mercoledì 22 novembre 2017

ANTICA GLORIA DI CITTA'


      L'800 di  Caterina Rizzo

La nobiltà che ammiro nei palazzi
di fregi adorni, di sculture, stemmi,
antica gloria di città oggi sepolta
tra vicoli bui ove si perde la storia.

Palazzi signorili e chiese vuote,
un tempo il frastuono d’ogni via
era scandito  dal  rumore delle ruote
passo di cavalli per stare in compagnia.

La bella città non è cambiata
rivive nella tela che l’amica
con cura ha ricreato, dipinto, colorato
ogni balcone, ridato forma ai tetti

e a sera, presto accenderà il lampione.

Ferrara, 15 Ottobre 2016
"Catanzaro l'800"" di Caterina Rizzo, Calendario 2017

martedì 21 novembre 2017

PACE AI TUOI GINOCCHI

Sulle ginocchia madre
appoggerò il mio capo,
sentirò la tua mano                                                              

sfiorare i miei capelli
pettinarli con le dita
e sciogliere con loro

anche il nodo della gola.
Ascolterò la tua voce                                                            
che una nenia mi canta

piano, con voce lenta
che quasi mi addormenta.
Che pace ai tuoi ginocchi!

Ascoltare e non sentire
ma è stato solo un sogno…
vorrei, e non puoi tornare 

Sellia Marina, 2 Gennaio 2012

Premiata con Attestato di Merito e inserita nel Calendario d'Arte e Poesia  2017 dell'Accademia dei Bronzi- Motivazione della Commissione:
Io ti scrivo madre, perché tu mi possa ascoltare...questo è il messaggio intenso, straordinario che la poetessa vuole dedicare alla propria mamma. "Pace ai tuoi ginocchi" è una poesia d'amore, un amore grande che lega in modo indissolubile, che non si scioglie. L'immagine di una bimba che appoggia il capo sulle ginocchia della mamma, è bellezza ed emozione che non si dimentica, è gentilezza dei modi in un tempo che affretta i gesti, che non permette di soffermarsi...Ascoltare la voce è come una ninna nanna che concilia il sonno di una bimba...Non si scorda la voce di una madre, si può solo pensare che "lei" sia ancora lì a guardare quel capo chino, nel silenzio di un giorno passato, nel desiderio che strazia perché il ritorno non può avvenire. (Dott. Maria Concetta Giorgi )


Rivista Santa Maria del Bosco: Aggiungo che le immagini, esplicitate nei versi dell'amica Caterina, hanno una loro precisa identità, un'asciuttezza espressiva come uscito dallo scrigno del cuore, per mostrare una capacità d'amare viva, gioiosa, partecipativa. E' poesia-amore!. L'amore, nella sua essenza più vitale e più pura è il filo conduttore tra l'ieri e l'oggi in un sogno che non può e non deve svanire. La madre è amore.
(Prof.Mimmo Stirparo)



sabato 18 novembre 2017

GOCCE DELLO JONIO

Preziosi monili creati, cesellati
con paziente cura, con arcana fede,
chino sin quasi a notte e fondere
stelle preziose e dentro, un po' di mare.

Gocce dello Jonio luccicanti
porteranno oltralpe una missiva,
trentasei topazi azzurri
racchiusi nell'oro della filigrana.

Pregava che la mano non tremasse
mentre ad una ad una deponeva
centocinque perle del diadema.

Piccoli angeli in preghiera
sorreggon  la corona, lieve al bimbo,
ma più grave sarà in mente alla Regina
or che il suo genetliaco s'avvicina.

Oh! Voce di due popoli in preghiera
unisce due madonne nere, esulta,
supplica e ancor spera, Maria

che i diademi creati da Affidato
inondino di luce le Nazioni, le accomuni,
le allieti ed  una sola voce risuoni,
(da Crotone a Czestochowa gemellate)

Ave Maria! Nei secoli, così sia.

Sellia Marina, 22 Maggio 2017
Al Maestro Affidato: diademi creati per la Madonna nera di Czestochowa, e il gemellaggio con la chiesa di Crotone. 

Componimento che commuove Gocce dello Jonio. I versi conducono il lettore in un viaggio reale e allo stesso tempo contemplativo. Dai lidi ionici alla terra lontana di Czestochowa, un viaggio d’amore e di speranza, che vede dei missionari d’eccezione, le gocce dello Jonio luccicanti, i diademi creati da Affidato. Sono i preziosi monili a portare oltralpe una missiva. E il componimento si fa preghiera che contempla una realtà tanto sperata, l’unità dei popoli, per cui esulta, supplica e ancor spera la Regina – spera che anche questi trentasei topazi azzurri inondino di luce le Nazioni, le accomuni, le allieti ed  una sole voce  risuoni, Ave Maria!
Gocce dello Jonio, come le gemme preziose sul capo della Regina, come i versi commossi della poetessa.
 ( Dott. Maria Spagnuolo )






giovedì 16 novembre 2017

MADRE DIVINA

Sfiora con la mano il bel diadema
prezioso dono per una Regina,
lo sguardo è intenso e forse pensa
quanto sarà grave  questo  serto 
a lei che legge dentro i cuori,
che conosce tutti i dolori
lei che dispensa serenità  e gioie.

Madre del Redentore ancor sorregge
l’infante tra le braccia, lo protegge,
non sarà il diadema di Affidato
che chiude fra le stelle i bei topazi
azzurri come il mare, quando il sole
all’alba stende un velo sopra il mare,
ma una corona di spine poseranno,

feriranno il picciol capo del bambino.
A questo pensa l’orafo cristiano
mentre la mano sfiora la corona
ma  tutte le perle che ha donato
leniranno  il pianto alla Regina,
Madre divina, intenerito a Lei s’inchina.

Sellia Marina, 28 Luglio 2017
Al Maestro orafo crotonese Michele Affidato per la creazione dei diademi alla Madonna di Czestochowa e il Gemellaggio con la chiesa di Crotone e Jasna Gora. 

martedì 14 novembre 2017

"SCARPETTE ROSSE"



Saliva un fumo nero dal camino
si dipanava fra le nubi e il cielo
e Oswiecim avvolse di mistero.

Calò il sipario e accese la memoria
di chi lasciò nei forni la sua storia
corpi all’addiaccio a bruciare nudi

Spogliata umanità sempre in cammino
alla ricerca di nuova identità,
 in campi sterminati ha avuto asilo
dettato sol dall’odio e avidità.

Quante “scarpette rosse” consumate
dal lungo camminare fra la neve
ora sono sepolte insieme a quelle
che in grandi mucchi son gettate

E senza quelle v’accolse il cielo azzurro
perché lassù ove adesso tutti siete
non vi servono più per camminare

ma solo ali avete per volare
 perché la memoria
di chi lasciò nei forni la sua storia
 mai si potrà né dovrà cancellare.




Sellia Marina, 27 Gennaio 2014

lunedì 13 novembre 2017

PARIS



Arrivò improvvisa la furia,
colpisce vile e poi indietreggia,
si nasconde, si dissolve tra spari
urla di chi è ferito a terra, sbalordito

e non ha capito s’era sua la mano
che stringeva o i resti d’un compagno
dilaniato, agonizzante al suo fianco.

Tra il vocìo gioioso dei tifosi
s’ode appena lo scoppio
come d’un petardo acceso
per una festa di compleanno.

Il suono della musica non copre
Il frastuono degli spari della morte
cade un silenzio cupo, irreale
ma s’alza adagio prima e poi più forte

l’inno di Francia e come in un sol uomo
mentre si spingon verso la salvezza
il volto dalle lacrime rigate cantano
in coro la loro “Marsigliese”.

Sellia Marina, 13 Novembre 2015

Sellia Marina, 13 Novembre 20

domenica 12 novembre 2017

COME NASSIYRIA


Silenzio quando cessano gli spari,
cingoli sulla sabbia con le ruote
lancian granelli, graffiano la gola,
arsura, non di sete ma  di paura.

Come serpi han strisciato fra le dune
sole cocente, veleno di scorpione,
Shamal spira  e  tempesta crea
mura di sabbia ove non vedi niente

nei silenti deserti dell’Oriente.

Lingue di fuoco sprigionano faville
cadon le  teste,  non sono dei potenti,
è sangue di vittime innocenti,
come a Parigi, Dacca, Nassiyria.

Quante promesse sterili, bugiarde
restan sepolte qui, come memorie
che l’uomo crede perenni ma volan via
travolte  son dall’odio e da follia.

Sellia Marina, 6 Luglio 2016
( " Kate delle orchidee...)

venerdì 10 novembre 2017

SU PETALI SCRIVERO'



Scriverò sui petali del fiori il mio dolore
uno stelo sarà la mia penna,
dipingerò d'azzurro e d'indaco ogni corolla,
 
rallegrerà ogni cuore stanco di dormire
tra rovi di spine e un arcobaleno steso in cielo
sorgerà, avvolto nel profumo dei fiori,

io, pittore del cielo, colorerò una stella,
guiderà la tua mano e per te scriverò
Amica, è la parola più bella.

Sellia Marina, 4 Settembre 2016

RITROVARSI OGNI SERA




Ritrovarsi quando nel silenzio
l’alone del lume si diffonde
come un’ampolla il suo profumo lieve.

Ed ogni istante è sempre il primo incontro
non ha presente né passato il giorno
solo attimi vissuti e ancora il cuore
rivive e ascolta un cantico d’amore.

Così ogni sera noi ci ritroviamo
quando la notte placida si tace
e cadono le foglie da ogni ramo
che la terra benevola  raccoglie

Dolce illusione il ritrovarsi amico,
mentre fuori lieve soffia il vento
la luna si dondola nel mare
nella stanza silenzio…Il lume è spento!.

 Sellia Marina, 24 Novembre 2012