G.Pascoli

" ...IO SONO LA LAMPADA CH'ARDE SOAVE! NELL'ORE PIU' SOLE E PIU' TARDE,NELL'OMBRA PIU' MESTA, PIU' GRAVE, PIU' BUONA O FRATELLO!...." G.Pascoli

martedì 23 giugno 2026

RUGIADA DENTRO L'ONDE


Lo sguardo all’orizzonte fiso,
il sole attende e mentre sorge
l’acqua ancor balugina di luna,
rugiada dentro l’onde che trascina

a riva, rotola fra i rupi e la renella
scompone mentre torna al mare,
mia regina, i sogni sono fatti per sperare,
castelli in aria creo,  tu  non badare

la vita ora sta per cominciare,
le nuvole son alte sopra il mare,
si specchian come te, per respirare
l’odore di salsedine e tornare

come prima nell’empireo, a volare.

Sellia Marina, 5 Giugno 2017
Copertina della 13 Raccolta di Poesie


lunedì 15 giugno 2026

Silenzio, ora

 




Torna la sera a tormentar col vento

giocando fra rami ormai nudi,

rompe il silenzio arcano che circonda

quest’oasi dove il dolore affonda.

 

Non vi son dun
e ad arginare il soffio

né palme che offrano riparo

cocente il sole che insegue invano

la schiera che da lor cerca frescura.

 

Non ci saranno vite da contare

non è rimasto più nessun sudario

né fosse per ridare dignità

quella rubata senza curar l’età.

 

Che importa se il pianto d’un bambino

ancor risuona adagio, doloroso

né se a una vergin la preghiera

un cuore immondo ha chiuso nella gola,

Silenzio, ora.

 

Sellia Marina, 1 Marzo 2026

Ultimo mio destino


 Sarà per te il mio canto più bello,

l’ultimo forse,  donato al tuo cielo

innalzato, stellato, azzurro o ingrigito

ma  pur sempre l’unico che mi ha avvolto.

Sarà forse un inno o un madrigale

che nascerà impetuoso dentro il mare

quando è  tempesta o soffia il maestrale

o lieve come innocente zefiro che m’accarezza

perché da te, Madre, trae il mio canto

l’amor che induce a rimirarti

nei variegati boccioli che dispensi

nelle spighe dorate che mi nutrono

nella terra dove affondo le radici

e per gli eroi che sulle nude cime

copri di neve candida e non muore la memoria

Madre della Storia, Tu, ultimo mio destino

m’accoglierai, perdonerai ancora ogni ferita inferta

alle tue forti cortecce, ogni goccia di nera pece

che ha imbrattato i tuoi mari

continuerai a nutrirmi, Madre, perché sei eterna.

 Sellia Marina, 7 Marzo 2022

Seravezza, 26 Novembre 2022-Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti-

Diploma d'onore con Menzione d'encomio.

sabato 13 giugno 2026

Madre Terra di Calabria

 


 Madre che di latte mi nutri

e ad ogni offesa rinasci,

io t’incontro ogni sera al tramonto

e mi vesti di luci,

pulviscolo di stelle distendi per me

mi rivesti ed il passo leggero diventa

con l’aurora maestosa che avanza

e dispensa ogni chicco di grano

che imbionda ogni piano,

risveglia di verde il sopito trifoglio

su ogni collina dove  il mite asinello

trascina il suo carco triturando

col passo che segna lungo sentieri

mai nuovi dove crescono liberi i rovi.

La sorgente che scorre ti segue

tra le fronde fin quasi alla valle

nel mare poi giace, ogni ripida onda

l’accoglie, inargenta la spuma che giace

sospirando tra i sassi alla sponda,

Madre, tu sei profonda!

Nelle tue viscere il rosso cinabro conservi,

miniere sfavillanti di luce che l’uomo

oblia, solo l’artista,  intento ai suoi 

dipinti usa e colora Mercurio sopra ali d’oro.

Or son quieti i monti, nascondono il tesoro

 e la verzura tra le querce e gli olmi

 ricopre i tuoi fianchi

solo sostegno alle ferite inferte

che il tempo non ha lesinato

ma tu non cedi Madre io son tornato

 e ancor di latte mi nutri..

Sellia Marina, 11 Giugno 2023

 Montauro, 20 Agosto 2023, Comitato Arcangelo Pisani, III class.

domenica 7 giugno 2026

La mia clessidra

Scorre la sabbia fine, 
scorre lentamente                       
scorre senza guardare
scorre senza sostare
scorre la sabbia dunque
Ogni granello è un giorno
Che fugge a riposar nella memoria
Vedere non puoi
Il lato superiore
Contare non puoi
Quanti mancano alla fine
Solo i granelli
Sanno quando è finita,
quando la fortuna
sarà esaurita
Osserva quei granelli
Sono la tua vita
Grani chiari
I tuoi giorni migliori
Grani scuri
I tuoi giorni amari
Grani lucenti
I tuoi amori intensi
Grani trasparenti,
i tuoi giorni trionfanti
granelli opachi
per i giorni sprecati
grani colorati
i giorni più amati
contali ora quei giorni
contali tutti assieme
non separare i giorni scuri dai giorni chiari
prendili tutti assieme
riempitene le tasche
portali via con te
perché i tuoi giorni
sono ricordi
con gli stessi colori
dei granelli di sabbia
delle altre clessidre
sulla tua stessa spiaggia
quelle stesse clessidre
che ora mesto saluti
con rimpianto guardando
quelle piccole sfere
scorreranno da sole,
mentre sorte inumana
i granelli sottrae
a quel poco che resta
nella sfera nascosta
che ora pesi con ansia
per poter divinare
quanta sabbia ti resta...                                                                                       M° Corrado Martorana
Nel primo giorno del Giugno dell‘Anno Domini 2026
Ultima Finestra,
Pianeta Terra


Una poesia delicata, una  disamina profonda sulla fragilità umana che apre varchi di senso e di significato nel declinare malinconie di vita e raggi di  speranza. Una lirica in cui il poeta viaggia dentro la sua anima, quasi in mistico raccoglimento, a voler riesaminare e ripercorrere il filo logico della sua vita e lo fa attraverso il lento e meccanico scorrere dei granelli di  sabbia finissima nella clessidra che segnano il fluire  del tempo, del suo tempo. Un viaggio senza veli ma anche senza disvelare la malinconia di un presente a cui il poeta si affida completamente con quella forza propulsiva che si rivela in un percorso di maturazione, di accettazione e persino di liberazione…. Espressione di un’anima che lotta tra sentimenti e ribellione ma anche amore per la vita, desiderio di trascendere gli stessi elementi dell’esistenza rifugiandosi nel passato e nei ricordi ma dando a questi elementi la parte più intima di se stesso. E il poeta annota, ricorda, ripercorre, affastella, insegue e cerca, attraverso i ricordi, quell’equilibrio stabile in cui la sua fragilità e i suoi limiti non siano più debolezza, ostacoli, divieti ma tempra d’acciaio della sua anima. Una lirica in cui il tempo è protagonista ma non più tiranno, uno scorrere di giorni, ore, minuti miscelati e deflemmati dall’alambicco dei ricordi, a ripercorrere una vita costruita a piccoli e grandi passi, senza sconti, senza scorciatoie ma anche senza rinnegare o rimpiangere…Tutto è un panta rei nella poesia, uno scrosciare  di versi limpidi, chiari, potenti che, come lame affilate tagliano una tessitura poetica raffinata quanto cruda, in cui il dolore trova pace e diventa accettazione. Il poeta sembra quasi accostarsi “all’Amor Fati” di Nietzsche accettando, il suo destino e la vita con tutti i suoi “grani trasparenti, grani scuri, grani lucenti” senza separare i giorni di gioia da quelli del dolore. Una concezione, la sua,  ben lontana dalla “ Noluntas “ di Schopenhauer, dall’atteggiamento di rinuncia alla vita anche se “ sorte inumana / i granelli sottrae / a quel poco che resta / nella sfera nascosta…” Versi e parole morbidi, di icastica, magistrale profondità che, come chiodi, si conficcano sotto la pelle a fermentare un’emozione unica. Una poesia di rara intensità espressiva, che accarezza le tenere  e malinconiche atmosfere  del Pascoli accogliendone il flusso emotivo, una  lirica che svela l’accettazione evangelica della vita che non diventa rassegnazione passiva ma scelta consapevole anche quando le prove diventano insormontabili.  Una poesia unica questa di Corrado Martorana, che si configura come una fanopea, come una poesia ricca di immagini evocative, in cui i versi, limpidi, onesti, vibranti, intrisi di quella stessa discrezione formale e quel pudore dei sentimenti, che richiamano il clima emotivo del Montale. Una poesia “ La mia clessidra “ che nasce “ ab imo pectore” dal profondo del cuore, la poesia di chi sa riconoscere la propria intimità e, richiamando la tela dei ricordi, delle emozioni sopite, dei sentimenti provati, ricompone la mappatura della sua anima, della sua forza morale attraverso la quale il poeta dispiega il suo canto consapevole che “ Tempus edax rerum “ il tempo divora ogni cosa come quei granelli invisibili di sabbia che scorrono nella clessidra che ora lui pesa con ansia per capire quanta sabbia ancora resta…. Una poesia intrisa di silenzio e verità, carica di una straordinaria forza suggestiva che attesta, ancora una volta, il grande carisma di Corrado Martorana 

Prof.  Francesca Misasi                                                                                          

mercoledì 3 giugno 2026

Il labirinto

 

“IL LABIRINTO”

 

Non sai fra tante strade dove andare

forse ne cerchi una  per il cuore

ma è un labirinto chiuso in un forziere

e senza chiavi, non lo puoi aprire.

 

E' questa vita un sentiero strano

pensi d'essere giunta già alla fine

e invece trovi ancora altro cammino

e lo  devi ancora far…non ti fermare!

 

Il labirinto è solo un'avventura

dove la mente vola né si cura

se  ostacoli vi son da superare

perché li vinci…tu non hai paura!

 

Sellia Marina, 17 Luglio 2014

(Antonella Oriolo )