Calpesta
terra il cadenzato passo
ed
ogni sasso rotola e sbadiglia
fra
pietre di torrente e una conchiglia.
Ogni
monte fu amico, ogni morena
scivolò
più a valle, sospesa nell’attesa
ove
posare più sicuro il passo.
Ogni
duna a me parve collina,
vicina
al cielo, lembo degli eroi,
ogni
granel di sabbia mi fu patria
sparsa
di rovi e petali ogni calle,
deserta
di viandanti ma ogni via
ancor
non era mai la terra mia.
Ogni
abisso del mare navigai
ascosi
mostri fermi come il tempo
che
non cancella mai i tuoi ricordi,
nella
clessidra non ti ritrovai…
vagai
a lungo ma senza terra restai.
Rassegna D'Arte e Letteratura- Omaggio alla Città Storica di Cortona
1° Premio Poesia
"Un'avanzata silenziosa che fa rotolare i sassi che, per nulla attenti a quanto capita loro intorno, sono presi persino dalla noia e sbadigliano, non capendo minimamente quanto quel "cadenzato passo" porti con sé dolore segnando un percorso che segue i corsi dei fiumi fino a sfocare al mare. Bella l'immagine della duna che si trasforma in collina, ma non tanto per l'impotenza di attraversarla, piuttosto per raggiungere una beatitudine agognata. Efficace lo smarrimento descritto nel deserto rappresentato dalle vie vuote. Molto dolorosa la chiusa, quasi senza ipotesi di "salvezza" dell'animo che resterà senza l'agognata terra. Componimento molto piaciuto, anche per le scelte lessicali-sintattiche. " Dott. Francesca Costa
