G.Pascoli

" ...IO SONO LA LAMPADA CH'ARDE SOAVE! NELL'ORE PIU' SOLE E PIU' TARDE,NELL'OMBRA PIU' MESTA, PIU' GRAVE, PIU' BUONA O FRATELLO!...." G.Pascoli

giovedì 11 maggio 2023

Poesia

Poesia

“…solo il bene ha profondità, il male è banale…”

Hannah Arendt

 

Poesia…quanta dolcezza nella parola

 che si veste di sentimento

ogni volta che la penna sfiora un foglio!

 

Talvolta si trasforma in un grido

perché tante sono le mani

che tengon fra le dita, una matita

ma è un grido solo ogni volta

 

che il sospiro di una donna viene soffocato,

ogni volta che una carezza diventa uno schiaffo

ogni volta che una lama, una corda, un’arma

ne uccide le carni, forte s’alza la voce della poesia

 

ogni sorella d’arte le si unisce,

il grido si trasforma in un sol urlo…

un’altra vittima  insanguina il terreno

 

e l’erba della riva è tutta rossa

il tappeto nella stanza è stropicciato

la casa una prigione ove nessun grido giunge.

 

I poeti rivestono di lacrime le tue vesti strappate

coprono il tuo volto con un velo candido

ogni penna è sopra un foglio e scorre

 

Mentre il grido è sempre più forte

dolore che li unisce intorno a te

donna maltrattata, vilipesa, stuprata

per colmare di balsamo ogni tua ferita.

 

Sellia Marina, 16 Novembre 2020


Atripalda-29 Aprile 2023-Premio Speciale San Valentino, Sez. Amore malato-

sabato 18 marzo 2023

Anonimi ed eguali-Numeri


 18 Marzo 2021- Per non dimenticare le vittime del COVID 19- Anonimi ed uguali
“...ciascuno è solo a piangere i suoi cari…”
Son messe in fila, l’una dietro l’altra
come mesti soldati obbedienti
come cipressi davanti a un cimitero
aprono il passo a chi ormai fu ieri-
Non v’è corona che li accompagni
non v’è nessuno a piangere per loro
non grida che risuoni, non un nome
sfilan così, anonimi ed uguali
Il rumor delle ruote è la lor banda
che suona un mesto rito di preghiera
la strada è lunga e loro non lo sanno
che tanti cuori seguono a distanza
mormorano un nome e non sapranno
qual numero vi han dato nell’attesa
poter tornare finalmente a casa
senza un addio, senza un ultimo abbraccio,
Forse laggiù nella corsia
vestiti di bianco come angeli
qualcuno vi ha composti
per mandarvi dritti fra le mani di Dio.
Sellia Marina, 18 Marzo 2021
2 Anniversario delle vittime del Covid 19
Il 18 marzo 2020, una lunga colonna di mezzi militari attraversa il cuore di Bergamo. Trasportavano i feretri delle vittime da Covid

lunedì 6 marzo 2023

IL LENTO FIATO DELL'ONDA




Tace il rumore ove silenzio abbonda ascolta del vento che ti sfiora lento frusciare, guarda delle nuvole passare l’azzurro e il grigio come questo mare letto di miserie e di tesori che ancora nutre una terra immonda . Ascolta il lento fiato dell’onda consumar la riva sempre più corta dove affonda la tua brama d’esser custode d’un isola senz’onda. Messina, 15 Dicembre 2019- Istituto Teologico "San Tommaso D'Aquino" -Prolusione A. A. 2019-2020 Premio Habere Hartem-Poeta dell'anno 2020 E' piena di immagini questa poesia, di silenzi e rumori, di quelle nuvole da guardare che passano come i nostri giorni. Ogni volta che leggo i versi di Caterina Tagliani mi metto in ascolto, osservo con intensità l’azzurro o il grigio di un cielo-mare. Oggi viaggio tra quelle nuvole a cercar aria, perché le miserie umane sono piene di desideri smodati, che questo mondo affondano. Sto su a guardare quell’onda corta che consuma la riva, cercando di dare senso a quell’andare. M’incanto a pensare quanto le onde e il mare come suoni e impulsi di vita, attraversino molti dei versi di questa grande poetessa. Grazie Maria Concetta Giorgi

mercoledì 1 marzo 2023

Lacrime pioveranno

 

                                                      

Non v’è pace nelle case n’è luce nelle chiese

ardono cannoni sull’umanità perduta

scomparsa nei fucili

cammina per strade senza frontiere

la neve cancella le impronte di chi fugge.

Forse giungerà a una riva o forse a un monte

difficile è la notte n’è sai se l’alba

porterà riposo ai piedi sanguinanti.

La luce che li acceca non è sole

son lampi di bombe sulle case

che sbriciolano, cadono e lenta polvere avvolge

l’intorno che si fa acre…

Fermati a rimirare questo scempio

le fosse dove tanti bimbi giacciono

non in tenero sonno perduti

ma concime alla terra saranno

lacrime pioveranno

son padri e madri senza più semente

per questa terra dove l’odio impera

restano scheletri ma sono dei fucili

carcasse d’auto che il nibbio rifugge

frontiere aperte ma fermano la pace

speranza cullata  in tanti cuori

che ancora attendono non fermano

i pensieri, le menti di quanti son rimasti lì

per lor non v’è sudario…

 Sellia Marina, 27 Marzo 2022

Petrizzi-Premio di poesia "Luigi Tucci ":Proloco Petrizzi -Targa di merito 

mercoledì 15 febbraio 2023

D'improvviso


 D’improvviso

 Ti  accorgi d’improvviso

che è solo un pensiero

nato dalla mente,

custode di misteri

cullata dal cuore che sogna

giardini di fiori incantati

calici di tulipani  ricolmi

di molle rugiada

che abbevera l’ape regina

ogni mattina.

Ti accorgi non vale sperare

sulla soglia dell’orto

che nutre mentre latra

 il cane alla porta

per un osso spolpato dal topo

 che giace ormai sazio

pancia al vento ed occhi alle stelle

immobili  del firmamento

una cade e non è d’argento.

Sellia Marina, 7 Novembre 2022


lunedì 6 febbraio 2023

GIORNATA DEL RICORDO-LE FOIBE

  " GIORNATA DEL RICORDO"

PER GLI ALUNNI DELL'ISTITUTO COMPRENSIVO DI SELLIA MARINA.

martedì 31 gennaio 2023

AL LIMITAR DEL NULLA



AL LIMITAR DEL NULLA

Si risveglia e come grande alveare, ronza
un bisbigliar d’anime, sospiri di sollievo
per chi ha finito il turno,
lacrime per chi ha lasciato il tugurio.

Batuffolo di cotone in letto grande
bambola misteriosa, pelle rosa,
occhi di porcellana chiusi sopra i sogni
vigile la mente ascolta ma non dice…

raccogli i petali caduti a noi d’intorno
spargili alfine al limitar del nulla
non aver fretta di andare via,
intanto, altra barella scivola in corsia…


Catanzaro, 3 Febbraio 2020
In ricordo di Pina Montesano

sabato 21 gennaio 2023

SI AVVICINA LA GIORNATA DELLA MEMORIA

PER NON DIMENTICARE...... Quanti anni sono trascorsi...e la memoria non può dimenticare gli orrori generati da povere menti pazze.....Come disse Primo Levi: " senza gli Hob, gli Eichmann, i Goebbels, gli Himmler, anche le belve come Hitler non avrebbero avuto scampo...". Ho visitato Auschwitz, e visitando i vari padiglioni mi sono permessa di scattare alcune foto con le quali ho realizzato un power point prima, convertendolo in un filmato che ho proiettato agli alunni delle classi quinte della scuola primaria e che è visibile anche su you tube. 



venerdì 13 gennaio 2023

NARRA LA LEGGENDA


Narra la leggenda che Uria sia stata fondata dal troiano Antenore che approdò alla foce del fiume dopo essere scampato alla guerra di Troia. Con sé aveva le tre sorelle: Astiochena Medicastena e Attila che eressero alla Dea Pale tre templi  e che nella nuova Palepoli ( Uria, in frigio-adorazioe (1) ) cercarono e certamente riuscirono a ricostruire  i fasti e la grandezza della patria perduta. Questa la leggenda che in molti accreditano citando a conferma Odisseo ma anche Plinio e altri autori della classicità greco-romana.
Per poter realmente ricostruire la storia del territorio oggi facente parte del Comune di Sellia Marina, occorrerebbe ua campagna approfondita di scavi, una campagna rivolta a riportare alla luce tutto quanto il tempo ha sepolto. Notizie certe potrebbero essere ricavate svolgendo accurate ricerche negli Archivi Vaticani alcuni dei quali ancora segreti, in  quelli dei Vescovadi ma anche nelle Biblioteche Nazionali che conservano i libri dell’Ughelli, del Capialbi, del Grano, del Marafioti solo per citarne alcuni, così  come risultano interessanti tutti i testi dei grandi viaggiatori, dei poeti, degli esploratori, degli storici, che, in vario tempo hanno visitato la Calabria  e che hanno contribuito a diffondere l’amore per questa  nostra terra tanto spesso decantata quanto altrettanto spesso denigrata.
Fra i gradi viaggiatori mi ha particolarmente colpito lo Stolberg che  la visitò non con gli occhi di giovane illuso  ma in età già matura (41 anni) e che così la descrive come ”….la regione più vicina delle altre al sole..coperta da  montagne da boschi ombrosi da innumerevoli sorgenti che irrigano campi sui quali il grano e gli alberi brillano del primo verde…”. E poco più avanti aggiunge che questo paradiso copre con i fiori l’ingresso dell’Onnipotente “… nel grembo di questa terra c’è il grande frutto della trasformazione del modo forse anche ormai prossima…….La sua nascita sarà annunciata con violenza dalle doglie della partoriente e queste doglie scuoteranno la terra in attesa da polo a polo..”.
Un sentimento espresso con grande forza da uno studioso, amico di Goethe, ambasciatore della Danimarca e grande estimatore di tutto ciò che può essere definito “cultura”. Ma sono parole forti espresse su una terra ancora martoriata dal terremoto del 1783 e della quale egli non parla mai  in termini negativi: Stolberg osserva e descrive da erudito qual era ( una erudizione che rasenta quasi la pignoleria ) ciò che vede con fedeltà e con passione.
Non furono altrettanto teneri con noi altri viaggiatori o pseudostorici che affermarono che ..”l’Europa finisce a Napoli…..tutto il resto appartiene all’Africa…”, ribadendo costoro che “ Cristo si è fermato ad Eboli”, ignorando quindi che proveniva dalla Palestina…e che l’Apostolo Paolo giunse a Reggio e convertì il popolo alla nuova fede, tanto da nominare vescovo Stefano ( che morì martire dopo aver convertito gran parte della popolazione), come testimonia Giovanni Fiore Da Cropani nella sua “ Della Calabria Illustrata” e che da allora l’Arcivescovo di Reggio in ogni Concilio siede alla destra del Pontefice.
 Io non so se ancora oggi questa antica usanza sia o meno praticata, ma è una testimonianza di come la Calabria e i calabresi, siano stati fra i primi cristiani e certo lasciare a chiunque si affanni a scrivere delle bellezze naturali della nostra Regione di aver trovato un popolo ignorante, inospitale, abbruttito senza tenere conto di quanti e quali calamità naturali ed umane ( epidemie, incursioni di varie popolazioni, terremoti, alluvioni e quant’altro) abbia nei secoli dovuto sopportare, questo non può essere concesso né, se mi è permesso dirlo, perdonato.
Ho accennato prima alla leggenda che si vuole riferita da Omero, e che  i “ si dice…” non portano da nessuna parte, ma testimoni oculari sanno  bene come un tempio alto come due piani di una casa, difesa  da guerrieri con armi e scudi siano stati frettolosamente ricoperti dalla ruspa: ovviamente dopo essere stati spogliati dagli scudi che ora fanno bella mostra di sé in qualche cantina appesi a un muro….e non so se  di giovani olive il tempio  è ora ricoperto o di ancor più giovani aranci….E talvolta il furore del vento e dell’acqua mettono allo scoperto un altro tempio, il suo frontone triangolare…e il terreno incolto è lì: a nessuno serve, neppure le mucche o le pecore arrivano fin la  a  pascolare…e che dire delle tombe in pietra proprio davanti al nostro cimitero ricoperte di piccole piante d’ulivo?
I reperti che sono stati appena portati alla luce attestano come Sellia Marina potrebbe  essere inserita nel circuito  di altri siti di interesse archeologico, acquistando così quella dignità che merita e che contribuirebbe a favorire nuove potenzialità   di sviluppo economico e sociale che accanto a quello turistico estivo creerebbe nuove opportunità di lavoro.
I recenti scavi condotti per la posa del metanodotto che attraversa una parte del  territorio comunale e che si affaccia sullo Ionio  ( tutta Sellia Marina è un grande balcone che si affaccia sul mare), hanno portato alla luce alcuni reperti che, se forse non  di grande importanza, confermano però che effettivamente il Comune possiede, anche se non ufficialmente, un “tesoro nascosto”. Ed è stato ben nascosto dall’ignoranza del popolo che teme l’espropriazione  della terra, dall’incuria dei governanti che non sono stati  capaci di far partecipe la popolazione di una ricchezza che potrebbe dare a Sellia Marina un nuovo e rinnovato splendore.
Per questo penso che nulla cambierà nel volgere di poco tempo, l’amore per la   
propria terra non è evidentemente per tutti, il primo sentimento che deve albergare 
nel cuore di ogni cittadino: l’amore per la “robba” ( Verga docent ) viene prima di 
ogni altra cosa.

E’ stato consultando gli Archivi Parrocchiali che ho deciso di scrivere quel poco 
che mi riuscirà di fare perché in essi c’è tutta la storia delle nostre radici che forse 
sono ancor più importati della storia della Magna Grecia che si perde nella notte 
dei tempi e della quale in molti, come ho già detto prima, hanno scritto e che molti 
altri potranno ancora scrivere consultando i documenti  conservati  nei vari archivi 

sparsi nelle varie biblioteche e di cui ho già scritto.
Per questo solo motivo mi sono chiesta, perché andare alla ricerca dei San Severino, 
dei Centelles, dei De Riso, dei Cortese, dei Ruffo, dei Docimo o dei Perrone quando 
abbiamo la possibilità di far conoscere ai nostri figli, ai nipoti e a quanti verranno 
dopo di noi chi furono e da dove provenivano i nostri antenati?
Perché questa in verità è la storia che più ci interessa: l’origine delle nostre radici

che  certamente nella memoria dei nostri anziani ancora è conservata.

Mio genero mi raccontava che da ricerche effettuate, i Dell’Apa ( almeno quelli del

suo ramo ),provenivano da Serra San Bruno: quanti altri hanno svolto tale ricerca
per scoprire “ da dove vengo io ? E da dove provenivano i miei avi?”. Sarebbe 
questa  una ricerca  interessante da proporre agli alunni delle scuole di Primo e 
Secondo grado spesso impegnati in progetti ormai triti e  ritriti, ma solo di 

gran moda o perché attuali come tematiche.
E’ vero che la conoscenza storica viene prima di ogni cosa, e molto è stato fatto a 
Sellia Marina  a livello di ricerca scolastica:  gli alunni  che frequentavano la scuola elementare una ventina di anni fa, conoscono già, grazie all’impegno di alcune docenti, parte della storia  recente, le vicende ante e  dopo guerra,  le  rivolte dei contadini per l’occupazione  delle terre contro i proprietari terrieri,  così sempre per merito delle stesse docenti,   conoscono la storia dei “rioni” di Sellia Marina, delle “rughe”: tutte portano i nomi  delle famiglie che per prime si stabilirono nel nostro territorio: “Pinelli”, “Pullani”, “Garcei”, Prattello”, “Pagliarelle”, “Frischia” , “Lauri” costituivano  i piccoli feudi delle grandi famiglie di Sellia Superiore, di Albi, di Magisano che, stanche di trasferirsi al mare solo per i periodi estivi decisero alla fine di stabilirsi  definitivamente a Sellia Marina ormai bonificata dalla malaria. 
Solo  documenti recenti   testimoniano la nascita del nostro Comune, delle sue frazioni, teatro di grandi avvenimenti  storici e politici che oggi, svanita la temperie della paura, rivivono nel cuore di quanti hanno vissuto tragedie e splendori testimoniati solo da qualche foto-ricordo.
Con la Legge del 13 Dicembre 1956 N°1439, viene approvato dal Senato della Repubblica, l’istituzione del Comune di Sellia Marina con annesso le frazioni di Uria ( di Magisano), di Calabricata, località Feudo De Seta ( Comune di Albi), della località la Petrizia ( di Soveria Simeri), e delle località Frasso e Rocca ( di Cropani ).
La legge che istituisce il nuovo Comune porta la firma del Presidente Giovanni Gronchi.
 Il nostro Comune quindi, è giovane: il 13 Dicembre compie appena cinquant’anni.. ma la sua storia come abbiamo solo sommariamente accennato, è antica quanto e più dell’antica Trischene che intorno a Uria è sorta e che, nel volgersi delle vicende storiche ed umane di un  popolo flagellato dalle incursioni, dominato da padroni, respinto dalla malaria in luoghi più sicuri, si è perso nei meandri del tempo e la memoria delle sue glorie a poco a poco si è spenta. Chi mai potrà ridarci la storia delle nostre radici? 
I documenti più antichi, conservati con cura dai vari Parroci che celebravano nella 
Marina di Sellia e che erano anche titolari di altre parrocchie, spiega perché i 
registri delle nascite, dei battesimi, delle promesse con conseguente matrimonio, dei 
morti, dei cresimati, portano la data e le firme dei vari curati che celebravano le 
funzioni. 
Il primo libro  del 1876 è stato scritto da Don Guiseppe Biamonte e talvolta
controfirmato da Don Domenico Coppoletta,entrambi curati della Marina di  
SelliaSi tratta di un povero quaderno, che costituisce  una reliquia e che porta in 
calce l’annotazione che in esso si trovano anche fogli volanti dai quali sono stati
ricavati i  dati poi ricopiati.

I nati in quell’anno furono 26 e vanno da pagina 1 a pagina 51, segue l’elenco dei

morti da pagina 52 a pagina 93 ma a pagina 40 troviamo l’elenco dei crisimati con

a fianco il nome del  patrino o della commare”.

Le Cresime  erano state impartite da Monsignor Bernardo De Riso, vescovo di

Catanzaro nel feudo Casalini che mi risulta essere in contrada Uria.

Da pagina 94 a pagina 122  l’elenco degli Sponsali, ossia della promessa di

matrimonio, mentre i matrimoni celebrati sono trascritti dalla pagina 123 alla

pagina 150.
Tutte  queste accurate annotazioni, sono state poi riscritte da Don Tiriolo, curato 

di Simeri e celebrante anche alla Marina nel  libro “ CIVITATE Trium Tabernarum

Simarj  che si apre in questo modo
I. M. G.
  ICH  LIBER   BAPTIZATIORUM,CONFIRMATORUM, MATRIMONIORUM,
DEFUNTORUM, ET  SPONSALIUM  PAROCHIALIS ECCLESIE  SANCTI  IANNINI
TERRE  HUJUS  INFERIORIS  SIBARIS  CONFECUT   EST   A   ME d.
    PHILIPPO   TIRIOLO   PARR.CO   DICTE   ECCLESIE   IN   MENSE
                                      MAJI   CURENTIS   ANNI   1842

E’ stata proprio la pazienza da vero certosino che per  merito suo sono giunti fino a

noi i dati che successivamente altri curati ancora aggiungeranno.

Il registro che porta la sua firma, ha una copertina marrone, sgualcito dal tempo e,

probabilmente dai luoghi nei quali di volta in volta veniva trasportato.

I dati in esso contenuti, provengono da altri poveri quaderni a righe, senza alcuna

copertina, tutti scritti in latino, con l’inchiostro talvolta  sbiadito: questi primi

documenti del 1873, portano la firma di Don Giuseppe Biamonte e di Don

Domenico Fittante, ma vi sono anche le firme di Don Antonio Perri, di Donato

Rosario alternate a quelle di Don Giuseppe Lostumbo che ricorrono successivamente

come data da quelle apposte da Don Tiriolo.

Un particolare che mi sembra importante sottolineare, è che al termine di ciascun anno venivano lasciate alcune righe in bianco per lasciare lo spazio alla vidimazione da parte del Vescovo o del suo delegato.
Questo evidentemente non accadeva di frequente tant’è che troviamo alcune “Visite” firmate e datate posteriormente rispetto all’anno che si andava per così dire a controllare:così per le 27 Cresime effettuate nel 1842, troviamo, sempre in latino, la raccomandazione di Don Vitaliano Provenzano Vescovo, inviato con Don Matteo Franco a impartire il Sacramento nella Colleggiata di Simeri, che porta la data del 19 maggio 1886: “ Sunto atti visitazione firmato da Don Tiriolo con l’ausilio dell’Arciprete Catizone e di Don Michele Capialbi”.
Le raccomandazioni del Vescovo riguardavano la tenuta dei Registri che dovevano essere compilati secondo il Rituale Romano, raccomandazioni  che vengono sempre ripetute anche nelle visite effettuate successivamente e con i successivi Vescovi ai successivi parroci.
Negli anni cui non vi erano nascite o morti o matrimoni, accanto all’anno vi è solo scritto :” NIIHIL “ ( 1874-1891,1892).
Fra le carte sparse, spiccano numerose le richieste di certificati di battesimo in occasione di matrimonio, o  la richiesta dello stesso certificato da parte dei parroci di altri paesi, come risulta da alcune fotocopie che abbiamo accluso.
Un’altra lettera molto commovente è quella indirizzata invece da Don Filippo Tiriolo (che in quel periodo si occupava anche della Marina), nella quale, rivolgendosi al Vescovo con trepidazione, chiede con urgenza la licenza di poter unire in matrimonio una donna di Simeri, all’ottavo mese di gravidanza  ed in pericolo di essere abbandonata.
Per questo motivo Don Tiriolo da tre giorni si trova a Simeri per evitare il pericolo di fuga dello sposo e assicura che appena rientrato in Marina, invierà quanto dovuto alla Curia.
Quanto svolto da Don Tiriolo rimane veramente encomiabile e il nuovo parroco 

della Marina seguirà il suo esempio ma con molta più facilità poiché i Registri 

seguenti sono già prestampati, per cui è sufficiente aggiungere solo i nomi in 

ciascuno dei Registri: i nati ,i battezzati, le promesse, matrimoni, i defunti, i 

cresimati.
In una nota di Don Filippo Tiriolo ( così come successivamente di Don Belluso), viene specificato che alcuni decessi non sono registrati poiché la salma è stata trasferita in luogo diverso dalla Marina, così come frequenti ricorrono le richieste di attestazione di avvenuto battesimo in occasione della celebrazione di nozze o di cresime. In una lettera indirizzata dal vicario generale Arciprete LoIudice a D.Antonio Belluso, e dalla quale non è stato possibile ricavare la data perché manca proprio un angolo del foglio, viene richiesto di unire in matrimonio Orazio e Raffaele Spagnolo con Concettina Ranieri e Letizia Longo trovandosi essi “profughi nella Marina di Sellia”, matrimonio da celebrarsi in casa dopo aver accertato lo stato di grazia dei richiedenti e di non dimenticare di registrare il Sacramento nel registro parrocchiale. Nella lettera si sottolinea l’urgenza del matrimonio dei due fratelli che appartengono a due diverse parrocchie di Catanzaro che però non vengono nominate. Dello stesso tenore è una lettera di Don Giuseppe Rosi Arciprete di Sellia Superiore per il matrimonio di due persone, nella quale si sottolinea che l’unico impedimento è la consanguineità ma che ai fini ecclesiastici i Sacramenti richiesti sono stati impartiti. La lettera è datata 28 dicembre 1904.
Nel periodo che va dal 1884 al 1889 il Vescovo di Catanzaro  che firma, di tempo 
in tempo, gli archivi parrocchiali, è Monsignor Bernardo Maria dei Marchesi De 

Riso, spesso affiancato nelle visite compiute probabilmente in occasione delle 

Cresime, dal canonico Aloisio D’Elia, da Don Vitaliano Provenzano da Don Matteo 

Franco, da Don Francesco Fratto, da Don Felice De Maria, tutti “Confirmatari”: 

Vicario del Vescovo è Don Peronacci.
Commovente è invece l’accettazione della parrocchia da parte di Don Belluso che 
così scrive:
                                                         I. M.  I. 
“ Ad majorem Dei Gloriam
Incomincia ad aver vita il presente libro da 18 gennaio 1889.
In tal ‘epoca mi ebbi il mandato di Sua Eccellenza D.Bernardo Maria Dei Marchesi
De Riso, Vescovo di Catanzaro ( che Dio lo conservi per sempre, insieme alla sua
famiglia, di reggere come Curato, la veneranda Chiesa, sotto il dato:SS.mi Rosarii Beata Mariae Virginij.
Trepidante,perché poco istruito ho ubbidito al suddetto mandato.
Dato a Sellia Marina il di 20 Gennaio 1889
  Il Curato
Antonio Sal. Belluso di  Bianco
                                                                                           Da Simbario 
I Registri della neonata Parrocchia  della Marina, sono stati da Don Antonio Belluso, tenuti con grande ordine: intanto essi sono, come si è detto, già prestampati, per cui è sufficiente scrivere i nomi e le date dei vari Sacramenti amministrati: un Registro per ogni Sacramento impartito.
 Il primo battesimo avviene il 25 gennaio 1889, il nome dato al bambino è Nicola, figlio di Domenico Corea e di Rosaria Biamonte, padrino Giovanni Fratto, madrina Maria Fittante.
Nel 1889 vengono battezzati 20 bambini, nel 1890, 25; nel 1891, 56, uno dei quali muore subito dopo aver ricevuto il S. Sacramento. Ma mentre all’inizio i Registri partivano ogni anno dal numero uno, dal 1892 in poi, Don Belluso continua seguendo il numero dei già nati, ossia dal numero 57, quanti erano i nati negli anni compresi tra il 1889 e il 1892 fino a quel momento registrati. Lo stesso criterio viene  seguito anche nella compilazione degli altri Registri, Promesse, Matrimoni, Morti, Cresime. Un altro merito di Don Belluso è stato quello di trascrivere  i dati già compilati da Don Tiriolo, almeno quelle parti che risultavano più deteriorate, facilitato in questo dal fatto che i nuovi Registri contenevano una  specie di rubrica alfabetica, o all’inizio,da lui stesso incollata, o alla fine.
I Registri parrocchiali risultano in ordine dal 1892 in poi, fino all’arrivo di Don Antonio Garcea nel 1946 che, ancor prima della successione a Belluso, coadiuvava già nelle Sacre Funzioni l’anziano parroco ammalato  e che svolgerà per 46 anni il servizio sacerdotale in Sellia Marina.
 Potrei solo aggiungere che la Chiesa del SS.Rosario è stata costruita nel !752 e più volte ristrutturata, che il costo delle campane è stato di Lire 400.000, ma questa è un’altra storia e un’altra ricerca che le mie poche competenze in materia non mi permettono di svolgere.
I REGISTRI  scritti Don Antonio Belluso vanno nel seguente ordine:
Battezzati dal  1889 al 1894: il primo a ricevere il S. Sacramento è Nicola Corea, figlio di Domenico e di Rosaria Biamonte; Padrino Giovanni Fratto, Madrina Maria Fittante.
 Nello stesso Registro sono segnati i Matrimoni dal 1889 al 1899 e inizia con Giuseppe Pucci e Caterina Fotino: testimoni, Giuseppe Dell’Apa e Nicola Vinci.
Segue, sempre sullo stesso Registro, la registrazione dei morti dal 1889 al 1899, il primo dei quali è Salvatore Corea di Nicola e di Angela Durante “..all’età di anni uno e giorni dieci”.( Dal 1889 al 1889, sono deceduti 139 abitanti della Marina, molti dei quali tumulati altrove).
L’ elenco dei Cresimati da Mons. De Riso è di 75, con accanto il nome dei padrini.
Il secondo Libro de Battezzati parte invece dal 1902 con l’avvertenza che avendo trovato molti fogli volanti dai suoi predecessori, cercherà di compilare un’anagrafe accurata di tutti i nati della Marina, cosa che successivamente compirà Don Antonio Garcea.
Dal 1902 al 1915 i battezzati sono 406 anche se il registro è stato vidimato  nel 1949 e si chiude con queste parole. “ VIDIMUS ET APPROBAVIMUT CUM LAUDE IN ACTU S. VISITATIONIS DIE 19/6/1949- IOANNES FIORENTINUM  Archiepiscopus  CATHANZARII.
Il Registro delle Cresime  del 1908, comprende 350 impartizioni effettuate da Dom.no Pietro Di Maria Episcopo Cathacen  nella chiesa di Sellia Marina.
Un altro libro dei battezzati va dal 1923 al 1953 ed è stato ricopiato  da Don Antonio Garcea , pur portando le firme di Don Belluso fino al 1927. 
I Registri dei battezzati sono molteplici e vanno dal 1895 al 2006; tenendo presente che fino al 1946 è ancora Don Belluso a firmare mentre la controfirma è di Don Antonio Garcea e che dal 2000 tutti gli atti sono firmati dall’attuale Parroco, Don Luigi Corapi.
Mi è anche sembrato eccessivo il numero delle Cresime impartite dall’Arcivescovo Fiorentini il 21 Maggio del 1932: 233 Cresime in un  solo giorno mi sembrano eccessive a meno che non abbia aggiunto nel suo registro anche quelle effettuate il 7 Giugno del 1942,  a differenza di altri Registri dai quali si ricava anno per anno il numero delle persone o delle Cerimonie effettuate.
Ci si potrebbe perdere in una elencazione infinita, ma penso che a nessuno interessi se la prima a ricevere la Cresima nel 1932 sia stata Teresa Garcea o se la Prima Comunione nel 1893 l’abbia ricevuta Giuseppina Amelio, né che il Registro  dei morti  del 1973 inizia con il decesso di Torchia Mariangela di anni 83.
E’ comunque interessante notare le variazioni che man mano vengono introdotte, infatti, mentre i morti dal 1973 al 1987, che risultano essere 445, seguono la numerazione anche negli anni successivi, dal 1988 si ricomincia con la numerazione da uno per ciascun anno.
Infatti, nel 1973 i morti sono 30, nel 1974- 23, nel 1975- 28 e così via. Tuttavia, per facilitare la ricerca dei dati, forse anche ai soli fini di legge, all’inizio o al termine di ogni Registro vi è una rubrica dei nomi in ordine alfabetico che riporta il numero e la pagina nel quale il defunto è registrato.
Comunque, dal 1992 in poi, il IV libro parte sempre ogni anno dal numero 1.
I primi battezzati del neonato Comune di Sellia Marina in data 6 Gennaio 1956, sono stati tre: Anna Biamonte, Giovanna Esposito e Saverio Burgello. 

SELLIA MARINA
Il paese in cui vivo
È un balcone dipinto di verde
Dove il sole splende improvviso
All’alba, quando il sole sorge.
E’ un balcone dove rovi tra spine
Si alternano a oleandri giganti,
Dove anche gli ulivi e gli aranci
Han sapori che altrove non v’è.
E’ un paese che all’alba risuona
Di rumori, di voci, risate:
Sono i bimbi che vanno alla scuola
Dalle mamme orgogliose affidati.
E’ un paese che piange i suoi morti
Che sorride ad ogni sua festa,
Che battezza i suoi figli e non scorda
La domenica andare alla Messa.
E’ un balcone di rose e gerani,
Gelsomini, sterlizie, magnolie,
 È Sellia il paese in cui tanti
 Han deciso lasciare le spoglie.
 Sellia Marina, in occasione del cinquantenario della fondazione del Comune ,   7 Dicembre 2006 , Pubblicata in "Vorrei..."" da Aletti ditore 2010.
La storia di Sellia Marina è tutta nei documenti che, con grande pazienza e precisione, i curati e i parroci che nei vari periodi si sono occupati delle anime di Sellia Marina, hanno permesso che  giungessero fino a noi.
Non nascondo che è possibile compiere una indagine più accurata dei documenti, risalendo, attraverso gli Archivi del Vescovado, ai nomi, e quindi alle date precise in cui i vari sacerdoti hanno operato.
Questo implicherebbe tutta un’altra ricerca che allo stato attuale non mi è possibile svolgere poiché il tempo a disposizione è troppo poco,ma non mi dispiacerebbe  ricominciare da dove ho iniziato, ma questa volta in modo molto più accurato.
Neppure questo appena iniziato sarebbe  stato possibile se il  nuovo Parroco, Don Luigi Corapi e il suo vice, Don Carlo Davoli, non mi avessero dato l’opportunità di accedere  ai documenti dell’Archivio Parrocchiale, e al povero e smunto album di fotografie di Don Antonio.
 Quanto ho potuto documentare, mi è stato fornito dalla parrocchia e da amici che hanno condiviso con me il piacere della ricerca, accompagnandomi a visitare i luoghi che meglio rappresentano la nostra comunità.
 Così come devo ringraziare quanti mi hanno permesso di rilevare allo scanner, le vecchie foto dei loro cari, di scattare fotografie nelle loro case, a testimonianza di quanto resta ancora nel tempo,la cura e l’amore per le cose antiche,oggi di gran moda: vecchie cassapanche che contenevano il corredo delle spose, ma anche vecchi attrezzi da lavoro oggi dimenticati o abbandonati perché le povere mani hanno lavorato abbastanza e oggi non sono più in grado  di tenere gli  strumenti troppo pesanti, altri macchinari sofisticati li hanno sostituiti. 
Mi piace concludere con le parole di Francesco Grano tratte dal “ De Situ Calabriae”: “…Infine, nessuna parte del mondo, né i Brattiani né gli Indiani,potrebbero gareggiare con te in lodi o in meriti, o nobile Calabria. Ed essa ha colli di puro cielo aprichi per vegetazione, dolci declivi, campi fecondi di sementi, tante varie selve, tante ombre di opachi monti, tanti prosperi boschi di Bacco e campi di Pallade, tanti vari porti conducono ogni giorno utilità di merci, tanti mantelli di pecore, ed armenti e greggi….”
E in merito alla popolazione, il Barrio così scrive: “ I Calabresi, fuor d’invidia, sono naturalmente generosi e ospitali, pieni di religione e pietà verso Dio e i celesti, tanto da non parere diversi dagli Arcadi, che si stanziarono in Calabria, e dagli Ateniesi che vi edificarono molte città, o dedussero colonie, e dai Romani che vi portarono molte colonie latine, hanno vita inoltre, ingegni fervidi, sia che vi cerchino capacità di governo dello Stato, o arti liberali e diritto, sia valore e audacia.”
Questo è il mio Omaggio a Sellia Marina che dal 1983 è diventato il mio paese.
Un paese che merita   e che prepara io spero, un futuro migliore ai Futuri cittadini.
A  loro io  dedico questa mia ricerca augurandomi  di non aver annoiato né offeso alcuno.
 Caterina  Tagliani Martorana
Sellia Marina, 3 Novembre 2006

Pubblicata sulla Rivista Santa Maria del Bosco il 21 Aprile 2018- Attualmente 1450 letture.