G.Pascoli

" ...IO SONO LA LAMPADA CH'ARDE SOAVE! NELL'ORE PIU' SOLE E PIU' TARDE,NELL'OMBRA PIU' MESTA, PIU' GRAVE, PIU' BUONA O FRATELLO!...." G.Pascoli

venerdì 19 aprile 2024

Suoni e colori della sera


                                                 
Sarà che nella sera quando muore
trascina con sé ogni profumo
dispensato al giorno, ogni colore,
il verde e il giallo del trifoglio

una leggera brezza vola
nell’aer sereno e un canto di mestizia
s’ode dei cuori puri

giustizia più non risiede
in quelli degli umani.
S’annida la colomba dentro il nido
il falco le ha spezzato l’ali

tremulo il cipresso scuote i rami
caduti i petali a tutti i tulipani
ogni colore è spento, muore la sera.

Sellia Marina, 18 Aprile 2024





lunedì 15 aprile 2024

I SILENZI DELL'ARTE III- Poesia


Regina che incorona ogni cimento
di chi affida alla parola il sentimento,
la condivide o nascosta resta
fra pagine ingiallite e consumate
da chi a lungo fra le mani le ha tenute.
Libri di testo, tesori ancora ignoti
in bella mostra o dentro gli scaffali
quelli troppo aperti o sempre chiusi,
difficile anche alla più eccelsa memoria
trattener d’ogni volume la sua storia,
in lor vi son tesori di sapienza,  scienza,                                         
storia, atlanti che non son per la fortuna
eredità per un popolo senza memoria.
Ma s’affanna ancora a sera il mio poeta
non vede che Selene s’è affacciata,
guarda Astolfo  in groppa al suo ippogrifo
né ode piover sopra i mirti in fiore,
cavalcar la radura un cavaliere,
è senza macchia e  non ha paura
d’affrontar i suoi  nemici a schiera,
lo guida un angelo che una coppa sacra ha lasciato.
Silenzio cade dove dorme  l’arte!
Virtù antica che l’uomo d’ogni tempo
ha lasciato fra le righe d’un quaderno,
conservato, trascritto, rilegato
in picciol libri o volumi ponderosi
perché ogni verso, sonetto, inno o madrigale
possa dispiegar l’ali e continuare a volare.

Sellia Marina, 6 Dicembre 2016

I SILENZI DELL'ARTE -Pittura


Il silenzio di molte primavere  avvolge ogni forma
coperta di polvere deposta dal tempo
che inesorabile passa, striscia sui volti, sui fianchi,
sugli archi che scudo ancor fanno, li imbianca.
Ogni goccia scava una fossa , le lima,
virtù che ancor lascia una traccia nella piazza,
nelle guglie cesellate di tanti campanili abbandonati.
Monumenti  che l’uomo ha creato,
scolpito in bianco marmo e tenero alabastro
pel decoro di sale ove  ogni tela parla,
ogni dipinto raffigura il passo fatto.                                         
La vita ti racconta nei colori, l’angoscia
che attanaglia e non dà scampo, la fuga,
la paura, campi in fiore di papaveri e girasoli.
L’ardor di Psiche per il suo Cupido parla
del genio che ha scolpito nelle forme
l’amore eterno che ancor  li travolge.
A sera, quando Selene splende e Gea dorme
riprende vita ogni forma, risplende ogni colore
ogni quadro si scioglie e passeggeri
lascian sedili duri di carrozze,                                                
per le strade  e nei saloni van girando
ma Eos avanza adagio e sbarra il passo.
 Sellia Marina, 19 Novembre 2016 

lunedì 8 aprile 2024

Fragilità


Fragilità

La disabilità non è un optional…

 Eri roccia ed or

sei giunco fragile alla riva,

piegato al fiume che lambisce

le tue braccia non più forti,

come amante t’abbraccia, ti trascina

non odi il vento che come onda

t’involve, turbine che a valle

si scioglie come la neve al sole

e le tue membra stanche alfin

trovan ristoro.

Fragile giunco senza più rami

non hai  più foglie d’agitare al vento

le  tue radici ora son molli

sgretola la roccia ove posavi

l’acqua che ti nutriva  scorre lontana ….

 Sellia Marina, 2 Ottobre 2022

ULDMIL, Ottaviano, 16 Marzo 2024- III° Cl. Concorso "Io Esisto"


giovedì 4 aprile 2024

LACRIME DELLA LUNA





Sempre ti cercherò, nei battiti del cuore
di questa terra che ancor langue, muore
per un destino che non ha creato
ed un futuro non previsto mai.

Ti cercherò, fra palpiti di zolle
dove l’aratro ormai non passa più
e l’erba alle radici avvolge
lacrime della luna quando stinge.

Ancor ti cercherò, nella voce del mare
che lamenta, dolore ai remi che più non s’inabissan
nell’onda, il sole ancor l’indora,
l’inonda ma piatta è l’acqua dove è più profonda.

Lassù ti cercherò, fra stelle che si brucian
prima d’esser lucciole nella notte
fiammelle d’una via senza più scia,
lassù mi perderò o troverò

un po’ dell’anima mia.

Sellia Marina, 24 Giugno 2017

Già il titolo rapisce da quanto è "scenico" ... lo si rilegge e non si sa che aspettarsi dai versi. Poi a uno a uno li si legge e l'emozione diventa pura, tangibile e strofa dopo strofa si gode un indecifrabile pienezza di spirito. Non sono un critico d'arte, ma per me, questa è una delle più belle poesie che abbia mai letto! La trovo davvero splendida: emozionante, coinvolgente, bellissima anche nella scelta morfo-sintattica e lessicale! COMPLIMENTI SINCERI ALL'AUTRICE!
Prof. Francesca Costa


sabato 30 marzo 2024

Giochi di carte



Quando scese la sera sopra il mondo

non s’udì altro fragore che di tuono

sconvolto il cielo rovesciò le nubi

nascose il sole, ed era giorno pieno.

 Cavalli scalpitanti sopra i sassi

ruppero i ferri, sanguinavan lenti

gli zoccoli e il terreno bevve il sangue

l’avvolse, come fa l’aratro con le zolle.

 Non angeli a cantare ma ubriachi

di fiele intorno alla tua croce

giochi di carte a chi prima muore

su quell’altura… Il figlio del Creatore!

 Sellia Marina, 13 Maggio 2013

Dipinto di Luciano Perolini Artista di Ombriano-Crema 

 

venerdì 29 marzo 2024

Le radici dell'ulivo


Piangeva il figlio e supplicava "Eli"

e lui non ebbe pena d'ignorarlo

vederlo sanguinare e poi morire
sopra quel Tabor con due ladri accanto.

Non valsero preghiere supplicanti
digiuni nel deserto e tentazioni,
era già tutto scritto nel destino
che il Padre a lui aveva riservato.

Eppure era stato molto buono
aveva camminato e predicato
curando mali, moltiplicando pani
elargiti senza chieder nulla in cambio.

Anche a Lazzaro tolse le sue bende
lo trasse dal sepolcro ov'era messo
ma lui non ebbe aiuti e da se stesso
liberò la pietra ferma sull'ingresso.

Ma in quell'orto fu solo col dolore
gli amici dormivano e non videro
quante lacrime scesero dal viso...
E le radici dell'ulivo se ne intrisero!

 Sellia Marina, 5 Aprile 2012

 


giovedì 28 marzo 2024

PROFUGHE, NOI


Camminammo, arse dal sole ardente
a capo chino, sotto pioggia battente
e vento che ti spoglia mentre infuria,
ti volti appena per veder chi segue
strisciando i piedi, trascinando bimbi
mani adunche abbracciano la sabbia
 che non muta: è sempre la stessa ad ogni duna.

Deserti attraversati, scorpioni appesi ai calzari,
e poi schiacciati, profughe noi, figlie di un Nume
 che spinge ad una spiaggia, forse la salvezza!
Ma piccola è la barca, vasto il mar che la circonda
infuria la tempesta, s’innalza sull’acqua, talor sprofonda
gonfia di gocce,  grida soffocate, lacrime versate,
                                        asciugate da un turbine che ci flagella.

Quale fu la speranza che c’illuse?
Paria noi d’un mondo dove l’uomo
è baratto a chi offre più  monete,
donne vendute come buoi e bimbi
che sempre han le pance vuote…

se sei bella, un marciapiede aspetta le tue grazie
fosse sol quella la sorte che ci aspetta!
Ma camminammo con la speme in cuore
a testa bassa, senza far rumore fino al mare,
sarà madre benigna oppur matrigna
se tra i  profondi abissi ci raccoglie,
e il Fato avrà soddisfatte le sue voglie.

Sellia Marina, 13 settembre 2015
Premio Aspromonte città di Molochio, 9 Settembre 2023- Menzione speciale alla poesia singola inedita. 

martedì 26 marzo 2024

Vuoti Passi



“Tutti vivono e muoiono in tanti modi, ma non è questo che conta. Alla fine ciò che rimane è il deserto. È il deserto quello che vive veramente!”

Karuki Murakami

Vuoti passi  

 Non calpestare l’orma al derelitto!

Errando nel deserto sarà il vento

 a cancellare labile traccia consunta,

da piedi ormai bruciati dalla sabbia.

 

Parla con lei, ascolta il suo patire

tra dune deserte e impervio mare

soste a vuoti pozzi e tra le braccia

 

solo stanchezze e bimbi abbandonati

al pianto della sera che risuona

di sibili striscianti e sol la luna

carezza adagio senza consolare, i fianchi.

 

Ascoltala, mentre cammini accanto a vuoti passi

mentre il deserto si riempie d’ombre

intingi dentro il sole il tuo pennello

di nuove speranze colma le sue impronte,

 

non lasciare che la notte avvolga                                

di lacrime sterili ogni vuoto,

imprimi sulla sabbia un calco nuovo.

Sellia Marina, 23 Aprile 2019 

2021- Anagnia.11 Luglio-Finalista al Concorso Internazionale" Il Dantesco", Accademia Bonifaciana

2024-Ottaviano-Concorso Nazionale "Io Esisto", VI Class. 

mercoledì 20 marzo 2024

PRIMAVERA

E' di nuovo rivestita a verde
ogni campagna, ogni albero e montagna,
timidi fiori s'aprono ed occhieggiano

fra rami ancora quasi rinsecchiti.
Rivestono di bianco il pero e il mandorlo
di rosa il pesco, giallo la mimosa,

s'odono nuove voci anche nell'aria
forse gabbiani o uccelli migratori
tornano a ricercare i vecchi nidi

rotti dal vento e ne fanno nuovi.
Le foglie dell'ulivo son d'argento
e ondeggian piano, lieve come piume,

distese d'aranci, ancor secchi vigneti
attendono un sole che li scaldi...
Bella è la primavera oltre i vetri!

Sellia Marina, 23 Marzo 2012