venerdì 31 marzo 2017

DIVINA EOS

Ogni petalo è un raggio di luce
che  irradia, si espande e del mare
inonda ogni pallida onda,

la cima ghiacciata del monte
si scioglie quand'ella s' avanza
e con mano leggera discosta
ogni nuvola appesa nel cielo.

Divina ogni alba che segue
accende nel cuore speranze
dischiude corolle a ogni fiore

rinasce, dal giorno che muore.
Sellia Marina, 16 febbraio 2015

giovedì 30 marzo 2017

LA MIA ATLANTIDE

Nel silenzio, quando la luna eterna
palpiti lievi, come lumi appesi al cielo,
infinita mi pare questa volta silenziosa
piena di cuori gravidi e in attesa.

Soffi di zefiro che spira, ali vibranti,
mi risuonan, sussurri vaganti d’emigranti
da una stella a un astro che non brilla,

eppure, luce ricade ma il piatto è senza posta
mai eguale, meglio seguire l’onda
che inargenta ogni goccia che si specchia in mare.

E nel profondo, dove i coralli fan mura alle correnti
riscopro la mia Atlantide perduta
anch’essa dorme al lume della luna,

appena i raggi solcheranno l’acque
tornerà a vivere, indomita, eterna,
nel ricordo di molte vite erranti.

San Lazzaro di Salsena, 28 Luglio 2016 

Atlantide, un nome, una città, il mito che affascina autori di ogni tempo. Atlantide, sei veramente perduta? Sei stata veramente ingurgitata dagli abissi? Leggendo questo componimento ci si consola, fornendo a noi stessi la risposta che parla di un’immortalità che qui non viene più relegata al mito, al gusto del racconto, ma ad un sentire che va oltre ogni capacità di raccontare e di raccontarsi. La riscoperta di Atlantide è appunto nel profondo di un mare che l’autrice conosce bene, il pensiero, che s’inabissa in sensazioni e sentimenti che lasciano emergere nei suoi lettori la mirabile estasi leopardiana: naufragar m’è dolce in questo mare.
È il silenzio la condizione che conduce la poetessa a tuffarsi in un mare di sensazioni: visive, nelle immagini della luna, della volta silenziosa e della stella, e dell’astro che non brilla; uditive, nei palpiti lievi, soffi di zefiro, nelle ali vibranti, nei sussurri d’emigranti. Tali sensazioni, a loro volta, evocano esperienze di vite vissute e esperienze di dolore (cuori gravidi) e di speranza (in attesa), cui seguono i sussurri vaganti d’emigranti: sembra che in questo silenzio notturno e lunare il pensiero umano sia in grado di percepire miriadi di esistenze che come suono raggiungono l’autrice sotto forma di sussurri o palpiti lievi, suoni talmente indistinti che il pensiero ha necessità di prefigurarli: come lumi appesi al cielo.
In questo vortice di sensazioni, l’autrice fa l’esperienza di ritrovare Atlantide: se la luna si riflette nel mare in un’immagine che rimanda al piatto di una bilancia che non può pendere né in un verso né in un altro, avverte l’esigenza di abbandonarsi alla forza dell’onda. Che sia stata giustizia o meno poco importa: la superba Atlantide è sommersa, ma dorme al lume della luna, quasi protetta, gelosamente custodita dai coralli che fan mura alle correnti. E un anelito di speranza giunge nell’ultima strofa: risorgerà Atlantide, indomita, perché le intemperie non l’hanno sepolta del tutto quando può rivivere nella contemplazione di chi può sentirne ancora le voci; eterna perché la poesia la rende tale. La luna “eternatrice” (v. 1) diviene così, nell’ultima quartina, simbolo stesso della poesia: è risorta Atlantide, tra i versi di un bellissimo componimento.
 ( M. Spagnuolo )

mercoledì 29 marzo 2017

UNA LAMPADA ACCESA

Una lampada accesa perché sia
luce al tuo cammino, speranza
che ti guidi lungo un viaggio faticoso
che non t’ha visto ancora vittorioso.

Una lampada accesa nella sera
per te viandante, pellegrino ignoto
che vaghi ramingo tra il fragor
d’un mondo, muto al cuore

perso in fugaci gioie che rincorre.
 Non sente l’acqua che il deserto inonda,
nasconde l’oasi affacciata ai bordi
di una duna vagabonda.

Una lampada accesa perché sia
il mio augurio a te, una scia lungo la via
che ti precede, ti segue al limitar  dell’ombra
che t’avvolge nel suo manto, ed io ti sono accanto.

Sellia Marina, 7 Gennaio 2016

Sellia Marina, 7 Gennaio 2016
Componimento dalla sensibilità tutta romantica per te, viandante ... solo nel "fragor d'un mondo" che non sa proferire parola al cuore, quel mondo smarrito nella ricerca di luci vane, senza neppur sentire ... la speranza, la sola che può guidare lungo una vita che ancora non dà vittoria. Così nell'analogia cuore-deserto... "l'acqua che il deserto inonda" vuol indicare quale sorgente sgorga da un cuore "illuminato", scroscia fino a nascondere quell'oasi "affacciata ai bordi di una duna vagabonda" - è l'oasi forse quel tesoro geloso che solo chi sa viaggiare nel deserto del proprio cuore può comprendere. Così la lampada, un topos letterario molto diffuso e finanche l'immagine biblica più nota, è sì il motivo ispiratore della poesia, ma  è ben più che motivo, è augurio, è il motivo di un inno a non perdere mai di vista ciò che c'è di più vero nell'uomo, il proprio cuore. Dunque, viandante, "ti preceda, ti segua" in quell'ombra che t'avvolge, è lì che troverai te stesso, è lì che saprai chi sei: nella luce che mai t'abbandona. ( Dott. M. Spagnuolo)
Inserita nel Repertorio D'Arte e Poesia, Ursini Edizioni, 2016 

martedì 21 marzo 2017

"MILLE VOCI PER ALDA"



“MILLE VOCI PER ALDA”
Catanzaro 20 Aprile 2013-04-23

Il silenzio scende d’improvviso
musica risuona e si diffonde
sotto la volta, penetra i presenti, muti

gli occhi fissi alle immagini che scorron
come la vita, su tela trasparente.
Voci e nomi, ci son tutti, un brivido,

treman le mani, gli occhi sono rossi
la musica insegue sempre più intensa
la poesia ha parlato…Alzata è la platea!

Un lungo applauso a chi ha perseguito
l’evento con tenacia e realizzato
un sogno che realtà è diventato…
“Mille voci per Alda” non sarà scordato!

Non dai poeti accorsi da ogni dove
né dagli artisti che hanno fatto onore
senza chiedere in cambio alcuna gloria:
i poeti dell’Accademia scrivon la storia.

Sellia Marina, 23 Aprile 2013

domenica 19 marzo 2017

HO SCELTO TE



Fra tante stelle, ho scelto te
che nasci fra i crepacci e le morene
con le genziane e i  dolci ciclamini,
solo  chi t’ama sale e ti raccoglie

conserva fra le pieghe d’un giornale
e il sole, tutto il mucido toglie
ai vellutati petali che docili s’immolano.

Ho scelto te, perché mi sei ricordo
dei monti che sognavo di scalare
perché mi sei nel cuore, padre

ed ogni stella alpina conservata
è una carezza a te
quella che forse non ti ho mai donata.
Varese, 20 Maggio 2015

Varese, 20 Maggio 2015
Pubblicata sul Calendario d'Arte e Poesia 2016-Accademia dei Bronzi-Catanzaro

martedì 14 marzo 2017

EUROPA

Fu un sogno a lungo condiviso
da patrioti, storici, poeti, illuminati scienziati
or ha tregua perchè infine s'è avverato
quanto per lungo tempo sospirato.

E dall'Oceano amico che lambisce
molte di quelle terre appena nate
sotto un comune simbolo di pace
fino ai Balcani giunge in un abbraccio

il grido d'esultanza delle genti.
Non più muri o monti invalicabili
non più frontiere, fili spinati o limiti,
ognun che ne fa parte, noi siam liberi

può dir guardando sventolare la bandiera
azzurra, come il cielo quando è sera.
Di stelle piena ed altre aggiungerà, l'Europa
allor che ogni barriera alfin cadrà.

Sellia Marina, 29 Gennaio 2011

Circolo Culturale "Mario Luzi"

promotore del Bando Letterario Europeo
di Poesia e Narrativa Città di Montieri



FINALISTI 6° BANDO LETTERARIO EUROPEO 2011 DI POESIA E NARRATIVA CITTA' DI MONTIERI (Gr)

Caterina Tagliani -Sellia Marina (CZ)-Premiata con targa di Merito Sezione "Europa"

venerdì 10 marzo 2017

STELLE CADENTI



Non furono per te stelle cadenti
che raccoglier potevi con le mani,
scivolarono lungo la tua chioma
non furon per te  stelle di fortuna.

Incontro a te volarono, ti circondarono
e t’abbagliarono di luce, ti strapparono,
come delicato fiore dallo stel reciso,
e veloci come un lampo risalirono,

la volta del cielo le attendeva
fermando il tempo quell’attimo infinito
lì, sulla soglia del firmamento.
Questa fu la tua notte di San Lorenzo.


Sellia Marina, 10 Agosto 2015

giovedì 9 marzo 2017

LEI E' LAVINIA

L’attesa è stata lunga e all’improvviso,
come alba sei giunta
occhi sgranati verso l’arido mondo

ma carico per te d’amore immenso.

Le braccia della mamma come culla
t’hanno accolta, ti circondan con affetto
come piccolo uccello dentro il nido
sotto la gronda, fra le piume.

Quanta tenerezza ispira al cuore
questo nuovo bocciolo che s’è aperto,
il mio giardino adesso è ancor più vario
nuova linfa è giunta a rinverdirlo

or c’è Lavinia, bella come un giglio.
Sellia Marina, 2 Novembre 2016                                
( Alla mia bisnipote nata il 31 Ottobre)

martedì 7 marzo 2017

8 Marzo 2013


Sola per la strada o in compagnia
c'è sempre chi ti segue, chi ti spia
mentre serena al sole offri il viso
cogliendo fiori, seminando amore.

Ed ecco all'improvviso che t'afferra,
con mani adunche s'intrufola, ti spoglia
e sporco di sangue in viso
maschera abbietta fugge

lasciandoti al cielo che guarda
da immemori notti la terra...
Quest'ara dove ad ogni tramonto
si consuma un vile sacrificio.
Sellia Marina, 8 Marzo 2013



lunedì 6 marzo 2017

FRA QUELLE CARTE SPARSE


Se un giorno busserai alla mia porta
e non aprirò, ricorda, fra il vaso
e le crepe del muro, la chiave è nascosta.

Porterai entrando un nuovo soffio,
passerà, come traslucido, solleverà
la polve depositata dal tempo
fra le carte ovunque sparse.

Un fruscìo sottile, musica d’arpe
tintinnante risuonerà, avvolgerà
ogni spirito errante ancor
fra queste amate mura,

incontrerai me, anima vagante.
Cerca per te il verso che non muore,
quel che ti aggrada, raggio di sole,
ultimo bagliore del tramonto

granello di sale dentro il mare,
oceano di stelle troverai posate
fra quelle carte sottili, sparse, fruscianti,
stringile, sentirai come il mio cuore batte.

Sellia Marina, 16 Dicembre 2015

( Premio Nazionale di Poesia " Franco Loria"-Crotone 13 Maggio 2016 )
Questa la motivazione del giurato Mimmo Stirparo che ringrazio insieme a tutta la Giuria:
"È poesia che esprime con delicata grazia lo stupore incantato dell'anima: uno stupore che dona a tutti la liricità pura dell'anima della poetessa e il senso della quotidianità della nostra esistenza. Il verseggiare esprime una partecipazione che si trascina sul filo della memoria dove c'è un affresco gentile di un mondo perduto, ma che è vivo nel cuore della poetessa.". Mimmo Stirparo