G.Pascoli

" ...IO SONO LA LAMPADA CH'ARDE SOAVE! NELL'ORE PIU' SOLE E PIU' TARDE,NELL'OMBRA PIU' MESTA, PIU' GRAVE, PIU' BUONA O FRATELLO!...." G.Pascoli

giovedì 10 gennaio 2019

OMAGGIO A DE ANDRE'



Tutti abbiam cantato le canzoni 
che hai scritto con grande maestria.
eran d'amore, di protesta, di dolore,
son diventate storia, poesia.

Nei bar, nelle piazze ove sei stato
senza mai risparmiare la tua voce
tanta gente acclamava e ti seguiva
e all'alba, come il Suonatore andavi via.

In tanti han cercato d'imitare
la tua voce così particolare
che le corde del cuor, come chitarra
fra le tue dita, sapean far vibrare


Chi non cercò cantar Bocca di Rosa?
O di Marinella alfin la storia vera?
Per non parlar di quelle che in dialetto
a Genova hai dedicato, con affetto.


E la guerra di Piero? Una protesta
contro chi abbraccia il fucile e non lo sa
se sparare per primo e poi cadere
in un campo di grano per morire.

Tutte le abbiamo apprese, ricantate
e qualche volta forse anche assopiti
proprio come fece il Pescatore
"all'ombra dell'ultimo sole".


Sellia Marina, 9 Maggio 2012
( Da "L'Ultimo Fiore")



lunedì 7 gennaio 2019

UN TEMPO ANTICO


                            

Immerso fra  ulivi secolari
carchi di frutti verdi  di smeraldo
s’ergono rovine, resti dei romani
maestose ancora, templi antichi
che il tempo ha corroso lungo gli anni.
Secoli son trascorsi e mani nuovi
cercan di ricucire e rivestire
dove si può, archi immensi, brevi feritoie
use più all’armi che a spiare fuori.
Ampio lo squarcio ch’è prodotto
poco è rimasto, ora è tutto nudo
ma un tempo antico dentro quelle mura
cavalli e cavalieri,  giovini donne
scendevano scaloni ricoperti
di statue sacre con splendenti lame.
Bianche come alabastro le lor toghe
che il tempo ha conservato, ci ha donato
d’immensità bellezze a ricordarci
la storia che non puoi mai cancellare
da questa terra dove varie genti
han calpestato il suolo e dominato
con armi o con saggezza,  conquistato
da un mare all’altro,  ed han lasciato
rovine di memorie ancor sepolte,
altre, in un museo raccolte come spoglie
ma al cielo le ferite ancora mostri.
Il viaggiator mai stanco d’ammirare, ascolta
 fra i resti delle mura e  ulivi secolari
un’orchestra suonar vecchie armonie,
passi di danza, voci che declaman le tue gesta
ed al tuo Parco Scolacium, s’arresta.

 Sellia Marina, 30 Agosto 2015



domenica 16 dicembre 2018

" IL CAVATORE "



“IL CAVATORE”
 sol chi non lascia eredità d’affetti…”

I campi che hanno arato, germinato pane
per lungo tempo, or giacciono abbandonati
all’incuria dell’uomo e alle pazzie del tempo.

Ulivi or secolari avean piantato, curato,
ogni ferita aperta medicata, raccolto
l’oliva spersa fra l’erba, inginocchiati
come per preghiera, a ringraziare.

Boschi di gelsi accudito, perché non mancasse cibo
al  filugello che ricca e prestigiosa rendea la terra
verde smeraldina, rorida di rugiada, come seta lucida,
diploma di Re appeso dove nessuno guarda

resta a ricordo di tanto inutile sfarzo.
Ma il bene più prezioso è ancora qui
sepolto in miniere ormai in disuso
altre, a cielo aperto mai scavate da mani operose 

ma da avidi incursori che man bassa han fatto
dei tesori, portati altrove, lavorato con perizia
oro e argento, mercurio, rame ed il rosso cinabro…
Ora solo un monumento dove l’uomo

ancora è in cerca del  tesoro ch’è sepolto,
alzata è la picozza ma  piegata è la forza
mentre l’acqua che scorre leviga ogni pietra
ed il sepolcro lava dell’uomo ogni colpa.

Sellia Marina, 12 Novembre 2017
Dipinto di Caterina Rizzo
Premio di partecipazione al Concorso " Nessuno è perfetto ", Catanzaro, 18 Ottobre 2019

martedì 11 dicembre 2018

BRILLA UNA STELLA IN CIELO


Nell’umile presepe inginocchiato
veglia il figlio di Dio appena nato
portano  doni e pregan pastorelli.

Lui pensa alla paglia, avvicina il bue
che scaldi quell’infante ancora ignudo
e trema, che il mantello della madre
non basta per scacciare tanto gelo.

Brilla una stella in cielo!

E pensa già una casa piccolina
vede una pialla sul bancon lucente
che darà pane al bimbo mentre cresce
E sarà padre di Dio venuto al mondo!

Sellia Marina, 19 Marzo 2013



lunedì 10 dicembre 2018

L'ALBERO DI NATALE

S'apprestan giorni lieti e nell'attesa
odi le campane risuonare
sotto questa volta inargentata
di luci accese, come in una chiesa.
Attendi quel bambino che al presepe
ultimo posi, perché non è nato,
un coro d’angeli annuncerà il mistero
del figlio di Dio che s’è incarnato.

L’albero di Natale che risplende
alterna le sue luci ed ai suoi piedi
staran nascosti i doni sospirati
sotto tanti fili inargentati.

Splende la stella e illumina la via
al povero viandante che smarrito
cerca riposo ed alfin s’acquieta,
a una capanna troverà ristoro!.

Sellia Marina, 14 Dicembre 2011

venerdì 7 dicembre 2018

NATALE ARRIVA




Natale arriva con le stelle accese,
salgono dai comignoli col fumo
e si disperdono entro il ciel turchino.

La volta ch’è indorata ormai risplende,
profumo di castagne si diffonde
riscaldan mani a chi il freddo ha spente.

Quanta miseria ed opulenza insieme
su questa terra acida che accoglie
vizi e virtù di buona e di vil gente

Natale arriva e porta un’altra sorte.
Un bimbo nato in una grotta oscura
irradia luce e infonde ancor speranza

 a questo mondo che non ha più cuore,
gravido è ancor di antiche sventure
ricco di nuove povertà e di squallore.

Natale arriva, riporterà  calore
fra quelle stanze ove il dolore geme,
tra mura e sbarre ove l’acqua gronda,

un sorriso a ognun quando la stella
sferzerà con la sua coda il cielo
sarà ancora Natale d’armonia, in ogni via.


Sellia Marina, 20 Dicembre, 2012

lunedì 3 dicembre 2018

DIO BAMBINO


L’albero illumina il presepe,
le luci fanno strada a quei pastori
che portan fra le braccia degli agnelli

e giungeranno fino a una capanna
coperta dalla neve e dalla paglia,
così celata che ancora niun l’ha scorta.

Dal cielo una miriade di stelle
circonda una cometa scintillante
che solca quella volta che d’incanto
s’accende ove posa un picciol Santo.
Estrema povertà per Dio bambino…
Un umile asinello ed un bove

riscaldano col loro caldo fiato
una capanna dove non c’è fuoco.
Una musica risuona e si diffonde,

sono gli angeli giunti ad annunciare
ch’è nato un bimbo, povero anche lui
piange a gran voce ed ha poche fasce…

Sellia Marina, 15 Dicembre 2011
Pubblicata sulla Rivista Santa Maria Del Bosco il 7 Dicembre 2016

sabato 27 ottobre 2018

QUEST'AURORA


 
Accenti di sole lampeggian
nell’alba veloce che avanza
e sul mare, distese fra l’onde,
miserie si cullan ... vanno a fondo.

Così quest’Aurora ch’è sorta
primiera di dolci speranze
ancora il mio cuore conforta...
riporta la luce ove è nero,

sconfigge ogni nube che avanza.
Resistere l’alba non può, s’inchina
foriera ogni dì più splendente
a chi la precede  e l’innalza.

Sellia Marina, 27 Ottobre 2012
( A mia figlia per il suo compleanno )

sabato 20 ottobre 2018

GENOVA, 14 AGOSTO 2018



S’alzò lieve come filo di fumo la polvere
che scese, ingrossò, oscurò il cielo
che si fece sera, ma senza stelle
perché un  rumor profondo, cupo di rovine

s’alzò, avanzò tra le case, rovinò
sempre più basso quando ogni laccio
abbandonò, penzolò nudo e sopra
ogni viandante che passava frantumò lento,

si sciolse, gelato che fondeva al sole
ormai nascosto, piedi veloci per sfuggire
ogni trave, ogni calcinaccio che colpisce

ed ogni grido è inutile, correre via lontano
è già difficile, il pericolo incombe e se lo guardi
l’orrore attanaglia, chiude la gola e non v’è parola
che pronunciar si possa mentre il ponte crolla

scava la sua fossa

 Sellia Marina, 14 Settembre 2018

domenica 16 settembre 2018

OCEANI DA SALPARE













Madre che nell’inverno il tuo mantello
stendi, e per scaldarci qualche nembo grigio
avvolgi, lo dipani tra  fili di zefiro che intrecci
fra rami nudi e dai lor le mani, 

Ghirlande d’oro intrecci, nidi che ripari
in cespugli odorosi, screziati tulipani,
ronzio di api vogliose,
al petalo avvinte come spose.

Madre! Quanto cammino per cambiare
la bruna zolla in pane da sfamare,
frenare del monte l’irruenza
perché il ruscello possa andare a valle

lambire ogni radice e dissetare
l’agnello che s’affaccia alla sua sponda,
incontra il mare ed ogni sua onda
che il vento innalza e poi riposa, gonfia.

Madre! Ogni rete, ogni amo empi del pescator
quando ritorna, ogni corallo dentro i tuoi fondali
risplendono al lume della luna…
piangi i vascelli che hai lasciato andare

verso oceani…tutti da salpare.

Sellia Marina, 8 Marzo 2018-
Menzione d'Onore- Accademia internazionale Il Convivio,  Premio “Poesia, Prosa e Arti figurative” e del premio teatrale “Angelo Musco” Il Convivio 2018.