una voce chiara, cristallina
s'ode tranquilla raccontar d'eroi
cavalieri, dame, gesta d'amore e di furore.
Talvolta si commuove nel ripeter
quegli Inni Sacri e il doloroso esilio
di chi due secoli varcò e non battè ciglio.
Ammirava quel truce Innominato
odiato da ogni gente conosciuta
capace di raccogliere ai suoi piedi
la preghiera di un angelo, pentirsi.
Alzava tono la voce e già la stanza
s'empiva d'una marcia trionfale
che non seguia gli amanti nell'avello
"O terra addio" cantavan, " Pace t'imploro" rispondeva il coro.
Tornava ogni sera la sua voce
inondava la stanza con il lago di Como
poi "dormite adesso, continuerem domani"
e come la Sonnambula nel sonno noi cantavam "Prendi l'anel ti dono"
Sellia Marina, 4 Luglio 2012
(A mio padre, amante del Manzoni e della Musica Lirica)




















