mercoledì 29 marzo 2017

UNA LAMPADA ACCESA

Una lampada accesa perché sia
luce al tuo cammino, speranza
che ti guidi lungo un viaggio faticoso
che non t’ha visto ancora vittorioso.

Una lampada accesa nella sera
per te viandante, pellegrino ignoto
che vaghi ramingo tra il fragor
d’un mondo, muto al cuore

perso in fugaci gioie che rincorre.
 Non sente l’acqua che il deserto inonda,
nasconde l’oasi affacciata ai bordi
di una duna vagabonda.

Una lampada accesa perché sia
il mio augurio a te, una scia lungo la via
che ti precede, ti segue al limitar  dell’ombra
che t’avvolge nel suo manto, ed io ti sono accanto.

Sellia Marina, 7 Gennaio 2016

Sellia Marina, 7 Gennaio 2016
Componimento dalla sensibilità tutta romantica per te, viandante ... solo nel "fragor d'un mondo" che non sa proferire parola al cuore, quel mondo smarrito nella ricerca di luci vane, senza neppur sentire ... la speranza, la sola che può guidare lungo una vita che ancora non dà vittoria. Così nell'analogia cuore-deserto... "l'acqua che il deserto inonda" vuol indicare quale sorgente sgorga da un cuore "illuminato", scroscia fino a nascondere quell'oasi "affacciata ai bordi di una duna vagabonda" - è l'oasi forse quel tesoro geloso che solo chi sa viaggiare nel deserto del proprio cuore può comprendere. Così la lampada, un topos letterario molto diffuso e finanche l'immagine biblica più nota, è sì il motivo ispiratore della poesia, ma  è ben più che motivo, è augurio, è il motivo di un inno a non perdere mai di vista ciò che c'è di più vero nell'uomo, il proprio cuore. Dunque, viandante, "ti preceda, ti segua" in quell'ombra che t'avvolge, è lì che troverai te stesso, è lì che saprai chi sei: nella luce che mai t'abbandona. ( Dott. M. Spagnuolo)
Inserita nel Repertorio D'Arte e Poesia, Ursini Edizioni, 2016 
"Una lampada accesa"serve ad illuminare il cammino; la speranza guida sempre i passi del pellegrino. Poesia di un percorso che ogni uomo prova a tracciare, il viaggio è per chiunque voglia cambiare qualcosa nella propria vita. La luce è anche metafora di quel cammino, il mondo è nel suo chiasso, non aiuta nella ricerca dell'essenza, e l'autrice afferma: " Pellegrino ignoto/ che vaghi ramingo tra il fragor d'un mondo/ muto al cuore/ perso in fugaci gioie che rincorre". La poetessa usa le parole con capacità, usa spezzature di verso per isolare i singoli termini mettendoli in realtà in risalto. Al pellegrino che viaggia l'autrice augura: " Una lampada accesa perché sia/ il mio augurio a te, una scia lungo la via", una possibilità di essere accompagnati " al limitar dell'ombra". In quella luce infatti non si è più soli, il finale dell'ultimo verso lo conferma:" Ed io ti sono accanto".
Commento di Maria Concetta Giorgi

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