G.Pascoli

" ...IO SONO LA LAMPADA CH'ARDE SOAVE! NELL'ORE PIU' SOLE E PIU' TARDE,NELL'OMBRA PIU' MESTA, PIU' GRAVE, PIU' BUONA O FRATELLO!...." G.Pascoli

mercoledì 15 aprile 2026

I Diritti della persona e l'esercizio delle virtù nelle opere di Hannah Arendt

               
  

L’opera di Caterina Tagliani su Hannah Arendt nasce con l’obiettivo di rendere accessibile il suo pensiero, mostrando la sua attualità non solo in ambito politico, ma anche bioetico. Attraverso un’analisi chiara e approfondita, l’autrice esplora i concetti arendtiani chiave – il totalitarismo, la banalità del male, la libertà – e ne estende la portata al dibattito sulla bioetica contemporanea.

Arendt ha messo in luce i pericoli di un sistema che annulla l’individuo e la sua capacità di giudizio. Tagliani riprende questa prospettiva per analizzare le scelte bioetiche odierne, interrogandosi sul rischio che il progresso scientifico, se guidato da logiche tecnocratiche e prive di etica, possa generare nuove forme di dominio.

Questo libro non è solo un’introduzione al pensiero arendtiano, ma un invito a riflettere sulla responsabilità morale e sulla necessità di difendere la libertà di scelta e il valore della vita nell’epoca della biopolitica.
L’opera di Caterina Tagliani su Hannah Arendt si propone di rendere accessibile il pensiero della filosofa tedesca, mettendone in evidenza la sorprendente attualità nel dibattito contemporaneo, sia politico che bioetico. Attraverso un’analisi rigorosa e chiara, l’autrice approfondisce i concetti arendtiani fondamentali, come il totalitarismo, la libertà, la banalità del male e la necessità della pluralità nello spazio pubblico, estendendone la portata alla riflessione sulle sfide della bioetica odierna.
Arendt, testimone diretta dei totalitarismi del Novecento, ha mostrato come questi sistemi abbiano annullato l’individuo, riducendolo a un mero ingranaggio di una macchina burocratica disumanizzante. La sua analisi della banalità del male ha rivelato come l’obbedienza cieca alle regole, priva di un’autentica riflessione etica, possa trasformare persone comuni in strumenti di potere oppressivo. Tagliani riprende questa prospettiva per esaminare le implicazioni etiche delle scelte scientifiche e tecnologiche contemporanee, interrogandosi sul rischio che il progresso biomedico, se guidato esclusivamente da criteri di efficienza e produttività, possa portare a nuove forme di dominio e controllo sulla vita umana.
La riflessione arendtiana sulla libertà e sulla responsabilità individuale trova un’eco importante nella bioetica, un campo in cui le decisioni sulla vita, sulla morte e sulla dignità dell’essere umano non possono essere lasciate unicamente alla tecnica o alle istituzioni. Tagliani sottolinea come il pensiero di Arendt offra strumenti essenziali per affrontare le grandi questioni bioetiche del nostro tempo: dal transumanesimo alla manipolazione genetica, dall’intelligenza artificiale in medicina alle politiche sanitarie globali. In un mondo in cui le scelte biopolitiche incidono profondamente sulla nostra esistenza, la lezione di Arendt invita a recuperare il valore del pensiero critico e della partecipazione attiva, per evitare che il potere decisionale venga delegato a strutture impersonali prive di umanità.
Questo libro non è solo un’introduzione al pensiero di Arendt, ma un’opera che connette la filosofia politica alla bioetica, stimolando una riflessione necessaria sulle responsabilità etiche che ci attendono nell’era della tecnoscienza. Tagliani ci invita a interrogarci su quale futuro vogliamo costruire, ricordandoci che la libertà e la dignità umana non sono dati scontati, ma conquiste da difendere ogni giorno.
Dott. Aurora Martorana

martedì 7 aprile 2026

SENZA TERRA

Come Asvero

Calpesta terra il cadenzato passo
ed ogni sasso rotola e sbadiglia
fra pietre di torrente e una conchiglia.

Ogni monte fu amico, ogni morena
scivolò più a valle, sospesa nell’attesa
ove posare più sicuro il passo.

Ogni duna a me parve collina,
vicina al cielo, lembo degli eroi,
ogni granel di sabbia mi fu patria

sparsa di rovi e petali ogni calle,
deserta di viandanti ma ogni via
ancor non era mai la terra mia.

Ogni abisso del mare navigai
ascosi mostri fermi come il tempo
che non cancella mai i tuoi ricordi,
nella clessidra  non ti ritrovai…

vagai a lungo ma senza terra restai.

Sellia Marina, 16 Luglio 2017
Rassegna D'Arte e Letteratura- Omaggio alla Città Storica di Cortona
1° Premio Poesia

"Un'avanzata silenziosa che fa rotolare i sassi che, per nulla attenti a quanto capita loro intorno, sono presi persino dalla noia e sbadigliano, non capendo minimamente quanto quel "cadenzato passo" porti con sé dolore segnando un percorso che segue i corsi dei fiumi fino a sfocare al mare. Bella l'immagine della duna che si trasforma in collina, ma non tanto per l'impotenza di attraversarla, piuttosto per raggiungere una beatitudine agognata. Efficace lo smarrimento descritto nel deserto rappresentato dalle vie vuote. Molto dolorosa la chiusa, quasi senza ipotesi di "salvezza" dell'animo che resterà senza l'agognata terra. Componimento molto piaciuto, anche per le scelte lessicali-sintattiche. " Dott. Francesca Costa

venerdì 13 marzo 2026

Abissi siderali

                                            


Dove regna il frastuono più alta è la parola
che si veste di cielo e col pennello 
colora questo infinito azzurro che circonda
oasi gonfie di mistero dove l’acqua
affonda, un pozzo mai sazio
che non disseta, profonda la sete
che morde i tuoi fianchi già stanchi
dove silenzio e mare si confonde
in un abisso siderale e t’avviluppa.
Salir non puoi sen non hai un gradino,
la scala s’è consunta, rosa dal tempo
che ostinato passa, brucia i minuti                                     
dentro l’ossa son rimaste stanche
nutili braccia senza più forze,
segnano il cammino piedi che persuadi
ad avanzare ancora nel flusso
che la mente inesorabile confonde
ti trascina, non hai più vigore
e nell’abisso ove sprofondi
il tempo taciturno scorre
silenzia ogni inutile parola.

 Sellia Marina, 9 Settembre 2024

A mio figlio Corrado colpito da una forma rara di  SLA  

Melicucco-25 Maggio 2025-I^ classificata Fenix Academy

martedì 10 marzo 2026

Prima di Dio

                                         

S’apre un sentiero a te davanti 
che percorri solo,
non v’è alcuno, grigio d’intorno
non vi son alberi né monti
forse pianure attendono più oltre,
neppure strade con fiori o devastati rovi.
Il nulla circonda questo sentiero
non v’è nulla intorno, mistero,
eppur prosegui,
non scorre l’acqua e non splende sole
ed il rumore, quello dei passi
risuonan nella mente
non su quei sassi che cerchi di spostare
inutilmente, vuoto è il presente
landa che s’estende sopra confini ignoti
lo sguardo guarda il nulla
restano vuoti gli occhi
s’empie la mente che tracima
stanze di pensieri immobili
dove nascondere il nulla
ma sconfina, e l’anima trascina
prima di Dio
 Sellia Marina, 25 Marzo 2025  
"La poesia rappresenta un viaggio interiore in un paesa ggio desolato e senza confini. L'assenza di  elementi naturali e di compagnia umana accentua l'isolamento del "tu", costretto a confrontarsi con il vuoto e il mistero. Il semaforo, metafora del percorso esistenziale, si snoda in un ambiente privo di punti di riferimento, dove il tempo sembra sospeso e i rumori risuonano solo nella mente. La ripetyizione del termine "nulla" sottolinea l'angoscia e l'incertezza che precedono l'incontro con il divino, un momento di profonda riflessione e introspezione ".
Grazia Dottore, 
Presidente dell'Associazione Culturale LA VIA DELLE MUSE, Grazia Dottore
Messina, 12 Luglio 2025, Salone delle Bandiere- La via delle  Muse : Premio " U Muzzuni ".

        

 


sabato 7 marzo 2026

" Al-Aqsa "


" Al-Aqsa "

7 Ottobre 2023

Avrei voluto stringerti, consolarti,

rendere l’abbandono meno amaro

le tue ferite asciugare adagio

ma non c’è medicina che ti curi

lenisca i fianchi avvezzi alle frustate

i pochi capelli che nascondi

in ampi foulard dove li avvolgi,

avrei voluto dirti che io soffro

solo al pensiero di saperti offesa

gettata come straccio tra i rifiuti

violata e poi bruciata come tante,

quel sette ottobre decretò la fine

della poca umanità ch’era  rimasta…

nessuna voce in tua difesa,

nessuna lacrima spesa

nessun corteo nell’attesa

vuote le piazze complici…

inneggiano al massacro

 Sellia Marina, 24 Febbraio 2024

 *Operazione Alluvione

domenica 22 febbraio 2026

Profondo Sud

 


Hai ragione Caterina, questo nostro amato Sud, è proprio come l’hai sapientemente e brillantemente descritto tu attraverso una storia straordinaria. Pagine intrise di brandelli di vita che sgranano emozioni profonde, sentimenti marchiati a fuoco e ingiustizie subite che vanno oltre la stessa vendetta. Un libro che resta dentro, che rimescola sentimenti contrastanti e vicende che toccano nel profondo, un libro che non sana le ferite, le appende, come una volta il pane, alle travi in attesa che il vento possa cambiare… l’atmosfera che grava sugli eventi a volte è cruda ma mai priva di forti emozioni, la sintassi è molto curata ed accurata sciolta e penetrante nella narrazione dei fatti. Nulla è a caso in questo piccolo gioiello letterario che splende per originalità, rigore nella narrazione ed esaltazione dei sentimenti. Un libro che una volta letto non si dimentica perché Caterina narra con l’inflessibilità di un giudice ma col cuore di una donna, Caterina non condanna e non assolve lasciando che a farlo sia il lettore!

Francesca Misasi

martedì 17 febbraio 2026

LIBERO E' IL VENTO


                               


Sibila il vento tra le rocce
rose da marosi e da salsedine,
tra mare e cielo come in un dipinto

i colori nell’acqua si rifrangono.
Solleva l’onde il vento dispettoso,
cresta di spuma bianca che s’innalza


per ricadere nuovamente stanca.
Tra le forre dei monti corre il vento,
 s’insinua e indugia sopra i verdi pini,

colpisce i rami, spegne il suo tormento,
spezza ogni foglia e fugge via
dalla valle che lo vuole prigioniero.

E’ forte il vento, ulula, solleva
ogni farfalla che incontra per  la via
ma scherzar vuole e  sul fiore la riposa.
Così nel lento scorrere dei giorni
osservi come  varia la natura
si manifesta, e i tuoi non conti.
I  giorni del passato ormai son morti,                                                         
i dì che verranno son più corti
e il  vento porta a me i suoi ricordi!

lunedì 2 febbraio 2026

Abissi di luce

 

Due poeti. Due abissi. Un’unica, luminosissima epifania. In questo libro doppio e indivisibile, Caterina Tagliani e Mauro Montacchiesi si prendono per mano e ci conducono là dove il dolore personale e il mistero cosmico smettono di essere opposti per diventare lo stesso canto. Caterina, la musa cremasca trapiantata a Sellia Marina, scende nell’intimità della casa svuotata, nel silenzio di una madre che resta sveglia a tutte l’ore, nel mare che inghiotte e restituisce. Le sue liriche sono ferite aperte che, invece di chiudersi, si spalancano sul cielo. Mauro, viandante veneziano dell’anima, si perde nella nebbia lagunare e nel labirinto cosmico, dove Orfeo suona ancora per Euridice, il Minotauro danza con le stelle e l’amore sopravvive alla materia. Le sue poesie sono echi siderali, preghiere laiche, mantra che fanno tremare il vuoto. Abissi verticali ed Esoteryka si intrecciano in un dialogo lirico senza precedenti: la nostalgia diventa estasi, il lutto si trasforma in luce, il silenzio domestico si fa silenzio cosmico. «Dalle ferite aperte di Caterina nasce la mia danza con l’eterno.» Un libro per chi ha conosciuto l’assenza e cerca ancora una voce che la trasformi in presenza. Un libro per chi sa che la vera luce non arriva dal cielo, ma nasce dentro l’abisso quando qualcuno ha il coraggio di guardarlo fino in fondo....https://www.amazon.it/dp/B0G6LVJNCN

venerdì 23 gennaio 2026

Oswiecim

 

Oświęcim

Quante lacrime sono rimaste 

dietro le palpebre chiuse,

sospese tra ciglia  e gote scavate

da lunghi e provati digiuni.

 

Quanti corpi lasciati all’addiaccio

alla candida neve pietosa

che avvolse le colpe dell’uomo.

E quell’uomo non chiese perdono!

 

Quanto fumo salì fra le nubi

ricoprendo uno strato di cielo

e il cielo di  Oświęcim fu nero

nero come la pece, nero come l’inchiostro

 

Di  chi scrisse la storia per noi,

perché resti nella memoria

e non abbia a ripetersi mai

l’orrore che ancor suscita in noi.

Sellia Marina 27 Gennaio 2011             







mercoledì 7 gennaio 2026

Ottanta primavere


 Per il mio ottantesimo genetliaco, mio figlio, Corrado Martorana mi ha scritto queste due poesie, regalo più gradito non avrei potuto ricevere.