sabato 10 novembre 2018

PACE AI TUOI GINOCCHI

Sulle ginocchia madre
appoggerò il mio capo,
sentirò la tua mano                                                              

sfiorare i miei capelli
pettinarli con le dita
e sciogliere con loro

anche il nodo della gola.
Ascolterò la tua voce                                                            
che una nenia mi canta

piano, con voce lenta
che quasi mi addormenta.
Che pace ai tuoi ginocchi!

Ascoltare e non sentire
ma è stato solo un sogno…
vorrei, e non puoi tornare 

Sellia Marina, 2 Gennaio 2012

Premiata con Attestato di Merito e inserita nel Calendario d'Arte e Poesia  2017 dell'Accademia dei Bronzi- Motivazione della Commissione:
Io ti scrivo madre, perché tu mi possa ascoltare...questo è il messaggio intenso, straordinario che la poetessa vuole dedicare alla propria mamma. "Pace ai tuoi ginocchi" è una poesia d'amore, un amore grande che lega in modo indissolubile, che non si scioglie. L'immagine di una bimba che appoggia il capo sulle ginocchia della mamma, è bellezza ed emozione che non si dimentica, è gentilezza dei modi in un tempo che affretta i gesti, che non permette di soffermarsi...Ascoltare la voce è come una ninna nanna che concilia il sonno di una bimba...Non si scorda la voce di una madre, si può solo pensare che "lei" sia ancora lì a guardare quel capo chino, nel silenzio di un giorno passato, nel desiderio che strazia perché il ritorno non può avvenire. (Dott. Maria Concetta Giorgi )


Rivista Santa Maria del Bosco: Aggiungo che le immagini, esplicitate nei versi dell'amica Caterina, hanno una loro precisa identità, un'asciuttezza espressiva come uscito dallo scrigno del cuore, per mostrare una capacità d'amare viva, gioiosa, partecipativa. E' poesia-amore!. L'amore, nella sua essenza più vitale e più pura è il filo conduttore tra l'ieri e l'oggi in un sogno che non può e non deve svanire. La madre è amore.
(Prof.Mimmo Stirparo)



martedì 6 novembre 2018

TESTIMONI DEL CAMMINO



TESTIMONI  DEL CAMMINO
“Noi siamo qui, ci siamo sempre stati”

Sarà perché l‘inverno con la neve
non sempre è freddo come si suol dire,
sarà perché vicino al focolare
tanti i volti chini ad ascoltare

quel respiro calmo che effondevi
intorno, come fiore appena colto,
grappolo nuovo d’uva dentro l’orto

dove correvi svelto insieme a quella
che giocava con te, che ha condiviso
ogni pena, ogni gioia, ogni trastullo,
niente e nessuno mai vi ha diviso,



all’altare l’ha portata la tua mano
ed ora assiste te, col suo sorriso
mentre t’avvii ad un passo, condiviso
con chi il tuo cuore alfine ha ben compreso,

conquistato, ammaliato col suo sguardo
ed il futuro che avanti a te si apre
è pien d’amore e di promesse eterne.

Testimoni del  cammino che ti aspetta,
noi siamo qui, paghi come sempre
d’ogni gioia che colmerà la casa,
quella che hai lasciato, quella futura che ti attende…

son certa, sarà una casa benedetta!

Sellia Marina, 14 Maggio 2018
A Gabriele che il  6 Ottobre 2018 si  è sposato nel Santuario della "Madonna delle Grazie" di Torre Ruggero. 
Trovo che questo sia un regalo meraviglioso per gli sposi, non solo testimonianza di un amore incondizionato e infinito, ma anche un auspico di gioia e prosperità per il futuro. Un incontro "antico" che si proietta in un futuro di "eterno amore". Questo verso "grappolo nuovo d’uva dentro l’orto" è quello che più mi ha colpito per il grande significato che, per me, racchiude. Il "grappolo" (segno di fertilità e di buon auspicio, dolce e dissetante, fonte di nettare) "nuovo" (come nascita e ri-nascita), "uva" (da sempre considerato frutto di prosperità con un senso di divino racchiuso nel suo stesso essere) "dentro l'orto" (non in un campo qualsiasi, il grappolo d'uva è al riparo delle avversità nella quiete di un orto che richiama la casa e il calore di una famiglia) e questo è solo uno dei bellissimi versi che compongono questa meravigliosa poesia!!! E poi la pergamena di per sì, come non fosse bastata la stessa poesia, è meravigliosa!!!  Auguri a questi sposi meravigliosi!!! - Francesca Costa

domenica 28 ottobre 2018

VIAGGI IMMAGINATI

Si suole a volte rimembrare viaggi
che pensavi senza data e senza meta,
quei viaggi immaginati senza un giorno
che avesse già previsto anche il ritorno.

Un viaggio sopra un mare sconfinato
sopra una vela gonfia per il vento
e gli spruzzi dell’acqua sulla fronte
asciuga il sole quando il sole splende,

Un viaggio dove l’alba mai finisce
una partenza da mettere in cornice!
Se cerchi un posto nella tua memoria
trovi  dei luoghi che ti sono cari,

Rampe di scale sempre da salire,
balconi che s’affacciano sul mare,
un orologio che non suona l’ore…
Quello era il viaggio che volevi fare!

Messina-12 Novembre 2010 
Prolusione A. A. Master Bioetica e Sessuologia
Premiata dall'Accademia "Vittorio Alfieri", Firenze, 1° classificata tema "Viaggi",28 Ottobre 2018

sabato 27 ottobre 2018

QUEST'AURORA


 
Accenti di sole lampeggian
nell’alba veloce che avanza
e sul mare, distese fra l’onde,
miserie si cullan ... vanno a fondo.

Così quest’Aurora ch’è sorta
primiera di dolci speranze
ancora il mio cuore conforta...
riporta la luce ove è nero,

sconfigge ogni nube che avanza.
Resistere l’alba non può, s’inchina
foriera ogni dì più splendente
a chi la precede  e l’innalza.

Sellia Marina, 27 Ottobre 2012
( A mia figlia per il suo compleanno )

giovedì 25 ottobre 2018

AI TUOI PIEDI


Ai tuoi piedi, Madre, il cuor trova ristoro
nel tuo manto rifugio al dolore che l’affligge
e fra le stelle che coronano il tuo capo
s’invola ogni desio di rivalsa, nasce la pace.

Ai tuoi piedi, Madre, ogni re s’inchina
ogni creatura che la terra accoglie
volgi lo sguardo tuo benedicente,

segui il cammino d’ogni  suo viandante,
illumina, Madre, le menti che son stolte
cui l’odio ancora ottenebra ed infondi

desio di pace, fratellanza, amore,
Madre, chiedilo tu al Signore
per ogni uomo, per ogni peccatore,
intercedi per noi che siamo in tanti

ai piedi tuoi, cosi ogni preghiera non è vana
né il sacrificio del Figlio prediletto
che dalla croce ci affidò tutti al tuo petto.

Per questo ricorriamo ancora a te, Madre,
ci vedi genuflessi ad implorare,
pregare per i vecchi che son soli,
per i malati senza alcun aiuto

e per i bimbi che han le guance smunte,
un po’ di pane e un seno gonfio di latte,
ai piedi tuoi, Madre consolatrice,
a mani giunte, questo chiediamo.

Sellia Marina, 16  Giugno 2018
Premiata con Menzione di merito Concorso " Ai Tuoi piedi ", 
Avellino, 2 Settembre 2018

sabato 20 ottobre 2018

GENOVA, 14 AGOSTO 2018



S’alzò lieve come filo di fumo la polvere
che scese, ingrossò, oscurò il cielo
che si fece sera, ma senza stelle
perché un  rumor profondo, cupo di rovine

s’alzò, avanzò tra le case, rovinò
sempre più basso quando ogni laccio
abbandonò, penzolò nudo e sopra
ogni viandante che passava frantumò lento,

si sciolse, gelato che fondeva al sole
ormai nascosto, piedi veloci per sfuggire
ogni trave, ogni calcinaccio che colpisce

ed ogni grido è inutile, correre via lontano
è già difficile, il pericolo incombe e se lo guardi
l’orrore attanaglia, chiude la gola e non v’è parola
che pronunciar si possa mentre il ponte crolla

scava la sua fossa

 Sellia Marina, 14 Settembre 2018

domenica 30 settembre 2018

" IL CAVATORE "



“IL CAVATORE”
 sol chi non lascia eredità d’affetti…”

I campi che hanno arato, germinato pane
per lungo tempo, or giacciono abbandonati
all’incuria dell’uomo e alle pazzie del tempo.

Ulivi or secolari avean piantato, curato,
ogni ferita aperta medicata, raccolto
l’oliva spersa fra l’erba, inginocchiati
come per preghiera, a ringraziare.

Boschi di gelsi accudito, perché non mancasse cibo
al  filugello che ricca e prestigiosa rendea la terra
verde smeraldina, rorida di rugiada, come seta lucida,
diploma di Re appeso dove nessuno guarda

resta a ricordo di tanto inutile sfarzo.
Ma il bene più prezioso è ancora qui
sepolto in miniere ormai in disuso
altre, a cielo aperto mai scavate da mani operose 

ma da avidi incursori che man bassa han fatto
dei tesori, portati altrove, lavorato con perizia
oro e argento, mercurio, rame ed il rosso cinabro…
Ora solo un monumento dove l’uomo

ancora è in cerca del  tesoro ch’è sepolto,
alzata è la picozza ma  piegata è la forza
mentre l’acqua che scorre leviga ogni pietra
ed il sepolcro lava dell’uomo ogni colpa.

Sellia Marina, 12 Novembre 2017
Dipinto di Caterina Rizzo

sabato 29 settembre 2018

SAN MICHELE

 Ora so perché l’ali tue doro
il sole ogni giorno colora,
un riflesso del cielo che doni
quando l’alba si flette all’aurora

e la spada che vinse il nemico
come brando dispieghi al comando
di chi scelse te fra le schiere.

Or  flagelli ai tuoi piedi chi ingrato
ha osato rinnegare l’Amore, inseguire il potere
e l’esempio seguito agli albori, portò solo pene.

Ora so chi ti scelse e il tuo braccio
in perenne difesa del bene
segue ogni tuo passo, ali tese
a coprire ogni nube che incontro ti viene.

Sellia Marina, 29 Settembre 2016
( Al Maestro e Amico Michele Affidato )                                             



giovedì 20 settembre 2018

NELLA SERA


Gentil viandante che leggi  la mia rima,
non fermarti se la strofa non ti aggrada
e  se non è  il primo verso che rivela
il senso del mio dir, è il cuor che parla
e forse, nella quiete della sera,
anche il cuor  tuo che ascolta rasserena.

S’acquieta la tempesta dei tuoi sensi,
tacerà al suono lieve di una squilla
ogni rumore intorno, sparirà
ogni brama di conquistare il mondo.
Sarai felice di vivere un istante
sotto un manto stellato, blu, profondo.

Sellia Marina 20 Gennaio 2011

Stefanaconi, 22 Agosto 2018
-Premio “Fior di Loto” I° Classificata,
Creata dall'artista Mercadante e sita in piazza della Vittoria a Stefanaconi...

domenica 16 settembre 2018

OCEANI DA SALPARE


Madre che nell’inverno il tuo mantello
stendi, e per scaldarci qualche nembo grigio
avvolgi, lo dipani tra  fili di zefiro che intrecci
fra rami nudi e dai lor le mani, 

Ghirlande d’oro intrecci, nidi che ripari
in cespugli odorosi, screziati tulipani,
ronzio di api vogliose,
al petalo avvinte come spose.

Madre! Quanto cammino per cambiare
la bruna zolla in pane da sfamare,
frenare del monte l’irruenza
perché il ruscello possa andare a valle

lambire ogni radice e dissetare
l’agnello che s’affaccia alla sua sponda,
incontra il mare ed ogni sua onda
che il vento innalza e poi riposa, gonfia.

Madre! Ogni rete, ogni amo empi del pescator
quando ritorna, ogni corallo dentro i tuoi fondali
risplendono al lume della luna…
piangi i vascelli che hai lasciato andare

verso oceani…tutti da salpare.

Sellia Marina, 8 Marzo 2018-
Menzione d'Onore- Accademia internazionale Il Convivio,  Premio “Poesia, Prosa e Arti figurative” e del premio teatrale “Angelo Musco” Il Convivio 2018.