G.Pascoli

" ...IO SONO LA LAMPADA CH'ARDE SOAVE! NELL'ORE PIU' SOLE E PIU' TARDE,NELL'OMBRA PIU' MESTA, PIU' GRAVE, PIU' BUONA O FRATELLO!...." G.Pascoli

martedì 19 luglio 2016

SERA DI LUGLIO



Stavan in molti  sereni, esultanti, ignari
a passeggiare,  tra la riva e il mare  
esplose la furia all’improvviso, grida d’aiuto,
e cadde ogni maceria di  civiltà:

verrà sepolta con l’ umanità
tra  lacrime  salate e cippi di memoria
che non cancella tanta malvagità.

Labile fede, larvato moralismo
accompagna ora questa folla inerme
ad un patibolo: è ghigliottina per le teste
ch’eran alzate al cielo ad ammirare

lo splendor di fuochi multicolori,
non videro il pericolo arrivare
ornato di bandiere, parea anch’esso giunto

a festeggiare la vittoria
ma era tardi ormai: 
luglio di libertà non fu mai
e neppur ora  fu  gloria.

Ferrara, 16 Luglio 2016
(  Nizza, 86 vittime  )



domenica 17 luglio 2016

ANGELO SILENZIOSO



Come nel cielo immenso
nuvole bianche a schiera
corrono con il vento,


e sopra il mare tepido
la spuma delle onde
alla riva poi s’infrange,

io sento che invisibile
un angelo mi segue,
le ali sempre aperte,

        protese innanzi ai miei passi.   
  Ogni sasso rimuove
talvolta mi precede.


Anche se non lo vedo
lo so che m’è accanto,
angelo silenzioso


  perché ad ogni fremito
    delle sue ali bianche
l’aria intorno si tace.

 M’accarezza le guance!
Sellia Marina, 9 Maggio 2011

Così, in un messaggio per la festa della mamma, mi ha definito mia figlia Aurora. Ma credo che si sia sbagliata...lei è il mio angelo, il mio orgoglio...tutto

venerdì 15 luglio 2016

IN UNA CONCA



Sognavo  l’Oriente dei Re Magi,
un luogo silenzioso dove a sera
nella sua volta immensa, quasi eterea
parlasse solo amore o la preghiera.

Vedevo fra le dune ondeggiare
rami di palme verdi accanto ad oasi,
sentivo quasi gorgogliare l’acqua

in una conca come fan le mani,
il vento lieve carezzar la sabbia
frescura al viaggiator per la calura.

Ma non giunsero Magi con i doni,
il capo avvolto in mantelli oscuri
han costretto altri a inginocchiarsi:
caddero lame su vittime innocenti

da barbari carnefici esultanti
nel nome d’un  signore sconosciuto
urlato con forza e per la gloria...

non sanno che Dio è Misericordia?


Sellia Marina, 8 Luglio 2016

lunedì 11 luglio 2016

LA VITA CORRE SUI BINARI


Va' passeggero che la strada è lunga
corre lungo binari all'infinito
nè sai quale sarà la tua fermata
nè a qual stazione un altro scenderà.

Lucenti al sole quando il sole abbaglia
costeggiano le valli e la marina
sfreccian veloci tra dirupi e monti
svaniscon dentro  un'altra galleria.

Passano nubi oltre i finestrini,
macchie di fiori, qualche ala sbatte...
Se guardi vedi scorrere i binari
 che sembrano adagiati sopra un letto

di sassi e di bulloni troppo antichi.
Non temono l'ostacolo improvviso
son fermi lì... nessuno li rimuove.
Il treno passa e non può andare altrove!
Sellia Marina, 25 Aprile 2012



lunedì 4 luglio 2016

LA CASA DELLA POESIA



Su ripiani ordinati, in bella mostra
sfiora la mano, accarezza i volumi
che racchiudono epoche di storia.

Vi sono libri che non scordi mai
la polvere del tempo non cancella
Cuore, né del divin poeta la Commedia

 nè i Trionfi o la storia chiusa
in grandi molteplici volumi,
quell’Infinito che ancor oggi incanta

la Cavallina che nitrisce e senti
nel silenzio quando.. Ed è subito sera,
tornare alle fonti del Clitumno

abbeverarsi alla foce dell’Arno
per risciacquare i panni
rendere puliti i versi che disponi

come le storie chiuse dentro i libri,
vite di santi, poeti e di briganti.
E’ nei poeti fresca la memoria
le gesta, i cavalieri e la lor storia

che si perpetua in canti, odi od inni
in versi senza metro né misura
rinnovan l’ardore  che dalla mente
al rigo si rivolge, perché

“La casa della poesia non ha mai porte”


Sellia Marina, 17 Maggio 2013
Volevo chiudere con questa poesia il mio blog oramai troppo..pesante da caricare, ma le visite degli amici mi fanno desistere  da questo proposito e allora...continuerò a pubblicare....( Premiata al VII Concorso Chiaramonte Gulfi e pubblicata nell'omonima Antologia- 2015 ) .

DI TE M'INNAMORAI


Di te m’innamorai sin da bambina,
sentii cantare le gloriose gesta
d’uomini pien di gloria o fantasia.

Una dolcezza infondi che disvela
amori dolorosi oppur felici,
voli d’uccelli, di cipressi a schiera

e corse di cavalli nella notte,
forse  Bucefalo dorme, ma quella storna
 nella sua stalla ancora si lamenta…


E giuramenti, trecce sopra il petto,
frammenti di vetro sopra  muri
sui quali lentamente inerpicarsi.

Di fiori e monti, fiumi, oceani profondi
e navi nell’abisso rivoltate
da un Nettuno offeso inutilmente.

Sere incantate ed infinito spazio…
tutto conosci e tutto già è descritto.
Con te le ore scorrono veloci,

 di te sono ancora innamorata
e sempre torno a te come a mia face.
Aggiungi a quelle d’altri la mia voce!

Sellia Marina,18 Agosto 2011

giovedì 30 giugno 2016

GERMOGLI DI GRANO



Guarda nell’alma tua prigioniera
di sogni e di speranze ormai deluse
e vedi s’è rimasto un po’ d’amore
da almen donare a chi ha chiuso il cuore.

Vieni da me, non conteremo l’ore
tante cose son rimaste ancor da dire
quelle parole che son li sospese...
resta, non è ancor tempo di partire.


Accenderemo ancora qualche lume
rischiarerà la strada del viandante
campi di grano folti e senza falce
raccoglieremo spighe a braccia aperte.

Ci darà pane, lo daremo a quanti
non han più denti nè le pance piene,
non han futuro, la vita a lor non appartiene...
Vieni, potremo offrirgli qualche seme

germoglierà e l’alma tua libera sarà.

Sellia Marina, 10 Ottobre 2012



mercoledì 29 giugno 2016

OPERE



Quando si tace a sera ogni rumore
una voce chiara, cristallina
s'ode tranquilla raccontar d'eroi
cavalieri, dame, gesta d'amore e di furore.

Talvolta si commuove nel ripeter
quegli Inni Sacri e il doloroso esilio
di chi due secoli varcò e non battè ciglio.

Ammirava quel truce Innominato
odiato da ogni gente conosciuta
capace di raccogliere ai suoi piedi
la preghiera di un angelo, pentirsi.

Alzava tono la voce e già la stanza
s'empiva d'una marcia trionfale
che non seguia gli amanti nell'avello
"O terra addio" cantavan, " Pace t'imploro"  rispondeva il coro.

 Tornava ogni sera la sua voce
  inondava la stanza con il lago di Como
poi "dormite adesso, continuerem domani"
e come la Sonnambula nel sonno noi cantavam "Prendi l'anel ti dono"






Sellia Marina, 4 Luglio 2012
(A mio padre, amante del Manzoni e della Musica Lirica)