domenica 18 febbraio 2018

43° ANNIVERSARIO



Lo so! Tu non vuoi che i ricordi
felici che porto nel cuore,
diventino solo rimpianti
dei giorni che più non verranno.

Quanti anni insieme vissuti
Di gioie e  dolori,
 normale, come per tutti.
 Ma tu eri speciale!

Che mi vale guardare il tuo viso
da una bianca pietra di marmo?
Io ti penso e ricordo il sorriso
sornione e la voce tua grave.

Ed aspetto! Verrai a cercarmi
e abbracciandomi forte
un’ ultima  volta, mi stringerai
per non farmi cadere, per non farmi male.

Lo sai, non so ancora volare!.
                                   
Dalla tua immarcescibile Katia
Sellia Marina 4 Settembre 2008
Nel 43° anniversario delle nostre nozze
Da "Vorrei..." Aletti Editore 2010

martedì 13 febbraio 2018

UN'ALBA CHIARA


 Lieve il piede sfiora l'erba verde
il sole il viso indora,  lo risplende
come acqua azzurra sotto il sol cocente.

Lo sguardo giunge fino all'orizzonte
dove il cielo con l'acqua si confonde
e un'alba chiara, nuova,  sopraggiunge.

Io m'incammino e tu mi stai di fronte
mentre l’onda s’increspa e si diffonde
l’odor salmastro che lontano giunge
 da me ti porta, amato, alle mie sponde

ove invano chiamo…eco risponde!
Il murmure dell’acqua che si frange
lungo la riva, porta una conchiglia
il suon della tua voce che s’imbriglia

entro la vuota cavità, m’incanta
quest’alba che mi porta la tua voce
e il cuore, mio adorato, trova pace.

Sellia Marina, 28 Giugno 2014
(Concorso “ Dal Tirreno allo Ionio” Pubblicata)
da "Il pianto delle stelle"

mercoledì 7 febbraio 2018

MADRE DIVINA

Sfiora con la mano il bel diadema
prezioso dono per una Regina,
lo sguardo è intenso e forse pensa
quanto sarà grave  questo  serto 
a lei che legge dentro i cuori,
che conosce tutti i dolori
lei che dispensa serenità  e gioie.

Madre del Redentore ancor sorregge
l’infante tra le braccia, lo protegge,
non sarà il diadema di Affidato
che chiude fra le stelle i bei topazi
azzurri come il mare, quando il sole
all’alba stende un velo sopra il mare,
ma una corona di spine poseranno,

feriranno il picciol capo del bambino.
A questo pensa l’orafo cristiano
mentre la mano sfiora la corona
ma  tutte le perle che ha donato
leniranno  il pianto alla Regina,
Madre divina, intenerito a Lei s’inchina.

Sellia Marina, 28 Luglio 2017
Al Maestro orafo crotonese Michele Affidato per la creazione dei diademi alla Madonna di Czestochowa e il Gemellaggio con la chiesa di Crotone e Jasna Gora. 

domenica 4 febbraio 2018

L'ARTIGIANO

E’ l’alba e quando tutto ancor si tace
gli usci son chiusi, deserte ancor le strade,
(l’aria che lo circonda infonde luce e pace)

scivola silenzioso per la via,
apre i battenti alla bottega e attende,
risuona nel cielo “Ave Maria”,

recita silenzioso e già la mano
sfiora l’argenteo metallo, un’anfora nasce
o forse una collana intessuta a filigrana.

Il capo solleva ogni tanto, ascolta, mormora,
l’occhio è stanco di fissare rubini od un topazio,
una lacrima cade talvolta su una perla rosa.

E’ stanco a sera l’artigiano
e quando il Vespro suona e l’orologio
i suoi rintocchi scocca, come il cuore

che sempre batte e non si ferma mai,
chiude i battenti alla bottega e attende
mormorando ancora  “Ave Maria”.

Sellia Marina, 19 Luglio 2017
Al Maestro  M. Affidato 

martedì 30 gennaio 2018

NOVELLA EOS


E fu luce quando apristi gli occhi
a questo mondo,
Luce al mio cuore, gioia per le braccia
che hanno accolto il primo mio tesoro.

Madre novella ed orgogliosa sposa
nel mostrare ogni cosa che sai fare,
tutto hai appreso, tanto... a tue spese
ma pronta ogni dì a ricominciare.

Di questo mamma non si scorda mai,
l'affetto, l'amor che la circonda
e se di abbracci tu sei stata parca,
novella Eos splenderai a me sempre!

Sellia Marina, 27 Ottobre 2011        

Pubblicata anche in "Viaggi di Versi"Nuovi Poeti contemporanei-N°21

martedì 23 gennaio 2018

COME LOENGRIN

Perché racchiuda il sangue salvatore
t’ho preparato un calice, Signore,
vi mesceranno il vino e un poco d’acqua
a quella aggiungerò solo il mio cuore.

Il calice lo so, è sempre amaro

per questo l’ho cosparso di topazi
azzurri come il cielo, come il mare
perché allevino un poco i tuoi dolori
riveston l’argento e l’oro fuso

ma il calice lo so, è sempre amaro

Signore, come Loengrin  l’ho custodito
prima di deporlo al tuo altare,
e rimarrà alle genti come leggenda
d’un anno Giubilare che ho inciso

per Te che m’hai sostenuto ogni momento.

Sellia Marina, 01 Settembre 2017
Al Calice Giubilare creato dal maestro Orafo Crotonese Michele Affidato per la Madonna di Czestochowa

giovedì 18 gennaio 2018

RIGOPIANO-18 Gennaio 2017


 Giorni tristi d’attesa consumati
ad aspettare una novella lieta
turbina la neve, infuria la tormenta
il ghiaccio che t’opprime

mura dipinte col pennello bianco
intorno ha disteso un grande manto.
Lassù dove il tempo si ferma
quando ogni cima nuda è ricoperta,

lassù ad aspettare che un suono
riveli che vita è rimasta
prigioniera fra rovine di ghiaccio.

Ora, nero ineluttabile circonda,
pesa, una cappa s’è stesa,
circonda ogni probabile discesa

verso le luci che come presepi

appaiono e scompaiono improvvise
come lucciole che a maggio nei giardini
circondan fiori, siepi di gelsomini.


Sellia Marina, 4 Febbraio 2017
( Sull’aereo Lamezia-Roma)

lunedì 15 gennaio 2018

UN'ALTRA PRECE



Quando scende l'ombra  della sera
sempre t'accompagna una preghiera,
se pensi che il destino t'è avverso
sicuro ti prepara un'altra strada

perché tu possa giungere alla meta.
E non aver paura!
Realizzerai ogni tuo sogno infranto
come bottiglia verde sulla riva

riluce sotto il sole che la cuoce.
Ed ogni vetro sembrerà più bello
anche fra i sassi e asciugherà al calore
come panno steso accanto al focolare.

Ma non temere
v'è sempre  un giorno per ricominciare
un altro sogno ancora da inseguire...
E un'altra prece porterò all'altare.

Sellia Marina, 15 Febbraio 2012
Inserita nel racconto "Il Sogno di Rogerius ", Catalogo d'Arte Mostra Art Contest e Premio Narrativa Veretum 2017-Pubblicata anche dalla Rivista Santa Maria del Bosco.



venerdì 12 gennaio 2018

FALCE, NON DI LUNA

Mille luci, coriandoli accesi
che splendono, stelle vaganti
su mondi immondi devastati
dai pianti di vittime innocenti.
Voci che s’alzano e vagano
né trovano riposo
se non quando tace il cuore della notte
che incombe, l’acqua chiude
l’ultimo singulto nella gola,
fremito di stelle come preghiera
ai fili s’aggrappa, ultima speranza
che non cede alla falce,  
e non è falce di luna che spia tra le fronde,
né tra i roveti ove posano gli amanti
né inargenta il mare coi suoi rai,
questa che vedo è solo falce di morte
già stesa su visi imploranti una fine 
che improvvisa pietosa li accoglie.

Sellia Marina, 29 Dicembre 2017

lunedì 8 gennaio 2018

I SILENZI DELL'ARTE- Scultura


Ogni carrozza ferma, ogni destriero
ritorna nella tela ov’era  chiuso,
ogni fiore in cornice si riforma
né spande profumi più nell’aria,
quei caduti a Proserpina ora son passi,
Zefiro gentile li raccoglie e libra oltre,
quel grido non accoglie né l’appassionato ardore
del Re degli Inferi può vincer la paura della morte,
silenzio scende ove dorme l’Arte.
Or sotto i colonnati e i capitelli
di vetusti  palazzi, ampi musei,
che imbellan cupole alle chiese ed agli altari,
da lungo tempo è suggellato un patto, 
sorregger l’arte ed ornarne il fronte
perché memoria resti nel futuro,
decor di fregi in sculture e d’oro
simbolo dove l’ombra quando è sera
sfiora volti umani oppur di fiera,
gigli raccolti o filar di vite,
torri e tante corone sopra stemmi
usi più a memoria che per storia.
Ogni gargoyle piange quando il cielo  
riversa sulla terra la sua furia,                                              
urla alla luna chiusa in un’alcova
dove l’amor consuma ma non paga
e di sangue imbratta le lenzuola,
nella stanza scende adagio la sera
ed il sipario chiude nel silenzio
di un’Arte che non era forestiera. 

Sellia Marina, 28 Novembre 2016