domenica 23 giugno 2019

PETALI DI ROSE



Quando sei nata tu, cadean petali di rose
sopra la bianca casa, e ad ogni squillo
del tuo riso fioriva il bianco  gelsomino,
germogliava il verde trifoglio nel giardino.

Poi, come giovane rondine al suo nido
sei volata felice incontro al tuo destino,
una gronda t’ha accolta e l’ali hai posato,
mia bianca tenera colomba.

Vedi il tragitto quanto è stato lungo,
faticoso, per te, lontana dalla casa
e nuovi cuori hai conquistato, amato

ma noi siam qui, ci siamo sempre stati
e non badar se qualche lacrima  scende,
siamo orgogliose di te
la vita che ti attende avrà, lo sai,

petali di rose e qualche spina
adagio toglierai dai tuoi calzari.
Ma noi siam qui, ci siamo sempre stati
ti seguiremo sempre principessa, ovunque andrai.

 Budrio-Sellia Marina: 3 Maggio 2016


martedì 4 giugno 2019

NELLA SERA


Gentil viandante che leggi  la mia rima,
non fermarti se la strofa non ti aggrada
e  se non è  il primo verso che rivela
il senso del mio dir, è il cuor che parla
e forse, nella quiete della sera,
anche il cuor  tuo che ascolta rasserena.

S’acquieta la tempesta dei tuoi sensi,
tacerà al suono lieve di una squilla
ogni rumore intorno, sparirà
ogni brama di conquistare il mondo.
Sarai felice di vivere un istante
sotto un manto stellato, blu, profondo.

Sellia Marina 20 Gennaio 2011

Stefanaconi, 22 Agosto 2018
-Premio “Fior di Loto” I° Classificata,
Creata dall'artista  T. Vitetta- V.V. e sita in Piazza della Vittoria a Stefanaconi...

lunedì 27 maggio 2019

Suona ogni sera ai vespri


Tornan nei vespri a risuonar campane
roseo è il cielo ove il sol tramonta
dentro il mare si tuffa, colora l’onda
bacio infuocato  e poi sprofonda

tra il tintinnio di monete che sul fondo
incrociano tritoni, ippocampi lascian la scia,
un pianto di sirena che lamenta
l’amor lasciato dentro una conchiglia.

Forse era la campana della nave
che nel vespro lamentava ancora
i marinai che attendono agli scalmi
per lor non ci sarà un’altra aurora,

il buio dei fondali li conserva
ognuno intento all’opre od alle reti
il mare che pietoso li ha raccolti
suona ogni sera ai vespri, senza posa

mentre i coralli sfrigolano l’onda,
suona la campana senza posa
per gli infanti ancora in braccio a mamma
appesi al seno che non ha più latte

il mar li  nutre e non li abbandona
li culla e canta a lor la cantilena
sognano i bimbi mentre il vespro suona…

Sellia Marina, 18 Marzo 2019

giovedì 9 maggio 2019

"AB AETERNO"


Non conta il tempo,  non contano le ore        
che scorrono veloci e non v’è istante
per sollevare il capo o per guardare
se giunta è la notte oppure è giorno,

ma alacre chino al tuo bancone
forgiasti il metallo, ogni perla
trovava la sua sede, ogni topazio azzurro
portava un po’di mare chiuso nel forziere.

D’oltralpe era giunta la chiamata
forse, per devozione l’avevi immaginata
così vestita col suo manto d’oro

il viso addolorato e ancor sfregiato
da chi cercò rubarla dal suo altare,
un medico serviva per curarla
rimediare all’offesa ricevuta

e trovarono un orafo, oltremare!
Forgiò nuovi diademi alla Regina
restando ore chino sul crogiolo
a fondere l’oro, Ave Maria pregando,

ringraziando per l’invito ch’era giunto,
alla chiamata aveva sì risposto,
e a noi l’ha raccontato, emozionato,
grato per quel dono ricevuto 

che dentro un libro ormai resta rinchiuso.
Ogni parola scritta è una preghiera,
un viaggio ch’è nell’anima celato.

La mente umana è labile, a volte oblia 
I nuovi Diademi della Vergine di Czestochowa
sono divenuti un testo consacrato, consegnato
ab Aeterno alla Storia, Ave Maria.

Sellia Marina, 27 Maggio 2018



martedì 30 aprile 2019

NOI SIAM TUOI FIGLI

Muto ed acceso il viso
lo sguardo al cielo volto
chiedi che una preghiera
giunga al tuo piè raccolto
tra i fiori dell’altare
e i vasi dell’incenso.
Ti volse Iddio premiare
ancella del Suo altare
nudo dentro il tuo cuore
per spade di dolore
che affondan  come aratro
dentro una terra brulla.
La lama brilla e scava
profondo solco e ruga
disegna ancor sopra il tuo viso.
Non disdegnar chi piange
orando al tuo altare
Maria, noi siam tuoi figli
ricordalo al Signore!
Ci devi benedire
come ai piè della croce
perché da Lui l’invito
a Te è stato rivolto
e se noi siam tuoi figli
ci devi perdonare Maria…
Per noi devi pregare!

Sellia Marina, 12 Luglio 2013

venerdì 26 aprile 2019

Vuoti passi


“Tutti vivono e muoiono in tanti modi, ma non è questo che conta. Alla fine ciò che rimane è il deserto. È il deserto quello che vive veramente!” 
Karuki Murakami

Non calpestare l’orma al derelitto!
Vagando nel deserto sarà il vento
a cancellare, labile traccia consunta,
da piedi ormai bruciati dalla sabbia.

Parla con lei, ascolta il suo patire
tra dune deserte e impervio mare
soste a vuoti pozzi e tra le braccia

solo stanchezze e bimbi abbandonati
al pianto della sera che risuona
di sibili striscianti e sol la luna
carezza adagio senza consolare, i fianchi.

Ascoltala, mentre cammini accanto a vuoti passi
mentre il deserto si riempie d’ombre
intingi dentro il sole il tuo pennello
di nuove speranze colma le sue impronte,

non lasciare che la notte avvolga
di lacrime sterili ogni vuoto,
imprimi sulla sabbia un calco nuovo.

Sellia Marina, 23 Aprile 2019

giovedì 25 aprile 2019

ALL'ALTARE DELLA PATRIA


“Proteggete i miei Padri”

Se un Nume ti è  custode,
al tuo altar mi prostro,
non per vendetta chiedere
ma tregua a quanti son lassù

fra nude cime che ogni nube involve,
nel rosso del tramonto ed il lor sangue
scintilla, stria che serpeggia e il cielo
colora come l’alba quando sorge.

Proteggi i padri! Quelli di ieri
la neve ancor difende,
custoditi negli abissi che il mar
geloso non ridona e le lor spoglie

sono rimaste lì, le culla l’onde,
se c’è burrasca ancora le riporta
a riveder l’amata sponda.

A quanti nei deserti son rimasti,
Shamal nella sua furia copre d’ombra
ogni oasi, ogni duna che s’alza è la lor tomba.

Proteggi i padri! Quelli d’oggi,
camminan curvi già a vent’anni
non hanno sogni, le ginocchia molli
piegano sotto pesi non richiesti,

non hanno alcun fiducia nel presente
non seguon guide né inseguono futuro
la forza è persa, Nume, riempi le lor mani...
Proteggi i padri! Figli oggi, padri di domani.

 Sellia Marina, 2 Giugno 2018

domenica 31 marzo 2019

Come incenso sull'altare


COME INCENSO SULL’ALTARE
A Lea Garofalo vittima della mafia

Sassi trascinati come lievi foglie
l’un dietro l’altro s’inseguono
discesa infinita che si snoda,
scavalcan l’erba, così la vita,
corsa che perenne insegui e fugge,
sabbia che mai riempie la clessidra
grano che lascia vuoto ogni covone
un mucchio al solleone dove brucia,
che punge, arrosto crudo in ogni forno
non c’è pane per sfamare un morto,
sfrigola l’aglio dentro un poco d’olio
rotola, brucia e poi lo getti via
come i sassi che rotolan per via…
La vita così s’è consumata
tra fughe, lacrime, sorrisi ben celati
testimone d’un tempo ch’è corroso
da infedeltà e conformismi atroci
non ha avuto per te nemmen pietà,
e tra le zolle brulle e desolate
strappata alla tua casa con l’inganno
t’accolse la terra, abbandonata alla furia omicida
che s’accanì sulle tue carni
bruciate come incenso sull’altare…
Ma la memoria, Lea, non può scordare
la tua fierezza, i principi, la difesa dell’onore
testimoniato fino al sacrificio,
esempio per noi tutti che aneliamo
ancora pace per questa terra colma di sventure.

Sellia Marina, 5 Dicembre 2018

I Classificata "Uniti per la legalità", Melito di Napoli, 30 Marzo 2019
Sempre poche forse le iniziative per affermare i valori della legalità e per fare memoria di quegli uomini e donne del nostro tempo che hanno saputo offrire la propria vita come incenso sull’altare nel nome della libertà umana. Anche l’arte non ha mai mancato di combattere per la dignità umana in prima fila e nelle sue molteplici espressioni. Così questa lirica che sgorga dal cuore della Tagliani è un invito per i suoi lettori a credere ancora che la pace per una terra colma di sventure come la nostra è possibile. Questa possibilità viene contemplata attraverso la figura di Lea, tratteggiata come donna nuova in un tempo ch’è corroso da infedeltà e conformismi atroci. Da donna a donna, la Tagliani contempla Lea come una combattente, capace di trascinare sassi come lievi foglie, come chi insegue la vita, una corsa perenne che per lei s’arresta tra le zolle brulle e desolate di una terra, che è ben lungi dall’essere una terra in senso fisico, ma la terra di quel cuore che non sa aprirsi alla vita che preferisce strozzare. I versi si susseguono rapidi come se si muovessero nelle pieghe dell’anima di Lea, dei suoi sogni, delle sue speranze e dipingono alcune immagini forti che esprimono il consumarsi di un sacrificio che si carica di sacro che pervade tutta la lirica perché la testimonianza di Lea può essere rivestita solo di sacralità. La Tagliani, attraverso un lessico ricercato che a tratti stride nella durezza dei suoni quasi come a voler urlare l’ingiustizia, canta Lea Garofalo come la testimone della verità che non ha taciuto, che ha amato fino al martirio. Non ci resta che lasciarci avvolgere dall’incenso sull’altare…profumo d’amore e di memoria.
Dott. Maria Spagnuolo 

sabato 9 marzo 2019

SPIRITI AFFRANTI



Or essa è vuota ma  un dì piena  era la casa
risuonava di passi, echi di risate e canti:
nulla ora è più come allora!

Viaggiammo
 pur senza esser noi, spiriti affranti,
la luna di  chiarore c’ inondava
ed ogni stella, quasi scia di sole,
ci seguiva spiando i sospiri che nascosti
e fragili pensieri, l’animo turbava.

Nei deserti incontrati, piccoli semi di speranza
 seminati, tornammo dopo tempo a rivederli
erano quasi oasi diventati.

Solcammo mari tempestosi, l’ onde ghiacciate
ci spruzzava il viso ma l’aurora
quieta ritornava, placava l’ acque
risplendeva d’azzurro l’orizzonte.

Cime aguzze e impervie abbiam scalate
graffiando i fianchi, oltre le murene
per vedere fiorire una genziana,
Salimmo insieme, noi,


spiriti affranti solo di sapere.
Sellia Marina, 27 Marzo 2015

Premiata con "Menzione D'Onore" e Inserita nell'Antologia "Inchiostro e anima" . III Concorso Internazionale dedicato a Mariannina Coffa Caruso- Noto, 7 Novembre 2015 

domenica 3 marzo 2019

MADRE DIVINA

Sfiora con la mano il bel diadema
prezioso dono per una Regina,
lo sguardo è intenso e forse pensa
quanto sarà grave  questo  serto 
a lei che legge dentro i cuori,
che conosce tutti i dolori
lei che dispensa serenità  e gioie.

Madre del Redentore ancor sorregge
l’infante tra le braccia, lo protegge,
non sarà il diadema di Affidato
che chiude fra le stelle i bei topazi
azzurri come il mare, quando il sole
all’alba stende un velo sopra il mare,
ma una corona di spine poseranno,

feriranno il picciol capo del bambino.
A questo pensa l’orafo cristiano
mentre la mano sfiora la corona
ma  tutte le perle che ha donato
leniranno  il pianto alla Regina,
Madre divina, intenerito a Lei s’inchina.

Sellia Marina, 28 Luglio 2017
Al Maestro orafo crotonese Michele Affidato per la creazione dei diademi alla Madonna di Czestochowa e il Gemellaggio con la chiesa di Crotone e Jasna Gora.