I diritti della persona e l'esercizio delle virtù in Hannah Arendt
Era d’estate quando t’incontrai!
Danzavi sopra un prato rosso vivo
portavi una ghirlanda di colori,
fiori mi pare, come sangue intriso.
Ma tu l’alzavi come una bandiera
perché il vento accarezzasse le sue forme
trascinando la veste che portavi
tu eri viva, anche per domani.
Domani i tuoi colori spiegherai
nell’aria un coro solo ci sarà
un grido che arriva da lontano,
voci universali porterà,
Saranno i canti nostri una canzone
che una ghirlanda ha teso
ad arco in cielo
ha disegnato per nuovo futuro
scrivendo insieme Pace su ogni muro.
Sarà un’alba nuova, nuovo mattino
e sopra la lavagna che ho dipinto
vedo sparire il rosso degli eroi
quello che han speso anche per noi.
Regalati un sogno per domani
l’unico sogno che conti veramente
regalati la Pace per il cuore
regalati Pace per la gente.
Sellia Marina, 28 Ottobre 2024
Grigio il crepuscolo che avanza
e del sole che spiava ancora, avvolge,
come nuvola fa con l’aurora
mentre
s’alza e in cielo luce
diffonde
sulla terra ingrata.
Grigio quando avanza nella stanza
col
fumo che disegna sopra i muri
ombre
che sembrano vagare, sole
forse
in attesa di chi muore
e
un lume accendere alla siepe
che vaghi sopra cumuli di sabbia
cercando
all’improvviso che due mani
l’afferrino
e dalla bocca stanca
un
sibilo risuoni, chiami a raccolta
ogni
vita stanca che qui è sepolta…
Grigia è quella stanza
Sellia
Marina, 5 Marzo 2025
Scorre il tempo né sai dove vada
scorre levigando d’ogni ora la lancetta,
d’ogni onda fa una spuma bianca
e nei fondali arrotola le ciglia
ad una stella che non ha più punte…
Non v’è più tempo all’erba ormai per crescere
né fiore per adornar l’altare
spento ogni cero, spento il focolare
solo l’incenso brucia sulla mensa
non v’è un’orchestra a farti compagnia
se il tempo fugge tu non puoi andar via
seguir la rotta dove il sole muore
lasciandoti sudata a calpestare
ogni sogno che ha lavato il temporale
Non v’è più tempo, lascia a me dolere
d’ogni spina che punge il tuo calzare
farò piano, non sentirai dolore
l’anima sarà lieve, potrà volare
in spazi azzurri, non troverai confini
forse il tempo lì troverai, troverai me
entro le pleiadi confusa, n’è saprai
se son Elettra, Maia oppur Alcione
che importa? Figlia d’Atlante sono!
Sellia Marina, 04 Agosto 2020
Ne plu estas tempo
( in Esperanto ), traduzione di Giuseppe Campolo
La tempo flugas kaj vi ne scias kien li iri
fluas glatigante la montrilon ĉiun horon,
el ĉiu ondo li faras blankan ŝaŭmon
kaj ĉe la marfundo rulvolvas okulharojn
al stelo, kiu ellasis punktojn...
Ne plu estas tempo por ke herbo kresku
nek per floro por ornami la altaron
estingita ĉiu kandelo, estingita la fajrujo
nur la incenso brulas sur la tablo
ne estas orkestro por akompani vin
se tempo flugas, vi ne povas foriri
sekvi la raŭton kie la suno mortas
lasante vin ŝvita surtreti
ĉiun sonĝon, kiun forportis la ŝtormo.
Ne plu estas tempo, lasu min suferi
de ĉiu dorno, kiu pikas vian ŝuon,
Mi singardas, vi ne sentos doloron
la animo estos malpeza, ĝi povos flugi
en la bluaj spacoj, vi ne trovos limojn
eble vi trovos tempon tie, vi trovos min
ene de la konfuzitaj pleiadoj, nek vi scios
se mi estas Elettra, Maia aŭ Alcione
kio gravas? La filino de Atlaso mi estas!
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Prima Classificata "VerdArte on the River" 2020, Porcia, 23 Ottobre 2020
Premio Giuria “Antonino Orso”- Concorso Letterario Pina Alessio Onlus- 12 Dicembre 2020
Finalista al Concorso “Poesie da tutti i cieli”, I concorsi di Sam Samideano, 2021- Luglio Messina pubblicata.
COMMENTO DI
MAURO MONTACCHIESI
-Figlia d’Atlante sono!
Il tempo scorre, strappa la trama del cielo,
leviga le ore, sbriciola sogni nel vento,
scioglie le onde in spume d’argento,
rotola nei fondali,
risucchia ogni certezza, ogni speranza, ogni attimo.
E tu, Caterina?
Tu non tentenni, tu non frani, tu non cedi!
Sfidi le lancette, le plachi, le spezzi, le incidi.
Le rendi eco che vibra, respiro che incendia, tempesta
che danza.
Non c’è più tempo per chi aspetta,
non c’è più tempo per chi si arrende,
ma per te, il tempo è un giogo spezzato,
un Atlante sfibrato che non regge più il cielo,
perché sei tu – sì, tu! –
a sorreggerlo con le tue mani di luce, le tue dita di
fuoco, la tua volontà d’acciaio.
E quando, NELLA TUA PAROLA INCISA,
ti confondi tra le stelle,
sei Elettra? Sei Maia? Sei Alcione?
No, no!
Figlia d’Atlante sei!
Figlia della tua stessa poesia,
del tuo tempo che non svanisce, non si sbriciola, non
si piega.
Della tua voce che dilaga, brucia, rimane, urla.
E noi, oh, noi!
Restiamo muti, leggiamo, ascoltiamo, ci inchiniamo.
Ci pare che il tempo, per un istante,
si sia inginocchiato a te.
Perché il tempo, ora, porta il tuo nome.
Oświęcim
Quante lacrime sono rimaste
dietro le palpebre chiuse,
sospese tra ciglia e gote scavate
da lunghi e provati digiuni.
Quanti corpi lasciati all’addiaccio
alla candida neve pietosa
che avvolse le colpe dell’uomo.
E quell’uomo non chiese perdono!
Quanto fumo salì fra le nubi
ricoprendo uno strato di cielo
e il cielo di
Oświęcim fu nero
nero come la
pece, nero come l’inchiostro
Di chi scrisse la storia per noi,
perché resti
nella memoria
e non abbia a
ripetersi mai
l’orrore che ancor
suscita in noi.
Sellia Marina 27 Gennaio 2011
quello dei bimbi, quello dei miei cari,
il mio e quello degli amici.
non si giungon nemmeno per pregare
e
nella mente greve di ricordi
qualche
Ave biascico, lo sai.
son
sempre più i Requiem che ripeto,
quelli
sai? Non li scordo mai.
8 Aprile 2022-Botricello-II Cl.
Aexequo, X Edizione Premio Merini
Accademia dei Bronzi