G.Pascoli

" ...IO SONO LA LAMPADA CH'ARDE SOAVE! NELL'ORE PIU' SOLE E PIU' TARDE,NELL'OMBRA PIU' MESTA, PIU' GRAVE, PIU' BUONA O FRATELLO!...." G.Pascoli
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martedì 25 maggio 2021

UN LEMBO DI CIELO



Un lembo di cielo

Urla il mare alla finestra
onde rabbiose trascina, le consuma
scioglie la spuma in bianca nebbia
volano gocce, diacce come neve.

Avvolgon cuori stanchi d’aspettare
che torni il sole o che cali il vento
sibilante fuori ma accanto al focolare
non senti altro tepore che la fiamma

spande nella cornice povera di pietra,
volti felici ed occhi attenti
seguono le scintille, salgono, scompaiono
piccole stelle avide d’aria e luce.

Così in questo lembo mio di cielo
sto quaggiù e un po’ anche lassù,
assaporo la dolcezza della sera
la carezza che porta con la sua magia.

Sellia Marina, 8 Gennaio 2020

Menzione D’Onore col titolo di Eccellenza 
Premio letterario di Poesia “Pagine D’Oro”, Cento-Ferrara








domenica 17 settembre 2017

"ATLANTIDE"


Soffuse intravedi le mura di cinta
che l’onda nel fondo confonde.
Chimera o realtà? Non si sa!

Tesori difesi da azzurri ippocampi
che danzano accanto a sirene sinuose
tra l'alghe di smeraldo e il rosso del corallo.

Scomparsa…svanita…inghiottita 
ma l’uomo ti sogna, ti agogna,
 predatore, e vuol riportare alla luce


un tesoro, che il mare geloso custode
ricopre, nasconde, confonde con l'onde.
Ma il raggio dell'alba ti svela…Atlantide...

Mistero e poesia ti anela!

Sellia Marina, 6 Luglio 2013




martedì 15 settembre 2015

LA SINDONE


Scelse per te Giuseppe, il suo più bel lenzuolo
t’avvolse dolcemente e con lacrime
lavò le tue ferite, baciò i fori
che avean trafitto le tue mani, Signore.

Tolse dal tuo capo la corona
a scherno posata sulla fronte
da chi “non sapea quel che facea”.

Il lino s’impregnò della tua forma,
il sangue si rapprese e conservò
nei secoli a venire la memoria:
resterà eterno come eterna è la Tua storia!

Nata in quel dì a Betlemme
l’ira  che si macchiò del sangue d’innocenti
di chi commosso risuscitò l’amico
e di chi moltiplicò il  pane e i pesci,
entrò mansueto a Gerusalemme e fu tradito.

Questo e molto più racconta il Tuo sudario
steso come la croce, rubato, ritrovato
e ormai sdrucito, Signore:
m’inginocchio e lo adoro, mio Creatore!

Sellia Marina, 27 Agosto 2014
( Concorso Letterario "Riflessioni sulla Sindone "Poesia pubblicata dall'Ass. SS. Sindone -Torino  2015)