G.Pascoli

" ...IO SONO LA LAMPADA CH'ARDE SOAVE! NELL'ORE PIU' SOLE E PIU' TARDE,NELL'OMBRA PIU' MESTA, PIU' GRAVE, PIU' BUONA O FRATELLO!...." G.Pascoli

lunedì 15 giugno 2026

Silenzio, ora

 




Torna la sera a tormentar col vento

giocando fra rami ormai nudi,

rompe il silenzio arcano che circonda

quest’oasi dove il dolore affonda.

 

Non vi son dun
e ad arginare il soffio

né palme che offrano riparo

cocente il sole che insegue invano

la schiera che da lor cerca frescura.

 

Non ci saranno vite da contare

non è rimasto più nessun sudario

né fosse per ridare dignità

quella rubata senza curar l’età.

 

Che importa se il pianto d’un bambino

ancor risuona adagio, doloroso

né se a una vergin la preghiera

un cuore immondo ha chiuso nella gola,

Silenzio, ora.

 

Sellia Marina, 1 Marzo 2026

Ultimo mio destino


 Sarà per te il mio canto più bello,

l’ultimo forse,  donato al tuo cielo

innalzato, stellato, azzurro o ingrigito

ma  pur sempre l’unico che mi ha avvolto.

Sarà forse un inno o un madrigale

che nascerà impetuoso dentro il mare

quando è  tempesta o soffia il maestrale

o lieve come innocente zefiro che m’accarezza

perché da te, Madre, trae il mio canto

l’amor che induce a rimirarti

nei variegati boccioli che dispensi

nelle spighe dorate che mi nutrono

nella terra dove affondo le radici

e per gli eroi che sulle nude cime

copri di neve candida e non muore la memoria

Madre della Storia, Tu, ultimo mio destino

m’accoglierai, perdonerai ancora ogni ferita inferta

alle tue forti cortecce, ogni goccia di nera pece

che ha imbrattato i tuoi mari

continuerai a nutrirmi, Madre, perché sei eterna.

 Sellia Marina, 7 Marzo 2022

Seravezza, 26 Novembre 2022-Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti-

Diploma d'onore con Menzione d'encomio.

sabato 13 giugno 2026

Madre Terra di Calabria

 


 Madre che di latte mi nutri

e ad ogni offesa rinasci,

io t’incontro ogni sera al tramonto

e mi vesti di luci,

pulviscolo di stelle distendi per me

mi rivesti ed il passo leggero diventa

con l’aurora maestosa che avanza

e dispensa ogni chicco di grano

che imbionda ogni piano,

risveglia di verde il sopito trifoglio

su ogni collina dove  il mite asinello

trascina il suo carco triturando

col passo che segna lungo sentieri

mai nuovi dove crescono liberi i rovi.

La sorgente che scorre ti segue

tra le fronde fin quasi alla valle

nel mare poi giace, ogni ripida onda

l’accoglie, inargenta la spuma che giace

sospirando tra i sassi alla sponda,

Madre, tu sei profonda!

Nelle tue viscere il rosso cinabro conservi,

miniere sfavillanti di luce che l’uomo

oblia, solo l’artista,  intento ai suoi 

dipinti usa e colora Mercurio sopra ali d’oro.

Or son quieti i monti, nascondono il tesoro

 e la verzura tra le querce e gli olmi

 ricopre i tuoi fianchi

solo sostegno alle ferite inferte

che il tempo non ha lesinato

ma tu non cedi Madre io son tornato

 e ancor di latte mi nutri..

Sellia Marina, 11 Giugno 2023

 Montauro, 20 Agosto 2023, Comitato Arcangelo Pisani, III class.

domenica 7 giugno 2026

La mia clessidra

Scorre la sabbia fine, 
scorre lentamente                       
scorre senza guardare
scorre senza sostare
scorre la sabbia dunque
Ogni granello è un giorno
Che fugge a riposar nella memoria
Vedere non puoi
Il lato superiore
Contare non puoi
Quanti mancano alla fine
Solo i granelli
Sanno quando è finita,
quando la fortuna
sarà esaurita
Osserva quei granelli
Sono la tua vita
Grani chiari
I tuoi giorni migliori
Grani scuri
I tuoi giorni amari
Grani lucenti
I tuoi amori intensi
Grani trasparenti,
i tuoi giorni trionfanti
granelli opachi
per i giorni sprecati
grani colorati
i giorni più amati
contali ora quei giorni
contali tutti assieme
non separare i giorni scuri dai giorni chiari
prendili tutti assieme
riempitene le tasche
portali via con te
perché i tuoi giorni
sono ricordi
con gli stessi colori
dei granelli di sabbia
delle altre clessidre
sulla tua stessa spiaggia
quelle stesse clessidre
che ora mesto saluti
con rimpianto guardando
quelle piccole sfere
scorreranno da sole,
mentre sorte inumana
i granelli sottrae
a quel poco che resta
nella sfera nascosta
che ora pesi con ansia
per poter divinare
quanta sabbia ti resta...                                                                                       M° Corrado Martorana
Nel primo giorno del Giugno dell‘Anno Domini 2026
Ultima Finestra,
Pianeta Terra


Una poesia delicata, una  disamina profonda sulla fragilità umana che apre varchi di senso e di significato nel declinare malinconie di vita e raggi di  speranza. Una lirica in cui il poeta viaggia dentro la sua anima, quasi in mistico raccoglimento, a voler riesaminare e ripercorrere il filo logico della sua vita e lo fa attraverso il lento e meccanico scorrere dei granelli di  sabbia finissima nella clessidra che segnano il fluire  del tempo, del suo tempo. Un viaggio senza veli ma anche senza disvelare la malinconia di un presente a cui il poeta si affida completamente con quella forza propulsiva che si rivela in un percorso di maturazione, di accettazione e persino di liberazione…. Espressione di un’anima che lotta tra sentimenti e ribellione ma anche amore per la vita, desiderio di trascendere gli stessi elementi dell’esistenza rifugiandosi nel passato e nei ricordi ma dando a questi elementi la parte più intima di se stesso. E il poeta annota, ricorda, ripercorre, affastella, insegue e cerca, attraverso i ricordi, quell’equilibrio stabile in cui la sua fragilità e i suoi limiti non siano più debolezza, ostacoli, divieti ma tempra d’acciaio della sua anima. Una lirica in cui il tempo è protagonista ma non più tiranno, uno scorrere di giorni, ore, minuti miscelati e deflemmati dall’alambicco dei ricordi, a ripercorrere una vita costruita a piccoli e grandi passi, senza sconti, senza scorciatoie ma anche senza rinnegare o rimpiangere…Tutto è un panta rei nella poesia, uno scrosciare  di versi limpidi, chiari, potenti che, come lame affilate tagliano una tessitura poetica raffinata quanto cruda, in cui il dolore trova pace e diventa accettazione. Il poeta sembra quasi accostarsi “all’Amor Fati” di Nietzsche accettando, il suo destino e la vita con tutti i suoi “grani trasparenti, grani scuri, grani lucenti” senza separare i giorni di gioia da quelli del dolore. Una concezione, la sua,  ben lontana dalla “ Noluntas “ di Schopenhauer, dall’atteggiamento di rinuncia alla vita anche se “ sorte inumana / i granelli sottrae / a quel poco che resta / nella sfera nascosta…” Versi e parole morbidi, di icastica, magistrale profondità che, come chiodi, si conficcano sotto la pelle a fermentare un’emozione unica. Una poesia di rara intensità espressiva, che accarezza le tenere  e malinconiche atmosfere  del Pascoli accogliendone il flusso emotivo, una  lirica che svela l’accettazione evangelica della vita che non diventa rassegnazione passiva ma scelta consapevole anche quando le prove diventano insormontabili.  Una poesia unica questa di Corrado Martorana, che si configura come una fanopea, come una poesia ricca di immagini evocative, in cui i versi, limpidi, onesti, vibranti, intrisi di quella stessa discrezione formale e quel pudore dei sentimenti, che richiamano il clima emotivo del Montale. Una poesia “ La mia clessidra “ che nasce “ ab imo pectore” dal profondo del cuore, la poesia di chi sa riconoscere la propria intimità e, richiamando la tela dei ricordi, delle emozioni sopite, dei sentimenti provati, ricompone la mappatura della sua anima, della sua forza morale attraverso la quale il poeta dispiega il suo canto consapevole che “ Tempus edax rerum “ il tempo divora ogni cosa come quei granelli invisibili di sabbia che scorrono nella clessidra che ora lui pesa con ansia per capire quanta sabbia ancora resta…. Una poesia intrisa di silenzio e verità, carica di una straordinaria forza suggestiva che attesta, ancora una volta, il grande carisma di Corrado Martorana 

Prof.  Francesca Misasi                                                                                          

mercoledì 3 giugno 2026

Il labirinto

 

“IL LABIRINTO”

 

Non sai fra tante strade dove andare

forse ne cerchi una  per il cuore

ma è un labirinto chiuso in un forziere

e senza chiavi, non lo puoi aprire.

 

E' questa vita un sentiero strano

pensi d'essere giunta già alla fine

e invece trovi ancora altro cammino

e lo  devi ancora far…non ti fermare!

 

Il labirinto è solo un'avventura

dove la mente vola né si cura

se  ostacoli vi son da superare

perché li vinci…tu non hai paura!

 

Sellia Marina, 17 Luglio 2014

(Antonella Oriolo )

sabato 23 maggio 2026

ANCOR MI MANCHI


Ogni tuo sguardo parea una carezza
come petalo scorreva, si posava
 lieve farfalla sopra ad  una rosa.

Ali di vento  le tue mani
come la spuma che solleva l’onda
né mai si posa altro che alla riva
dove la sabbia il passo tuo conserva.

Suono di rosignolo la tua voce
che a mente recitava tante strofe
né mai era stanca d’una rima nuova,
dolce il silenzio quando alfine posa.

Cielo senza confini la tua mente
cuore senza mai orizzonti chiusi
arcobaleno sempre ad arco acceso,

Cuor di fanciullo, falco mio riposa
nello scrigno del cuore ove respiro
le tue carezze miste alla tua voce
e mi perdo nei tuoi sguardi, Amore.
Sellia Marina, 12 Aprile 2013
"Note di Profumi "
Antologia"Alda nel cuore"-insieme a "Signor D'Antico Stampo", III Edizione Premio Merini, Segnalazione Speciale, 2015;

Targa d'argento per "Ti leggo di me", Recital di Poesie a Tiriolo, 24 Aprile 2017 





“Il componimento poetico di Tagliani - ha scritto Mario Donato Cosco - altro non è che un palcoscenico esistenziale sul quale il deserto di un’assenza viene fecondato da emozioni che richiamano dinastie di sentimenti corroborate da sintesi di memorie. Vi sono rappresentate scene di un perenne presente emozionale affacciate sul futuro come lampade che regalano pieghe di luce per colmare i giorni e le ore di pienezza e sapienza”.

domenica 10 maggio 2026

Venezia, 5 Maggio 2026- Biennale D'Arte 2026-

 


Gentilissima Professoressa Caterina Tagliani, 

il Consiglio di amministrazione della Fondazione Costanza si onora di assegnare alla Sua carriera culturale il prestigioso Leone d'oro quale coronamento di una vita impegnata a divulgare i sacri valori della cultura nella sua totale bellezza etica e morale. 
Professoressa, l'occasione è gradita per porgere a nome di tutto il consiglio di amministrazione, profonde congratulazioni e cordiali saluti 
Dott. Alessandro Costanza Presidente 
Fondazione Costanza 




PACE AI TUOI GINOCCHI

Sulle ginocchia madre
appoggerò il mio capo,
sentirò la tua mano                                                              

sfiorare i miei capelli
pettinarli con le dita
e sciogliere con loro

anche il nodo della gola.
Ascolterò la tua voce                                                            
che una nenia mi canta

piano, con voce lenta
che quasi mi addormenta.
Che pace ai tuoi ginocchi!

Ascoltare e non sentire
ma è stato solo un sogno…
vorrei, e non puoi tornare 

Sellia Marina, 2 Gennaio 2012

Premiata con Attestato di Merito e inserita nel Calendario d'Arte e Poesia  2017 dell'Accademia dei Bronzi- Motivazione della Commissione:
Io ti scrivo madre, perché tu mi possa ascoltare...questo è il messaggio intenso, straordinario che la poetessa vuole dedicare alla propria mamma. "Pace ai tuoi ginocchi" è una poesia d'amore, un amore grande che lega in modo indissolubile, che non si scioglie. L'immagine di una bimba che appoggia il capo sulle ginocchia della mamma, è bellezza ed emozione che non si dimentica, è gentilezza dei modi in un tempo che affretta i gesti, che non permette di soffermarsi...Ascoltare la voce è come una ninna nanna che concilia il sonno di una bimba...Non si scorda la voce di una madre, si può solo pensare che "lei" sia ancora lì a guardare quel capo chino, nel silenzio di un giorno passato, nel desiderio che strazia perché il ritorno non può avvenire. (Dott. Maria Concetta Giorgi )


Rivista Santa Maria del Bosco: Aggiungo che le immagini, esplicitate nei versi dell'amica Caterina, hanno una loro precisa identità, un'asciuttezza espressiva come uscito dallo scrigno del cuore, per mostrare una capacità d'amare viva, gioiosa, partecipativa. E' poesia-amore!. L'amore, nella sua essenza più vitale e più pura è il filo conduttore tra l'ieri e l'oggi in un sogno che non può e non deve svanire. La madre è amore.
(Prof.Mimmo Stirparo)



mercoledì 15 aprile 2026

I Diritti della persona e l'esercizio delle virtù nelle opere di Hannah Arendt

               
  

L’opera di Caterina Tagliani su Hannah Arendt nasce con l’obiettivo di rendere accessibile il suo pensiero, mostrando la sua attualità non solo in ambito politico, ma anche bioetico. Attraverso un’analisi chiara e approfondita, l’autrice esplora i concetti arendtiani chiave – il totalitarismo, la banalità del male, la libertà – e ne estende la portata al dibattito sulla bioetica contemporanea.

Arendt ha messo in luce i pericoli di un sistema che annulla l’individuo e la sua capacità di giudizio. Tagliani riprende questa prospettiva per analizzare le scelte bioetiche odierne, interrogandosi sul rischio che il progresso scientifico, se guidato da logiche tecnocratiche e prive di etica, possa generare nuove forme di dominio.

Questo libro non è solo un’introduzione al pensiero arendtiano, ma un invito a riflettere sulla responsabilità morale e sulla necessità di difendere la libertà di scelta e il valore della vita nell’epoca della biopolitica.
L’opera di Caterina Tagliani su Hannah Arendt si propone di rendere accessibile il pensiero della filosofa tedesca, mettendone in evidenza la sorprendente attualità nel dibattito contemporaneo, sia politico che bioetico. Attraverso un’analisi rigorosa e chiara, l’autrice approfondisce i concetti arendtiani fondamentali, come il totalitarismo, la libertà, la banalità del male e la necessità della pluralità nello spazio pubblico, estendendone la portata alla riflessione sulle sfide della bioetica odierna.
Arendt, testimone diretta dei totalitarismi del Novecento, ha mostrato come questi sistemi abbiano annullato l’individuo, riducendolo a un mero ingranaggio di una macchina burocratica disumanizzante. La sua analisi della banalità del male ha rivelato come l’obbedienza cieca alle regole, priva di un’autentica riflessione etica, possa trasformare persone comuni in strumenti di potere oppressivo. Tagliani riprende questa prospettiva per esaminare le implicazioni etiche delle scelte scientifiche e tecnologiche contemporanee, interrogandosi sul rischio che il progresso biomedico, se guidato esclusivamente da criteri di efficienza e produttività, possa portare a nuove forme di dominio e controllo sulla vita umana.
La riflessione arendtiana sulla libertà e sulla responsabilità individuale trova un’eco importante nella bioetica, un campo in cui le decisioni sulla vita, sulla morte e sulla dignità dell’essere umano non possono essere lasciate unicamente alla tecnica o alle istituzioni. Tagliani sottolinea come il pensiero di Arendt offra strumenti essenziali per affrontare le grandi questioni bioetiche del nostro tempo: dal transumanesimo alla manipolazione genetica, dall’intelligenza artificiale in medicina alle politiche sanitarie globali. In un mondo in cui le scelte biopolitiche incidono profondamente sulla nostra esistenza, la lezione di Arendt invita a recuperare il valore del pensiero critico e della partecipazione attiva, per evitare che il potere decisionale venga delegato a strutture impersonali prive di umanità.
Questo libro non è solo un’introduzione al pensiero di Arendt, ma un’opera che connette la filosofia politica alla bioetica, stimolando una riflessione necessaria sulle responsabilità etiche che ci attendono nell’era della tecnoscienza. Tagliani ci invita a interrogarci su quale futuro vogliamo costruire, ricordandoci che la libertà e la dignità umana non sono dati scontati, ma conquiste da difendere ogni giorno.
Dott. Aurora Martorana

martedì 7 aprile 2026

SENZA TERRA

Come Asvero

Calpesta terra il cadenzato passo
ed ogni sasso rotola e sbadiglia
fra pietre di torrente e una conchiglia.

Ogni monte fu amico, ogni morena
scivolò più a valle, sospesa nell’attesa
ove posare più sicuro il passo.

Ogni duna a me parve collina,
vicina al cielo, lembo degli eroi,
ogni granel di sabbia mi fu patria

sparsa di rovi e petali ogni calle,
deserta di viandanti ma ogni via
ancor non era mai la terra mia.

Ogni abisso del mare navigai
ascosi mostri fermi come il tempo
che non cancella mai i tuoi ricordi,
nella clessidra  non ti ritrovai…

vagai a lungo ma senza terra restai.

Sellia Marina, 16 Luglio 2017
Rassegna D'Arte e Letteratura- Omaggio alla Città Storica di Cortona
1° Premio Poesia

"Un'avanzata silenziosa che fa rotolare i sassi che, per nulla attenti a quanto capita loro intorno, sono presi persino dalla noia e sbadigliano, non capendo minimamente quanto quel "cadenzato passo" porti con sé dolore segnando un percorso che segue i corsi dei fiumi fino a sfocare al mare. Bella l'immagine della duna che si trasforma in collina, ma non tanto per l'impotenza di attraversarla, piuttosto per raggiungere una beatitudine agognata. Efficace lo smarrimento descritto nel deserto rappresentato dalle vie vuote. Molto dolorosa la chiusa, quasi senza ipotesi di "salvezza" dell'animo che resterà senza l'agognata terra. Componimento molto piaciuto, anche per le scelte lessicali-sintattiche. " Dott. Francesca Costa