Torna la sera a tormentar col vento
giocando
fra rami ormai nudi,
rompe
il silenzio arcano che circonda
quest’oasi
dove il dolore affonda.
Non
vi son dune
ad arginare il soffio
né
palme che offrano riparo
cocente il sole che insegue invano
la
schiera che da lor cerca frescura.
Non
ci saranno vite da contare
non
è rimasto più nessun sudario
né
fosse per ridare dignità
quella
rubata senza curar l’età.
Che
importa se il pianto d’un bambino
ancor
risuona adagio, doloroso
né
se a una vergin la preghiera
un
cuore immondo ha chiuso nella gola,
Silenzio,
ora.
Sellia
Marina, 1 Marzo 2026

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