Ora barbari son giunti per guardare
il relitto aggrappato ad uno scoglio
che il fianco ha squarciato e la ferita
carezza l’onda ad ogni suo ritorno.
Ma nella notte alte grida e fari,
rumor di passi concitati, pianti di bimbi
strider di lamiere che la roccia infrange
e dal ponte calan piano le scialuppe.
Ognuno vuol fuggire da quel mare,
sentire la sabbia e l’acqua sotto i piedi
il relitto aggrappato ad uno scoglio
che il fianco ha squarciato e la ferita
carezza l’onda ad ogni suo ritorno.
Ma nella notte alte grida e fari,
rumor di passi concitati, pianti di bimbi
strider di lamiere che la roccia infrange
e dal ponte calan piano le scialuppe.
Ognuno vuol fuggire da quel mare,
sentire la sabbia e l’acqua sotto i piedi
occhi sbarrati sopra il naufragio
la terraferma sarà allor rifugio.
Dimenticare il buio che improvviso
avvolse e fasciò tutta la nave
al suo ritorno ancor non era giorno
e tante mani alzate eran protese
ad afferrare bimbi, qualche mamma,
anziani che hanno perso il lor sostegno,
tutti partiti in viaggio di piacere…
in tanti non han fatto più ritorno.
Sellia Marina, 23 Gennaio 2012

