Sgombro di nuvole e terso come cristallo,
riflette la terra che immensa s’estende
dal colle che sale sul monte e discende
irrorata di luce, appena velata
da lampade accese sospese nel vento
che spira e discioglie ogni neve.
Non s’ode il rumore dei passi
che lenti trascini ogni giorno
tra aghi di pino, castagni,
o forse son faggi che tagli
e alle spalle tue gravano ancora
portandole al fuoco che accendi ogni sera.
Ai piedi dell’arcobaleno
è il Termine dell’Universo. E il cielo s’inchina!


