G.Pascoli

" ...IO SONO LA LAMPADA CH'ARDE SOAVE! NELL'ORE PIU' SOLE E PIU' TARDE,NELL'OMBRA PIU' MESTA, PIU' GRAVE, PIU' BUONA O FRATELLO!...." G.Pascoli

sabato 29 giugno 2019

PROFUMO DI KOYA


S’intrufola adagio e conduce
spirti gentil nel silenzio
delle mura ove posano

E un canto lieve si mesce
al profumo di cera che intenso
dal vaso sospeso sprigiona,
e il cuore allor sogna!

Ancor sente le ciarle gentili
litigi di bimbi, baci di pace,
voci profonde, lieve canticchiare
mentre t’affacci per guardar la luna

lieve sonnecchiare…

Or quella porta alla memoria torna,
son tutti in fila, pronti per uscire,
che c’è di male se a sognar ti porta?
Non costa nulla, solo il cuore piange…

Sellia Marina, 28  Giugno 2019

domenica 23 giugno 2019

PETALI DI ROSE



Quando sei nata tu, cadean petali di rose
sopra la bianca casa, e ad ogni squillo
del tuo riso fioriva il bianco  gelsomino,
germogliava il verde trifoglio nel giardino.

Poi, come giovane rondine al suo nido
sei volata felice incontro al tuo destino,
una gronda t’ha accolta e l’ali hai posato,
mia bianca tenera colomba.

Vedi il tragitto quanto è stato lungo,
faticoso, per te, lontana dalla casa
e nuovi cuori hai conquistato, amato

ma noi siam qui, ci siamo sempre stati
e non badar se qualche lacrima  scende,
siamo orgogliose di te
la vita che ti attende avrà, lo sai,

petali di rose e qualche spina
adagio toglierai dai tuoi calzari.
Ma noi siam qui, ci siamo sempre stati
ti seguiremo sempre principessa, ovunque andrai.

 Budrio-Sellia Marina: 3 Maggio 2016


lunedì 27 maggio 2019

Suona ogni sera ai vespri


Tornan nei vespri a risuonar campane
roseo è il cielo ove il sol tramonta
dentro il mare si tuffa, colora l’onda
bacio infuocato  e poi sprofonda

tra il tintinnio di monete che sul fondo
incrociano tritoni, ippocampi lascian la scia,
un pianto di sirena che lamenta
l’amor lasciato dentro una conchiglia.

Forse era la campana della nave
che nel vespro lamentava ancora
i marinai che attendono agli scalmi
per lor non ci sarà un’altra aurora,

il buio dei fondali li conserva
ognuno intento all’opre od alle reti
il mare che pietoso li ha raccolti
suona ogni sera ai vespri, senza posa

mentre i coralli sfrigolano l’onda,
suona la campana senza posa
per gli infanti ancora in braccio a mamma
appesi al seno che non ha più latte

il mar li  nutre e non li abbandona
li culla e canta a lor la cantilena
sognano i bimbi mentre il vespro suona…

Sellia Marina, 18 Marzo 2019

giovedì 9 maggio 2019

"AB AETERNO"


Non conta il tempo,  non contano le ore        
che scorrono veloci e non v’è istante
per sollevare il capo o per guardare
se giunta è la notte oppure è giorno,

ma alacre chino al tuo bancone
forgiasti il metallo, ogni perla
trovava la sua sede, ogni topazio azzurro
portava un po’di mare chiuso nel forziere.

D’oltralpe era giunta la chiamata
forse, per devozione l’avevi immaginata
così vestita col suo manto d’oro

il viso addolorato e ancor sfregiato
da chi cercò rubarla dal suo altare,
un medico serviva per curarla
rimediare all’offesa ricevuta

e trovarono un orafo, oltremare!
Forgiò nuovi diademi alla Regina
restando ore chino sul crogiolo
a fondere l’oro, Ave Maria pregando,

ringraziando per l’invito ch’era giunto,
alla chiamata aveva sì risposto,
e a noi l’ha raccontato, emozionato,
grato per quel dono ricevuto 

che dentro un libro ormai resta rinchiuso.
Ogni parola scritta è una preghiera,
un viaggio ch’è nell’anima celato.

La mente umana è labile, a volte oblia 
I nuovi Diademi della Vergine di Czestochowa
sono divenuti un testo consacrato, consegnato
ab Aeterno alla Storia, Ave Maria.

Sellia Marina, 27 Maggio 2018



martedì 30 aprile 2019

NOI SIAM TUOI FIGLI

Muto ed acceso il viso
lo sguardo al cielo volto
chiedi che una preghiera
giunga al tuo piè raccolto
tra i fiori dell’altare
e i vasi dell’incenso.
Ti volse Iddio premiare
ancella del Suo altare
nudo dentro il tuo cuore
per spade di dolore
che affondan  come aratro
dentro una terra brulla.
La lama brilla e scava
profondo solco e ruga
disegna ancor sopra il tuo viso.
Non disdegnar chi piange
orando al tuo altare
Maria, noi siam tuoi figli
ricordalo al Signore!
Ci devi benedire
come ai piè della croce
perché da Lui l’invito
a Te è stato rivolto
e se noi siam tuoi figli
ci devi perdonare Maria…
Per noi devi pregare!

Sellia Marina, 12 Luglio 2013

venerdì 26 aprile 2019

Vuoti passi


“Tutti vivono e muoiono in tanti modi, ma non è questo che conta. Alla fine ciò che rimane è il deserto. È il deserto quello che vive veramente!” 
Karuki Murakami

Non calpestare l’orma al derelitto!
Vagando nel deserto sarà il vento
a cancellare, labile traccia consunta,
da piedi ormai bruciati dalla sabbia.

Parla con lei, ascolta il suo patire
tra dune deserte e impervio mare
soste a vuoti pozzi e tra le braccia

solo stanchezze e bimbi abbandonati
al pianto della sera che risuona
di sibili striscianti e sol la luna
carezza adagio senza consolare, i fianchi.

Ascoltala, mentre cammini accanto a vuoti passi
mentre il deserto si riempie d’ombre
intingi dentro il sole il tuo pennello
di nuove speranze colma le sue impronte,

non lasciare che la notte avvolga
di lacrime sterili ogni vuoto,
imprimi sulla sabbia un calco nuovo.

Sellia Marina, 23 Aprile 2019

domenica 3 marzo 2019

MADRE DIVINA

Sfiora con la mano il bel diadema
prezioso dono per una Regina,
lo sguardo è intenso e forse pensa
quanto sarà grave  questo  serto 
a lei che legge dentro i cuori,
che conosce tutti i dolori
lei che dispensa serenità  e gioie.

Madre del Redentore ancor sorregge
l’infante tra le braccia, lo protegge,
non sarà il diadema di Affidato
che chiude fra le stelle i bei topazi
azzurri come il mare, quando il sole
all’alba stende un velo sopra il mare,
ma una corona di spine poseranno,

feriranno il picciol capo del bambino.
A questo pensa l’orafo cristiano
mentre la mano sfiora la corona
ma  tutte le perle che ha donato
leniranno  il pianto alla Regina,
Madre divina, intenerito a Lei s’inchina.

Sellia Marina, 28 Luglio 2017
Al Maestro orafo crotonese Michele Affidato per la creazione dei diademi alla Madonna di Czestochowa e il Gemellaggio con la chiesa di Crotone e Jasna Gora. 

sabato 16 febbraio 2019

LACRIME DESOLATE



LACRIME DESOLATE

Un suono rabbioso si diffonde, odio confonde
con il sangue che sparge lungo strade impervie,
nelle chiese dove non si prega, ma grida e pianti
salgono alla luna come nenia, ma è un urlo solo

che la notte in strette pieghe conserva,
gramaglie di ossa e carne raccolte
che la strada impietosa respinge.

Attorno visi attoniti di bimbi
occhi stralunati e pance vuote,
non hanno braccia alcuni e non han più voce!

Raccogli i sospiri del lor cuore
appena un soffio labile è rimasto,
stringili fra le braccia, canta per loro

una nenia che sia dolce e li addormenti
in pace, mentre dai tuoi occhi
lacrime desolate cadranno, a fiotti.

Sellia Marina, 21 Novembre 2017
Pubblicata e tradotta in inglese in “Un maestro per un anno un libro per sempre”: Ass. Culturale “Virtute e Canoscenza” Wip Edizioni; un’antologia poetica in favore dei bambini profughi in Siria. 


giovedì 10 gennaio 2019

OMAGGIO A DE ANDRE'



Tutti abbiam cantato le canzoni 
che hai scritto con grande maestria.
eran d'amore, di protesta, di dolore,
son diventate storia, poesia.

Nei bar, nelle piazze ove sei stato
senza mai risparmiare la tua voce
tanta gente acclamava e ti seguiva
e all'alba, come il Suonatore andavi via.

In tanti han cercato d'imitare
la tua voce così particolare
che le corde del cuor, come chitarra
fra le tue dita, sapean far vibrare


Chi non cercò cantar Bocca di Rosa?
O di Marinella alfin la storia vera?
Per non parlar di quelle che in dialetto
a Genova hai dedicato, con affetto.


E la guerra di Piero? Una protesta
contro chi abbraccia il fucile e non lo sa
se sparare per primo e poi cadere
in un campo di grano per morire.

Tutte le abbiamo apprese, ricantate
e qualche volta forse anche assopiti
proprio come fece il Pescatore
"all'ombra dell'ultimo sole".


Sellia Marina, 9 Maggio 2012
( Da "L'Ultimo Fiore")



lunedì 7 gennaio 2019

UN TEMPO ANTICO


                            

Immerso fra  ulivi secolari
carchi di frutti verdi  di smeraldo
s’ergono rovine, resti dei romani
maestose ancora, templi antichi
che il tempo ha corroso lungo gli anni.
Secoli son trascorsi e mani nuovi
cercan di ricucire e rivestire
dove si può, archi immensi, brevi feritoie
use più all’armi che a spiare fuori.
Ampio lo squarcio ch’è prodotto
poco è rimasto, ora è tutto nudo
ma un tempo antico dentro quelle mura
cavalli e cavalieri,  giovini donne
scendevano scaloni ricoperti
di statue sacre con splendenti lame.
Bianche come alabastro le lor toghe
che il tempo ha conservato, ci ha donato
d’immensità bellezze a ricordarci
la storia che non puoi mai cancellare
da questa terra dove varie genti
han calpestato il suolo e dominato
con armi o con saggezza,  conquistato
da un mare all’altro,  ed han lasciato
rovine di memorie ancor sepolte,
altre, in un museo raccolte come spoglie
ma al cielo le ferite ancora mostri.
Il viaggiator mai stanco d’ammirare, ascolta
 fra i resti delle mura e  ulivi secolari
un’orchestra suonar vecchie armonie,
passi di danza, voci che declaman le tue gesta
ed al tuo Parco Scolacium, s’arresta.

 Sellia Marina, 30 Agosto 2015