerato i rami,
sulle vette ha deposto i suoi fiocchi
rivestendole senza rumore di bianco candore.

E l’inverno sai? Sta per finire!

Gelide mani adunche sono strette
attorno a mille cuori troppo affranti,
aride labbra che non han più voce:
anche il fiume è già ghiaccio alla sua foce.

E l’inverno sai! Sta per finire!
Nella dolcezza che non ha eguali
se osservi al caldo, dalla tua finestra
cader come coriandoli di seta, la neve bianca.

E l’inverno sai? Sta per finire!
Pensa così chi è sul marciapiede
in attesa di una ciotola di pane
o una coperta che gli copra l’ossa.

E mentre cerca lungo le rotaie
una carrozza abbandonata, vuota
che almeno per un poco lo ripari
si consola così, l’inverno lo so, sta per finire.

Sellia Marina, 10 Febbraio 2012
Premiata con targa di merito e attestato-Accademia dei Bronzi-27 Agosto 2016